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Le regole del gioco

Contestazione: quando il punto si rigioca e quando no

Dopo una contestazione, l'arbitro verifica il segno una volta che il colpo è già avvenuto, ma non sempre decide di far rigiocare lo scambio. Perché ogni tanto viene concesso il punto e ogni tanto no?

15 febbraio 2020

Rigiocare sì o rigiocare no. Prendiamo in esame una situazione esemplificativa: il giocatore A batte la prima di servizio e prende un pezzettino di riga. Il giudice di linea chiama out, mentre il giocatore B risponde lungo. Il giocatore A chiede all’arbitro di controllare il segno. Quello scende dalla sedia e verifica che la palla era buona. Perché qualche volta l’arbitro assegna il punto al battitore e in altri casi fa ripetere il punto?

Si parte dalla superficie

Casi come questo, normalmente, avvengono durante partite giocate sulla terra battuta, dove viene concessa la possibilità di poter verificare un segno da parte dell’arbitro.

Vero anche che negli ultimi anni una procedura simile è stata attivata nei campi dove è presente la tecnologia dell’“Hawk-Eye” il cosiddetto “occhio di falco”, la quale consente di verificare su un monitor se la palla sia rimbalzata in campo o fuori.

Sui campi in terra rossa è previsto che il segno possa essere verificato quando viene effettuata la chiamata dall’arbitro stesso o dal giudice di linea; oppure, ancora, quando il giocatore ne faccia richiesta, sia su un colpo vincente che durante uno scambio. In quest’ultimo caso, però, la richiesta da parte del giocatore deve avvenire immediatamente, disinteressandosi del gioco e soprattutto a proprio rischio e pericolo.

Gioco disturbato?

Questo significa che in caso di richiesta di verifica del segno da parte del giocatore (per esempio ritenendo la palla “out”), qualora la palla dovesse essere giudicata “buona”, il giocatore che ha fermato il gioco perderà quel punto.

Nel nostro caso però la palla viene chiamata “out” dal giudice di linea, che di fatto ha interrotto il gioco. Di conseguenza su richiesta del giocatore, l’arbitro, verificato il segno e giudicatolo buono, dovrà decidere se la chiamata del giudice di linea abbia disturbato il gioco (cioè: senza la chiamata, il gioco sarebbe continuato?) oppure la chiamata di palla “out” sia stata ininfluente e il punto sarebbe comunque finito.

In pratica viene valutato il momento in cui arriva la chiamata da parte dell’arbitro o del giudice di linea (se immediato sarà quasi certo il disturbo, se in ritardo la chiamata non può aver disturbato). Nel primo caso, considerando il gioco disturbato, sarà necessario ripetere quel punto. Al contrario, il punto verrà assegnato a uno dei giocatori: nel caso proposto dal nostro lettore, se si dovesse considerare la chiamata del giudice di linea ininfluente, verrà assegnato il punto al servitore (giocatore A) in quanto il ricevitore (giocatore B) con o senza la chiamata avrebbe risposto lungo comunque.