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RCCHETTE DI CLASSE: UNA SCUOLA DA 60.000

Tanti sono i bambini coinvolti dal progetto che vede in prima fila Fit, Federbadminton, Coni e Miur

di Enzo Anderloni | 28 maggio 2017

Tanti sono i bambini coinvolti dal progetto che vede in prima fila Fit, Federbadminton, Coni e Miur. Al Foro Italico tutti i piccoli protagonisti, ovviamente sulla Next Gen Arena. Binaghi: “Progetto basilare”. Fedeli: “Lo sport educa”

Ben 20 Regioni partecipanti e circa 500 istituti scolastici coinvolti, circa 60 mila bambini protagonisti. Sono solo alcuni dei numeri di “Racchette di Classe”, il progetto promosso e sviluppato dalla Federazione Italiana Tennis e dalla Federazione Italiana Badminton in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, dell’Universita e della Ricerca. Giunto al terzo anno, Racchette di Classe si colloca nell’ambito dei Protocolli d’intesa CONI, CIP, MIUR ed è stato convalidato ed inserito nel programma dell’attività motoria e sportiva per le scuole primarie. Durante gli Internazionali BNL d’Italia, è stata presentata la terza edizione di questo progetto di successo, alla presenza del Presidente della Fit Angelo Binaghi, del Presidente del Coni Giovanni Malagò, della Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli e del Presidente della Federazione italiana Badminton Carlo Beninati.
“Per noi Racchette di Classe è un’occasione unica - ha detto il presidente Fit Binaghi -. Leggevo nei giorni scorsi sui giornali di quanto il Presidente Malagò voglia rinforzare il rapporto tra CONI e scuole. I bambini e la scuola vengono prima di tutto. Le imprese dei grandi campioni devono ispirare lo spirito emulativo di questi ragazzi, devono fare in modo che lo sport si diffonda sempre di più con messaggi positivi per i nostri giovani e i nostri ragazzi. Abbiamo avuto molti risultati straordinari - ha proseguito Binaghi - però il successo più grande di questo corso della Federazione, che ho l’onore di guidare, credo sia il rapporto con la scuola. Tutti i miei predecessori avevano sempre pensato programmi che avrebbero dovuto portare il tennis nella scuola e non ci sono mai riusciti”. Due anni fa erano tremila i bambini che hanno preso per la prima volta in mano una racchetta da tennis o da badminton grazie al progetto. L’anno successivo sono diventati 20.000, quest’anno sono stati 60.000.

Fedeli: “Lo sport educa”
Per la Ministra Valeria Fedeli, non solo appassionata ma tennista praticante, lo sport è crescita. “Ringrazio i Presidenti delle Federazioni, il Presidente del Coni, ma soprattutto le ragazze e i ragazzi che hanno partecipato, le loro famiglie e i loro docenti. Progetti come ‘Racchette di classe' sono importanti perché con essi si è iniziato un percorso di qualificazione dei contenuti forniti dalla scuola, utili per accrescere le competenze e le conoscenze delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. Per molto tempo si è avuta l’idea, sbagliata, che lo sport fosse solo esercizio fisico e non contenuto educativo. Lo sport - ha continuato la Ministra - è invece l’occasione per fare scuola oltre la scuola, è una componente fondamentale nella formazione e nella crescita di ciascun individuo, è voglia di incontro, spirito di confronto. ‘Racchette di classe’ è anche un progetto educativo che sostiene fortemente l’inclusione, parte essenziale della cultura didattica e formativa delle nostre scuole. Tennis e badminton oggi sono sport fortemente inclusivi, non hanno un’impronta di genere e sono diffusi tanto tra le sportive quanto tra gli sportivi. Questo è il messaggio che dobbiamo trasmettere alle scuole, alle studentesse e agli studenti”. L’attenzione si è poi spostata alla Next Gen Arena dove, con tutti i bambini e le bambine delle scuole presenti, si è svolta la cerimonia di premiazione dei progetti speciali di alcune scuole sotto un sole che ha esaltato i colori e i profumi del Foro Italico.