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CHE VANTAGGI DÀ UNA RACCHETTA PIÙ LUNGA? RISPONDE L'ESPERTO

La domanda - Quali vantaggi si hanno con una racchetta più lunga

di Enzo Anderloni | 02 aprile 2017

La domanda - Quali vantaggi si hanno con una racchetta più lunga?

La risposta - Fra le varie grandezze geometriche che si prendono in considerazione nella scelta di una racchetta da adulto ci sono sicuramente la dimensione del piatto corde, il pattern, le dimensioni del manico… ma spesso si trascurano del tutto i dati riguardanti la lunghezza del telaio, dando per scontato che esista un’unica lunghezza per la racchetta da tennis, che forse non tutti sanno essere (nella misura standard) 27 pollici pari a 68.6 mm (un pollice = 2,54 cm).
In realtà oltre che per i telai di tipo junior che partono da 19” e che arrivano sino ai 26”, anche per i telai da adulto esistono differenti lunghezze, senza considerare che molti professionisti fanno uso di racchette dalla lunghezza maggiore a quella standard per potersi avvalere dei vantaggi legati alla maggiore leva in fase di esecuzione del colpo.
Come infatti nel passato per Michael Chang che adottò una racchetta dalla misura di 29”, ben 5 cm più lunga di una racchetta da 27”, per rendere ancora più efficace la copertura di campo nonché la resa in fase di servizio, oggi campioni come Andreas Seppi, Sara Errani ma anche Serena Williams, Joe Wilfred Tsonga e molti altri fanno uso di telai di tipo “extended” che però solitamente non superano i 70-71 cm.
Le motivazioni possono essere diverse e legate al fatto che la maggiore leva consente una maggiore possibilità di spinta, a condizione ovviamente di sfruttare la maggiore lunghezza del telaio in fase di impatto; questa soluzione può essere utilizzata da chi ha bisogno di un piccolo aiuto dalla racchetta in termini di potenza o per chi al contrario, ricerchi massima spinta e colpi definitivi e, infine, per chi fa del servizio, dei vincenti e della spinta il proprio pane, come Ivan Ljubicic in passato e come, ora, Sam Groth.
La contropartita da pagare in questo senso è certamente una minore mobilità, anche se è bene sottolineare che agendo sulla lunghezza si possono ottenere attrezzi di inerzia elevata agendo sulla lunghezza complessiva dell’attrezzo senza salire di peso e gestendo comunque attrezzi certamente modulabili e manovrabili.
Un piccolo spunto di riflessione è legato al fatto che, come in tutti gli sport, potremmo immaginare un attrezzo da tennis la cui lunghezza sia commisurata ai dati antropometrici dell’atleta e dunque sono possibili, e ragionevoli, variazioni nell’ordine del +/- 15 mm in funzione delle caratteristiche fisiche e tecniche dei giocatori, proprio come accade a livello junior… in buona sostanza, un attrezzo su misura!

Ha risposto Gabriele Medri
L’ingegner Gabriele Medri è consulente tecnico dell’Istituto Superiore di Formazione della Fit in materia di attrezzatura. Ha pubblicato vari studi su racchette e corde.