-
Archivio News

RAFA NADAL, AL CENTRO DELLA TERRA (BATTUTA)

E’ la terra (rossa) che gira intorno al suo più grande interprete di tutti tempi che con il 10 successo a Monte-Carlo cancella il record di vittorie di Guillermo Vilas, ...

di Enzo Anderloni | 26 aprile 2017

E’ la terra (rossa) che gira intorno al suo più grande interprete di tutti tempi che con il 10 successo a Monte-Carlo cancella il record di vittorie di Guillermo Vilas, raggiungendo quota 50. Un vero monumento del tennis che avremo un’altra volta l’opportunità di ammirare da vicino a Roma dove arriva per cercare di conquistare l’ottavo titolo

di Enzo Anderloni - Foto Getty Images

La terra (battuta) gira intorno a Nadal, fermo al centro mentre mordicchia i suoi trofei. Questo sarebbe stato un bel titolo, rivoluzionario, per la tesi di quella studentessa dell’Università tunisina di Sfax che ha perso il suo tempo tentando di dimostrare che la terra è piatta e il sole le gira attorno. Se voleva dimostrare che le cose possono anche andare al contrario di quanto normalmente si pensa, quando ci si imbatte in fenomeni straordinari, ecco che il trentenne Rafael Nadal Parera le offriva un’occasione davvero più unica che rara.

Nella storia del tennis sono sempre stati i giocatori che hanno girato intorno al mondo per conquistare titoli sul “rosso”, da Marrakech a Buenos Aires, da Monte-Carlo a Barcellona, da Istanbul a Bastad, da Roma a Parigi. Da più di un decennio a questa parte (per la precisione dalla primavera del 2005), l’ordine delle forze si è invertito ed è la terra battuta che ruota tutta intorno a lui, una specie di Nettuno nel mare di mattone tritato con la racchetta al posto del tridente.

Quando si discute su chi sia stato il più forte giocatore di tutti i tempi, il GOAT come dicono gli anglofoni, la discussione si scatena tra chi dice Federer e i sostenitori di Laver o di Tilden, di Sampras o di Borg e McEnroe. La stessa domanda ristretta al campo “rosso” mette inevitabilmente tutti d’accordo, ancor più da domenica scorsa con l’ultimo grande record crollato. Quello dei 50 tornei vinti da Nadal (uno più di Guillermo Vilas), grazie al successo n.10 a Monte-Carlo. E potrebbero essere 10 anche i successi a Barcellona, se domenica solleverà il trofeo al Conte de Godo, dove gli hanno appena intitolato il campo centrale. Come potrebbero essere dieci al Roland Garros se facesse centro anche quest’anno.

In mezzo si passa da Roma, dagli Internazionali BNL d’Italia, dove si è già imposto sette volte e dove sicuramente proverà a infilare la sua “ottavina reale”, arrivandoci ancora da favorito.

È davvero incredibile come questo campionissimo sia riuscito a imporre il suo tennis dagli schemi chiari e semplici che però pochissimi sono in grado di contrastare. In questo decennio l’hanno battuto solo altri fenomeni assoluti: Djokovic, Federer (ma solo una volta sul rosso), Murray. E solo in periodi di grandissima condizione. Lui ripropone pervicacemente il suo servizio-dirittone anomalo carico di spin e via così aprendosi il campo finché l’altro sbaglia o gli dà una palla da chiudere. Nessuno riesce a imitarlo e, come si diceva, pochissimi gli resistono. Tutti gli altri affogano progressivamente. Perdono per asfissia fisica e mentale.

Emblematico l’episodio clou del match di semifinale a Monte-Carlo contro il talentoso belga Goffin, vittima di una clamorosa svista arbitrale che gli ha negato il punto del break, quello che lo avrebbe portato sul 4-2 nel primo set. Sacrosanto il suo sgomento. Però si era sul 3-3 della prima partita. Il fatto che da qual momento abbia sostanzialmente rinunciato a provarci la dice lunga sullo stress psico-fisico cui ti sottopone il confronto con Nadal. Hai la sensazione che fargli un singolo “quindici” sia ogni volta un’impresa e strappargli il servizio comporti uno sforzo titanico. Vederlo andare vano ti spinge alla resa. Eppure sei ancora solo 3-3 nel primo set.

Ma Rafa di là dalla rete ti pare immenso, un gigante d’argilla con i piedi però solidissimi e ben piantati per terra, pronto a scattare, a rimandarti di là sempre una palla di più rispetto a chiunque altro.

Non vediamo l’ora di ammirarlo un’altra volta da vicino, in partite e allenamenti al Foro Italico. Come si contempla un capolavoro, un monumento all’eroe che fa la storia, là dove la storia gli gira intorno.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 16 - 2017

Per scaricare il numero completo della nuova rivista settimanale potete CLICCARE QUI Registrandovi al servizio My Fit Score potrete riceverla automaticamente ogni mercoledì via newsletter. La rivista è scaricabile (e stampabile) in formato pdf.

SuperTennis Magazine – Anno XIII – n.16– 26 aprile 2017

In questo numero

Prima pagina –Al centro della terra Pag.3

Circuito mondiale: la Decima di Rafa Pag.4

Fed Cup – La giovane Italia si mette in marcia Pag.7

Focus Next Gen: Miomir Kecmanovic, il Djokovic di domani Pag.10

Terza pagina – Serena 11 anni dopo Pag.12

I numeri della settimana - 21: Black Jack Nadal Pag.14

Il tennis in tv – Le giornate della terra Pag.15

Pre-qualificazioni IBI17 – Da Milano a Pescara: Roma è dietro l’angolo Pag.16

Notizie dalle regioni – Friuli Venezia Giulia, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania Pag.19

Circuito Fit-Tpra – La forza del gruppo Pag.23

Personal coach – Impara da grande con il minitennis Pag.24

Racchette e dintorni – Ecco la nuova Head col magnesio nel cuore Pag.25

L’esperto risponde – Sulla terra battuta siamo obbligati a far vedere il segno? E se in doppio colpiamo il paletto Pag.28