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KAREN KHACHANOV SUPERA L'ESAME TOP 10

A Barcellona il russo batte David Goffin e conquista il best ranking al n

di Enzo Anderloni | 05 maggio 2017

A Barcellona il russo batte David Goffin e conquista il best ranking al n.42 Atp. Dopo un inizio di stagione incerto, ecco un nuovo protagonista (annunciato) nella Race To Milan. Sempre in Spagna bene anche il coreano Chung

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

“Khachanov? Entrerà sicuramente tra i primi 20 del ranking Atp”. Così sentenziava quattro anni fa Evgeny Kafelnikov, indimenticato campione russo, quando il suo giovane connazionale veleggiava intorno al 500 del mondo. Karen Khachanov sta rispettando le attese dell’ex vincitore di Australian Open e Roland Garros, ottenendo questa settimana il best ranking al numero 42 Atp dopo l’ottimo quarto di finale raggiunto nell’Atp 500 della “sua” Barcellona. Attualmente all’ottava piazza della “Race to Milan”, il ventenne moscovita ha ripreso a vincere e a convincere proprio nel torneo che lo aveva lanciato lo scorso anno, dopo un inizio di 2017 non all’altezza delle aspettative.

Doti innate
Khachanov nasce a Mosca il 21 maggio 1996. A tre anni il padre, ex pallavolista di origine armena, gli mette in mano la prima racchetta, ma sono due gli sport che appassionano il giovanissimo Karen. “Ho sempre amato tennis e basket - racconta - e se non avessi tentato la scalata al ranking Atp probabilmente oggi sarei un cestista. Ma dopo la scuola ho dovuto scegliere tra le due discipline, optando ovviamente per il tennis”. Le doti di Khachanov sono innate e già da piccolo conquista alcuni risultati interessanti, ma per un primo salto di qualità serve qualcosa in più. A 14 anni si trasferisce in Croazia agli ordini di Vedran Martic, già coach in passato di Goran Ivanisevic. Il giovane moscovita si presenta al via del suo primo torneo under 18 a Bishkek, in Kyrgyzstan, e approda in finale partendo dalle qualificazioni. Nel 2013 giunge il risultato di maggior prestigio con la vittoria ai campionati europei, nel corso dei quali sconfigge le due promesse francesi Tatlot e Halys. In quello stesso anno scocca l’ora dell’esordio, vincente, in Coppa Davis: nella sua Mosca supera il sudafricano O’Brien 7-5 6-1 6-3. La migliore classifica junior è il numero 16 del mondo raggiunto all’inizio della stagione successiva.

Da Barcellona a… Barcellona
A 18 anni Khachanov si trasferisce a Barcellona, alla corte di Galo Blanco, per un ulteriore salto di qualità. “Credo fossi già maturo a 14 anni quando sono andato via di casa – racconta il giovane russo -, anche se ovviamente, all’inizio, sentivo la mancanza della mia famiglia. In fin dei conti la vita del tennista porta a stare sempre lontano da casa, ho semplicemente iniziato presto ad abituarmi”. Nel frattempo, andando contro corrente rispetto ai giovani protagonisti Atp, si è iscritto all’università. Lontano dal campo Khachanov è un “Next Gen” atipico: ama leggere romanzi russi, anche se il suo scrittore preferito è Erich Maria Remarque, e si diletta nell’arte degli scacchi. “Cosa altro faccio nel mio tempo libero? Sto cercando di migliorare il mio spagnolo, che dopo tre anni a Barcellona è ancora pessimo”. Dopo cinque titoli futures e due challenger, nel 2016 Khachanov conquista il primo alloro Atp nel torneo cinese di Chengdu. “La settimana precedente ero stato sconfitto all’esordio a San Pietroburgo da Alexander Zverev, che aveva poi vinto il suo primo titolo. Ho seguito i suoi allenamenti e mi sono impegnato ancor di più. Pochi giorni dopo ho trionfato in Cina e la settimana ancora successiva Nick Kyrgios ha vinto a Tokyo. Posso dire che noi giovani ci trainiamo a vicenda e ogni successo dell’uno ispira l’altro, lo induce ad allenarsi ancor meglio e a migliorarsi per raggiungere grandi obiettivi”. Il 2017 non inizia nel migliore dei modi con 4 vittorie e 11 sconfitte. Nella “sua” Barcellona però, dove nel 2016 si rivelò al grande pubblico battendo Roberto Bautista-Agut, Khachanov supera Bellucci, Cuevas e Goffin, conquistando il primo successo in carriera contro un Top-10, prima di arrendersi a un Horacio Zeballos in grande forma. Il torneo catalano porta così Khachanov al best ranking di numero 42 del mondo e la profezia di Kafelnikov sembra prendere forma ogni giorno di più.

Safin e “Delpo” come fonte di ispirazione
“Da quando sono piccolo vengo paragonato continuamente a Safin - racconta Khachanov - e ciò mi ha sempre affascinato. Nonostante il mio stile di gioco sia diverso rispetto a quello di Marat, cerco di ispirarmi a lui in quanto a tennis aggressivo e propositivo. Amo anche Juan Martin Del Potro e il suo ritorno a grandi livelli mi ha fatto immenso piacere. Non è un caso, credo, che i miei due idoli tennistici abbiano vinto quello che ritengo essere il miglior torneo del mondo: gli Us Open”. Quali sono gli obiettivi stagionali di Khachanov? “Non ho un ‘goal’ particolare in termini di classifica. Ciò a cui punto è migliorare insieme al lavoro giornaliero con il mio team, vedremo tutto questo dove mi porterà in termini di ranking…”.

La scheda di Karen Khachanov
Luogo e Data di Nascita: Mosca, 21/05/1996
Altezza: 198 cm, peso: 88 kg
Coach: Galo Blanco
Ranking: 42 (Best Ranking)
Titoli Atp: 1 (Chengdu 2016)
Titoli Challenger 2 (Istanbul 2015, Samarkand 2016)