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2012: L'ANNO DI RAFA VI, LA LEGGENDA

È l’anno del ritorno al successo di Nadal che raggiunge un numero record prima di rivincere anche a Parigi

di Enzo Anderloni | 22 aprile 2017

È l’anno del ritorno al successo di Nadal che raggiunge un numero record prima di rivincere anche a Parigi. La Sharapova riesce a confermarsi ma in finale deve rimontare la cinese Na Li da 4-6 0-4. E battere anche la pioggia…

di Alessandro Mastroluca - Foto A. Costantini

2012
Vincitore: Rafael Nadal (SPA)
Manacor, 3 giugno 1986
È una stagione monca, il 2012 di Nadal, che si chiude dopo la sconfitta contro Rosol a Wimbledon e fuori dalla top 2 per la prima volta dal 2004. Fa comunque in tempo a fare cose che lasciano il segno nel suo curriculim: dare forfait contro Murray a Miami, secondo walkover in 777 partite, vincere Barcellona per la settima volta, trionfare a Montecarlo per l’ottava, centrare almeno uno Slam per l’ottava stagione di fila. Resta il re della terra battuta, Nadal, che sul rosso vince 23 partite su 24 e prima di conquistare il Roland Garros, si laurea per la sesta volta re degli Internazionali d’Italia. Al Foro, come nel Principato di Monaco e alla Porte d’Auteuil, l’avversario è sempre lo stesso: Novak Djokovic. A Roma, di lunedì causa pioggia, Nadal trionfa senza perdere un set: è il primo nella storia a riuscirci per due volte, e raggiunge così i 35 titoli sul rosso (a dieci dal record di Vilas, a cinque da Muster). Il 21mo titolo in un Masters 1000 matura dopo un percorso che lo porta a vincere 33 set di fila in stagione. Una striscia apparsa in pericolo solo nel tiebreak del primo set della semifinale contro Ferrer. Rafa salva 10 palle break, si impone al tiebreak e veleggia verso il trionfo. Nel match clou, la vendetta di Nadal nella prima finale che si ripete per tre anni agli Internazionali BNL d’Italia, è scritta nei 41 errori di Djokovic, nella testa fresca e nell’aggressività ritrovata di cui parla zio Toni. Il Rafa VI diventa leggenda.

Vincitrice: Maria Sharapova (RUS)
Nyagan, 19 aprile 1987
Non è facile la difesa del titolo a Roma per Maria Sharapova. Masha, che arriva a Roma dopo le finali perse all’Australian Open, a Indian Wells e Miami, forte del primo titolo stagionale a Stoccarda, apre l’edizione 2012 contro Christina McHale.La partita supera le due ore di gioco. Decisivo, nel primo e nel secondo set, l’undicesimo gioco. Agli ottavi, affronta Ana Ivanovic, in un grande classico del tennis femminile. La rivalità tra Ana e Maria va oltre l’estetica, si traduce in una tensione anche fisica fuori dagli schemi. È un thriller che attira gli spettatori. Ogni attimo può essere decisivo. L’esito non è mai scontato, nemmeno quando la serba va a servire per il primo set. Si romperà presto, invece, l’equilibrio nel quarto affascinante solo sulla carta contro Venus Williams. La semifinale contro Angelique Kerber ha un andamento simile e un punteggio quasi identico. La finale, invece, è un giro bagnato sulle montagne russe. Li Na allunga 6-4 4-0 ma perde otto giochi di fila e manca due match point sul 6-5 nel terzo. La pioggia le costringe a un’attesa di due ore prima del tie-break. L’esperienza della russa fa la differenza. Commette tre errori in più, ottiene un vincente in meno e vince un punto in meno della cinese. Ma mette la firma su quello più importante, che le fa mettere le mani sul trofeo. Il punto che la rende la regina di Roma.