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ANCHE GLI AMATORI HANNO UN… COACH

Nel week-end si è svolto il secondo evento stagionale da 2000 punti, il Grand Prix di Miami: schierati 1013 fighters in 83 tornei e in 24 province d'Italia

di Enzo Anderloni | 11 aprile 2017

Nel week-end si è svolto il secondo evento stagionale da 2.000 punti, il Grand Prix di Miami: schierati 1.013 fighters in 83 tornei e in 24 province d'Italia. Tra di loro Andrea Bellini, che ha un tratto distintivo: l'allenatore

di Claudia Pagani

Grand Prix, seconda tappa: dopo Indian Wells è toccato a Miami. La bellezza di 1.013 giocatori si sono sfidati in 83 tornei e in 24 province per aggiudicarsi i 2.000 punti in palio per il ranking. Nel nostro ormai consueto giro d'Italia accendiamo una lente d'ingrandimento sulla tappa di Imola. Dove sono stati attivati i tabelloni della categoria Open Femminile e Open Maschile. In campo c'era anche Andrea Bellini, 35 anni, grande appassionato dal power globale pari a 46 (l'indice di valore di ogni giocaotre). Fa parte del ranking ufficiale dal 2015, da quest’anno addirittura nella Top 10 e determinato a restarci anche se è tallonato da Filippo Tramontana, che col suo power 86 insidia il decimo posto in classifica.

Coach Pierantoni
Andrea era la testa di serie n.1 di questo Grand Prix, accompagnato dal fidato compagno del Tennis Club Tre Colli di Brisighella (Ravenna) Gian Marco Pierantoni (a destra nella foto), n.74 del ranking con power globale 27, specializzatosi nella mansione di coach e testimone della preparazione maniacale di Bellini. Il quale pianifica mensilmente tutti gli appuntamenti per non perdersi gli eventi clou del circuito Fit-Tpra. “Durante l'avvicinamento ai tornei - dichiara il “coach” Pierantoni - allenamenti mirati a migliorare un colpo particolare e poi grandi pause al momento giusto quando il fisico inizia a essere scarico. E poi ha sempre le sue tre Head Speed perfettamente incordate con sé. Nulla va concesso all’avversario - dice il mantra del coach - che deve dimostrare di essere più bravo senza che gli vengano fatti regali”. Bellini si ispira, per costanza, carattere e tenacia, al suo preferito, Novak Djokovic.

Sconfitta in semifinale
Miami inizia bene per Andrea, che vince con un convincente 9-3 su Marcello Zirone da poco entrato nel mondo Tpra, ma nulla può contro il gioco dinamico e preciso del parmense Roberto Zambrelli che lo sconfigge con un perentorio 6-1. L’uscita in semifinale a Miami brucia, soprattutto ripensando alle recenti prestazioni che lo avevano portato a disputare la finale nel Master 1.300 di Acapulco il 12 marzo. Ma certo non è fonte di scoraggiamento. D'altro canto, il prossimo Grand Prix della stagione, Monte-Carlo, è già lì dietro l'angolo ad aspettare. Il torneo in compenso lo vince Marco Bistarelli, il 39enne giocatore di casa che ha inanellato una serie impressionante di vittorie nel 2017 che lo hanno portato al n.6 del ranking maschile: primi posti nel Grand Slam Australian Open, nei Master 1.300 di Dubai e Acapulco, nei Master 750 di Sydney e di Marsiglia, e ora nel Grand Prix di Miami.

Da Milano a Roma
Rimangono come momenti indimenticabili nella storia di Andrea le finali del 2016, entrambe perse, nei due Super Slam nel Limit45: Wimbledon sull’erba di Gaiba (Rovigo) e Us Open al Quanta Club di Milano. Ma ancora più emozionante è stato arrivare fino alle semifinali agli Internazionali d’Italia giocate al Foro Italico, come ricorda proprio l’amico-coach Pierantoni: “A giugno 2016 arrivammo a Roma con la pioggia, io ero scocciatissimo temendo di non poter giocare al Foro, invece il torneo ebbe inizio. Venni subito eliminato ma Andrea vinse agevolmente i primi turni e mi disse che aveva bisogno di un coach che lo guidasse fino in finale, così venni nominato ufficialmente! Mi sono beccato una bella insolazione - ricorda -, ripagata però dall’ingresso al Pietrangeli per poterlo assistere durante la semifinale. Ripercorrere i corridoi solcati dai grandi ci ha messo i brividi e questo ha reso meno amara la sconfitta in semifinale. È stato un gran torneo che non vediamo l’ora di ripetere, perché giocare al Foro è il sogno di ogni appassionato”.