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GRAZIANO RISI: "INVESTIAMO 6.5 MILIONI SUL NOSTRO FUTURO"

“Nel 2017 quasi un terzo del budget federale (al netto degli IBI) è destinato al Settore Tecnico

di Enzo Anderloni | 24 aprile 2017

“Nel 2017 quasi un terzo del budget federale (al netto degli IBI) è destinato al Settore Tecnico. 1.2 milioni in più rispetto al 2016”. Parla Graziano Risi, consigliere FIT: “C’è un gruppo pronto al salto di qualità. E in settembre…”

di Alessandro Nizegorodcew - foto A. Costantini

Sei milioni e mezzo di euro, questa la cifra che la FIT investirà nel Settore Tecnico nel 2017. Una cifra che rappresenta quasi un terzo dell’intero budget federale, al netto degli Internazionali BNL d’Italia, e che mira a dare a tecnici e giocatori professionisti gli strumenti e il supporto necessari a costruire una grande stagione e una rosea carriera. Rispetto al 2016 l’investimento vede un incremento di circa 1.2 milioni di euro, ripartiti in tutti i progetti più interessanti della Federazione Italiana Tennis: da Tirrenia ai Centri Periferici di Allenamento, passando per ‘Racchette di Classe’ sino al progetto argentino in collaborazione con l’ex numero 11 del mondo Franco Squillari. Per analizzare nel dettaglio progetti e sfide della Fit ci siamo rivolti a Graziano Risi, consigliere federale con delega al Settore Tecnico.

L’investimento della FIT nel Settore Tecnico è di oltre 6.5 milioni di euro. Quali sono i punti cardine del progetto?
“Vogliamo seguire i nostri migliori over 18 e aiutarli in tutto e per tutto, pagando loro le spese relative a campi, coach, trasferte, deducendo le spese dal prize money. I ragazzi in questo modo potranno programmarsi nel migliore dei modi, evitando di rimanere a giocare in Italia per mancanza di budget ed entrando in campo con meno pressioni e pensieri negativi. Contiamo di supportare in maniera ingente i 16 atleti più meritevoli, tra maschile e femminile, così da farli crescere tecnicamente, tatticamente, fisicamente, mentalmente e, di conseguenza, nel ranking mondiale. Ma chiunque raccoglierà importanti risultati verrà premiato a livello di contributi in base a tabelle ben precise. Vorrei sottolineare l’importante ingresso nel Settore Tecnico di Filippo Volandri, che è andato a supportare Umberto Rianna nel lavoro con gli over 18. Nel settore maschile abbiamo tantissimi ragazzi tra i 18 e i 23 anni pronti al salto di qualità”.

E nel femminile?
“La situazione nel femminile in questo momento è meno florida, ma siamo certi che torneremo ad essere molto competitivi nel giro di qualche anno. È una questione prettamente di cicli, che iniziano e prima o poi devono finire. Se qualcuno per esempio mi dicesse che tra 10 anni la Svizzera avrà ancora due Top 5 scommetterei qualsiasi cifra sull’esito contrario. La FIT era protagonista quando abbiamo portato 4 diverse tenniste nella Top 10 e lo è adesso in cui è mancato il ricambio generazionale. Non eravamo fenomeni prima, non siamo brocchi adesso. Detto ciò, ragazze come Trevisan, Paolini, Rosatello e non solo hanno la possibilità di arrivare tra le prime 100. Intorno a loro sento troppa negatività, ma possiedono qualità notevoli”.

A livello giovanile stanno arrivando buoni risultati dalle nostre ragazze, come la conquista della Winter Cup under 16…
“Credo che nei prossimi 5 anni, pian piano, porteremo nuove forze ai piani alti del tennis. L’obiettivo è avere un gruppetto di giocatrici capace di arrivare tra le prime 50 del mondo anche perché, facendo così, sarà percentualmente più semplice trovare in casa una nuova Top 10. Non voglio fare nomi ma alcuni successi giovanili lasciano ben sperare per il futuro”.

Come si sviluppa il corpo organizzativo che culmina nel Centro Tecnico Federale di Tirrenia?
“Il primo step è rappresentato dai Centri di Aggregazione Provinciale (CAP), dedicati agli under 11, che puntano al monitoraggio capillare nell’intero territorio nazionale dei giovanissimi talenti italiani. Il secondo passaggio si basa sui Centri Periferici di Allenamenti (CPA), dove i migliori under 14 possono allenarsi e confrontarsi per una crescita costante ed esponenziale. L’ultimo step prima di Tirrenia è rappresentato dai Centri Tecnici Periferici (CTP), nei quali vengono inseriti gli under 17 di valore pronti al salto nel professionismo. A Tirrenia, tra l’altro, si allenano con continuità alcuni dei nostri migliori giocatori come Simone Bolelli, Paolo Lorenzi e Alessandro Giannessi. E poi c’è Formia…”.

Formia?
“Il Centro istituito tanti anni fa da Mario Belardinelli, il primo nel suo genere, è stato completamente ristrutturato: si è passati da due a sei campi, oltre a palestre e infrastrutture moderne e indispensabili per il tennis di alto livello. Formia, che sarà un centro parallelo a Tirrenia dedicato in particolar modo ai ragazzi e alle ragazze del Sud, tornerà dunque in auge dal prossimo mese di settembre”.

Un altro progetto molto interessante riguarda l’Argentina…
“L’obiettivo è utilizzare il bellissimo e moderno Club Atletico San Isidro, centro diretto dall’ex top-15 Franco Squillari, come una risorsa ulteriore per creare la giusta mentalità nei giocatori italiani che lo frequentano nei periodi programmati dal Settore Tecnico Nazionale, in considerazione del calendario molto interessante che si sviluppa, in particolar modo, nel periodo tra gennaio e marzo. È un progetto cui teniamo molto e che crediamo possa essere un valore aggiunto per il nostro movimento”.

Capitolo “Racchette di Classe”, altro importante progetto della FIT per allargare la base…
“Siamo riusciti finalmente a entrare nelle scuole, cercando di portare un gran numero di ragazzi a provare lo sport del tennis. Abbiamo coinvolto oltre 60.000 bambini, investendo 50.000 euro in borse di studio tennistiche, che possano permettere ai ragazzini più meritevoli l’iscrizione alla scuola tennis. Crediamo sia la maniera migliore per allargare la base dei praticanti e, di conseguenza, degli agonisti e aspiranti professionisti del futuro”.

Tornando indietro cambierebbe qualcosa rispetto al lavoro svolto negli ultimi 10-15 anni?
“Per quanto concerne il settore femminile, visti i risultati che abbiamo ottenuto a livello individuale e di squadra, non cambierei nulla. In linea generale credo che avremmo potuto e dovuto anticipare la creazione dei Centri Periferici di Allenamento e dei Centri Tecnici Permanenti, che rappresentano oggi il salto di qualità del Settore Tecnico”.