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Le regole del gioco

Voglio il giudice

In un match di torneo senz'arbitro, ecco l'arma per combattere le chiamate palesemente errate, magari in malafede, dell'avversario

23 agosto 2019

LA SITUAZIONE
Claudia e Francesca stanno giocando una partita di doppio sul veloce contro Maria e Annalisa. Durante il primo set, Francesca chiama "out" una palla dubbia vicino alla linea di base. Maria e Annalisa sembrano dubitare ma il gioco prosegue. Dopo un gioco, Claudia nel recuperare un pallonetto che rimbalza circa 20 cm prima della linea di base, chiama la palla "out". Maria e Annalisa iniziano a protestare contestando la chiamata dell'avversaria. Non potendo fare molto in questo caso, il gioco prosegue, fino a quando dopo due giochi ancora Claudia chiama "out" una palla chiaramente buona.

Come ci si comporta?

In caso vi accorgeste che il vostro avversario effettua qualche chiamata palesemente errata, il consiglio è quello di far chiamare il giudice arbitro, il quale si avvicinerà al campo non appena possibile. Con discrezione ed estremo garbo, avete tutto il diritto di avvisarlo della situazione: ciò potrebbe comportare che il giudice arbitro possa dare uno sguardo alla vostra partita restando al di fuori del campo.

Gli effetti della richiesta

L'effetto positivo sarà duplice: in primo luogo l'avversario ci penserà due volte prima di effettuare chiamate errate, e in secondo luogo il giudice arbitro avrebbe un'arma in più. Qualora proprio il giudice arbitro da fuori del campo si dovesse accorgere di una chiamata palesemente errata, potrebbe entrare in campo e ordinare di rigiocare il punto in quanto questa chiamata viene considerata come "disturbo involontario": ciò significa che in caso dovesse succedere nuovamente, sempre sotto lo sguardo del giudice arbitro, questi potrebbe assegnare il punto perso al giocatore che ha effettuato la chiamata errata e, a sua discrezione, anche assegnargli una "violazione del codice di comportamento per condotta antisportiva".