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L'angolo dell'insegnante

12 consigli per un coaching migliore (Parte 2)

Una serie di suggerimenti per tutti i maestri, per imparare a trasmettere ai propri allievi i messaggi nel modo giusto. La forma d’insegnamento autoritaria non funziona, e l’allievo impara meglio se è inserito profondamente nel processo d’insegnamento.

di | 07 marzo 2020

(segue dalla Parte 1)

CHIAVE 5DISIMPARARE VS IMPARARE

Nella tematica sull’apprendimento interattivo ci si pone la questione sul metodo d’in­segnamento tradizionale contrapposto a quello non tradizionale. Un’altra definizione della forma tradizionale è “imparare all’indietro”, un procedimento applicato in molte scuole pubbliche.

Il maestro dà le risposte e alla fine della settimana testa la memoria degli allievi interrogandoli. L’”imparare in avanti” è la forma meno tradizionale, ma ben conosciuta, di porre le domande e stimolare e aiutare gli allievi a trovare le risposte adeguate. Un esempio tennistico può essere la seguente domanda agli allievi: “è meglio giocare la maggioranza dei colpi da fondo in lungolinea o in incrociato?”.

Nell’ambito di una discussione dai vari punti di vista, si possono dare spunti per aiutare a trovare la risposta corretta. Questo metodo è anche chiamato “scoperta guidata”.

Chiave 6 – Ciclicità

I maestri lavorano spesso con giocatori che cominciano a disputare i loro primi tornei. Sfortunatamente molti coach e insegnanti di tennis si dimenticano di menzionare la ciclicità. Si gioca un punto e poi c’è una pausa di circa 30 secondi prima dell’inizio di quello successivo. Dopo due game si cambia campo: la pausa al cambio campo dura circa un minuto. Poi c’è anche il cambio tra servizio e risposta. Sono le regole del gioco del tennis.

Purtroppo molti maestri insegnano in modo troppo lineare. Un esempio negativo è un esercizio della durata di 10-15 minuti, senza interruzioni. I giocatori devono imparare a comportarsi in modo ciclico, senza perdere di vista l’obiettivo. Devono imparare a rigenerarsi fisicamente, per potersi impegnare al massimo al punto successivo. Come? Si danno agli allievi pause come in un match, per ottimizzare la simulazione.

I giocatori si devono abituare a questo ritmo naturale di sforzo e recupe­ro, tipico del match tennistico. Bisognerebbe anche spiegarglielo, per far capire loro perché la lezione va tenuta seguendo questa stessa struttura ciclica. Bisogna però assicurarsi che, quando giocano, lo facciano con piena intensità.

Chiave 7 – Le 4 C

Studi fatti indicano la grande importanza che ha un’atmosfera ottimale di apprendi­mento. Per incrementare notevolmente le probabilità di successo possiamo cercare di applicare le 4 C.

CREARE
In un ambiente creativo l’essere umano è al massimo della sua attenzione. Ogni cosa deve essere nuova ed emozionante. Usiamo supporti visivi e cinestetici. Evitiamo a tutti i costi noiose ripetizioni.

CONTARE
L’essere umano ha sempre bisogno di provare la sensazione di contare qualcosa, di essere importante per chi lo circonda. Gli allievi di una lezione di gruppo possono aiutarsi a vicenda. Inseriamo nell’esercitazione anche una forma di ringraziamento al partner per l’aiuto dato.

CONTRIBUIRE
L’altro aspetto del sentirsi importante è quello di poter essere d’aiuto al prossimo per contribuire al suo successo. Disponiamo gli allievi a coppie e stimoliamoli ad aiutarsi a vicenda.

COMPETERE
L’essere umano ama la sfida. Si tratta solamente di assicurarsi che il metodo scelto sia adatto a permettere a ognuno di sentirsi a proprio agio con le esperienze fatte.

Chiave 8 – Collaborazione

Siamo tutti diversi l’uno dall’altro. Un maestro non dovrebbe mai commettere l’errore di usa­re un unico metodo d’insegnamento per tutti i suoi allievi. Non solo ogni allievo è unico nel suo genere, ma ogni allievo deve scoprire la propria strada per apprendere.

I maestri migliori accompagnano l’allievo nel suo apprendimento. Cerchiamo di trovare una collaborazione per uno stile ottimale di apprendimento individuale, anziché richiedere solamente fiducia incondizionata.

Per comprendere meglio il carattere dell’allievo possiamo, per esempio, chiedergli di descriverci la sua casa. La descrive usando colori e forme? Allora sarà una persona che apprende più rapidamente utilizzando dei supporti visivi. La descrive parlando di comfort e sensazioni? Sarà più appropriato usare per il suo insegnamento supporti cinestetici e domande sul tipo di sensazioni provate.

(continua…)