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FEDERER, KYRGIOS E ITF: SVOLTE EPOCALI

Mentre Roger e il giovane australiano a Miami alzano l’asticella del livello di gioco la Federazione Internazionale vara una ristrutturazione dell’accesso al professionismo: 750 giocatori e altrettante giocatrici dal 2019

di Enzo Anderloni | 05 aprile 2017

Mentre Roger e il giovane australiano a Miami alzano l’asticella del livello di gioco la Federazione Internazionale vara una ristrutturazione dell’accesso al professionismo: 750 giocatori e altrettante giocatrici dal 2019. Con un nuovo Transition Tour

di Enzo Anderloni – Foto Getty Images

Mentre a Miami Roger Federer e Nick Kyrgios dipingevano sul campo il quadro del tennis di domani, la Federazione Internazionale annunciava cambiamenti fondamentali per quello di dopodomani. Settimana epocale dunque, quella in cui l’infinito Roger vinceva il terzo grande titolo dell’anno (su tre…) e lo strafottente australiano spaccava la racchetta per la rabbia dopo l’ultimo match-point, dell’ultimo tie-break, di tre set infiniti, che hanno innalzato lo standard di gioco da tenere d’ora in poi per vincere qualcosa che conta. Quella è stata la vera finale, perché mentre il Federer di oggi è meglio di quello dell’altroieri (anche se sembra incredibile…), il Nadal di oggi non vale Kyrgios. E il fatto è nell’ordine delle cose.

Largo ai giovani dunque: gente come Nick di Canberra che ha la faccia tosta di fare il passantino stretto da in mezzo alle gambe a un avversario con 18 Slam (o il suo avversario nei quarti, Sasha Zverev, già capace di tritare un Wawrinka) e che certi problemi li ha già risolti.

Tanti altri hanno bisogno d’aiuto. O meglio, che il sistema non sia un freno alle loro ambizioni. E in questo senso va la grande trasformazione annunciata dall’Itf per il 2019 (l’approfondiremo man mano che si avranno i dettagli) che riposizionerà i tornei più piccoli, quelli da 15.000$, in un nuovo circuito intermedio tra il circuito Itf Junior e l’Itf Pro Circuit. Tornei che non offriranno punti Atp, ma genereranno una classifica Itf (sviluppata in sinergia con l’Atp) che permetterà ai migliori di accedere alla prima fascia delle gare per professionisti veri.

Lo scopo evidente è quello di fare chiarezza dando una super ripulita a un mondo in cui è ragionevole (lo ha chiarito l’ITF attraverso una ricerca che ha riletto quello che è successo nel circuito dal 2001 al 2013) che possano definirsi professionisti al mondo solo 750 giocatori e 750 giocatrici. Al contrario oggi si è arrivati a una folla di 14.000 partecipanti ai tornei “pro”, più della metà dei quali non guadagna il becco di un quattrino.

È questa palude probabilmente la grande trappola dove muoiono molti sogni. Una palude dove sopravvivono a lungo tennisti, anche di età avanzata, che vivacchiano raggranellando qualcosa qua e là, senza cullare ambizioni. Anzi è curioso che lo stesso giorno in cui la stampa quotidiana rilanciava la notizia del nuovo corso della Itf, sul giornale spagnolo ABC, in tema di scommesse si titolasse: “il tennis minore supera il calcio in tema di partite ‘manipolate’” e si citasse un numero abnorme di questi tornei minori: “376 lo scorso anno, 39 dei quali in Spagna”.

La nuova struttura del tennis mondiale che partirà dal 2019 tenderà a scoraggiare questo “tennis di mezzo”, con prove di un nuovo Transition Tour organizzate con calendari e località prestabilite in modo da facilitare la partecipazione dei giovani emergenti da un punto di vista logistico e della gestione dei costi. Che oggi l’ITF ha quantificato in ben 38.800$ l’anno per ogni giocatore professionista (40.180$ per le colleghe del circuito femminile), coach, preparatori e altri consulenti esclusi. Una cifra importante che solo chi ha una certa qualità (e costanza) di rendimento può sostenere.

Staremo a vedere i dettagli ma la direzione è quella giusta. Più chiara, forse più dura, ma anche trasparente e diretta alla qualità. Quella che tutti vogliamo e cerchiamo. A partire da quei due di Miami che hanno spostato l’asticella del gioco un centimetro più su.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 13 - 2017

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SuperTennis Magazine – Anno XIII – n.13– 5 aprile 2017

In questo numero

Prima pagina –Svolte epocali Pag.3

Circuito mondiale: e la sfida continua anche dopo Miami Pag.4

Circuito mondiale: Fognini: ma quanto…. Miami? Pag.4

Focus Next Gen: Marc Polmans, canguro col cappello Pag.10

Next Gen Italia - Garbin: ”Ecco la nostra nuova mentalità” Pag.12

Next Gen Italia – Che partenza: Federica Rossi c’è Pag.14

Terza pagina – Roma 2010: l’anno dei conquistadores Pag.16

I numeri della settimana: Roger in cifre? Applausi Pag.18

Il tennis in tv – La Coppa Davis in diretta Pag.20

Pre-qualificazioni IBI17 – Ancora 10 Open BNL: Roma sempre più vicina Pag.22

Notizie dalle regioni – Lomabardia, Alto Adige, Trentino, Emilia Romagna, Sardegna Pag.24

Circuito Fit-Tpra – Anche gli amatori hanno… un coach Pag.28

Collezionismo – Vette e racchette d’arte Pag.29

L’esperto risponde – Il giocatore alla risposta deve adeguarsi al ritmo del battitore? Pag.30