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COME NASCE UNA RACCHETTA DA PADDLE? SCOPRIAMOLO

Fuori ha un look potente e aggressivo, ma dentro

di Enzo Anderloni | 15 agosto 2017

Fuori ha un look potente e aggressivo, ma dentro? Come è strutturato il processo produttivo? Lo abbiamo chiesto a un italiano che ha scoperto questo sport quasi 30 anni fa e ci ha fatto sbirciare in una fabbrica spagnola

di Gianpaolo Martire

Come è fatta e come nasce una racchetta da padel? Siamo riusciti a soddisfare questa curiosità andando a mettere il naso dentro a una fabbrica in Spagna che produce direttamente le racchette in maniera artigianale, “made in Barcellona”. Prodotti fatti a mano in uno stabilimento a Manresa (60 km dalla capitale catalana). A farci da guida l’italiano Andrea Balducci (foto sotto), trasferitosi da anni a Barcellona, grande esperto di padel, che ci ha illustrato tutti i procedimenti necessari alla creazione di una “pala”.

Come sono cambiate le racchette negli anni?
“Sono nel mondo del padel ormai da quasi 30 anni, gioco dal 1988. Penso di essere stato il primo italiano a conoscerlo e sono stato uno dei pionieri di questo sport anche qui nella zona di Barcellona. Di certo a quei tempi le racchette erano molto diverse. Il materiale predominate esterno era il legno, dopodiché venne la grafite. Sia a livello di attrezzi che di gioco parliamo della preistoria: era tutto decisamente più lento”.

Invece adesso le racchette da cosa sono composte?
“Le differenze fondamentali sono sulla parte esterna del nucleo della racchetta. Si può usare carbonio, l’high-carbon, fibre di vetro, alluminio ed ora è stato introdotto anche il basalto nelle ultimissime uscite. Tutti questi materiali, nelle loro composizioni, cercano di dare resistenza all’attrezzo, mantenendolo il più leggero possibile e garantendo le caratteristiche di controllo e potenza che ogni giocatore cerca. L’interno invece è costituito da materiale gommoso, una volta si usava il polipropilene che era un materiale molto confortevole, che però nel tempo tendeva a gonfiarsi, deformando leggermente il telaio e la sua compattezza. I telai di ultima generazione utilizzano un elastomero che si chiama EVA Smart che presenta inalterate le caratteristiche di comfort, però dura nel tempo. Definito nucleo, lamine e gomma, ogni fabbricante applica poi le tecnologie che reputa più efficaci nel disegno del bordo, della forma della racchetta, nella sua rifinitura, per ottenere un prodotto finale adatto alle necessità del giocatore, professionista o dilettante che sia. Tra le ultime innovazioni c’è lo sviluppo di una tessitura sulla lamina esterna della racchetta per migliorare il controllo e la capacità della racchetta di dare effetti. Inoltre, con l’aumentare della velocità e della potenza del gioco sono sempre più determinanti i sistemi anti-shock nel bordo e nel cuore per migliorare l’assorbimento delle vibrazioni”.

Quali sono i dati che contano? Nel tennis si guarda attentamente a peso, bilanciamento, rigidità, inerzia. Che cosa cambia nel padel?
“Le caratteristiche della racchetta sono sostanzialmente le stesse del tennis: si parla di controllo della palla (direzione ed effetto) e di potenza di uscita (velocità). Il bilanciamento della racchetta e il suo peso sono personalizzabili per ogni giocatore, a seconda del suo gioco e della costituzione fisica. Dunque, come nel tennis, contano peso, bilanciamento, rigidità e inerzia”.

Cosa cercano di più i giocatori in una racchetta?
“È ovvio che un giocatore cerchi un attrezzo che potenzi i suoi punti forti e lo aiuti a minimizzare quelli deboli. Questo non è facile da ottenere. Certo, chi lavora in modo più artigianale agendo sui propri pezzi praticamente uno per uno ha più possibilità di personalizzare, eventualmente su richiesta, l’attrezzo. Anche nel padel la customizzazione su misura è l’ideale per chi gioca, proprio come nel tennis”.

Si ringrazia Just Ten per le immagini