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Collezionismo

Le affiches di Tabet: bellissime e ricercatissime

Genovese emigrato a Milano a 22 anni, Giorgio Tabet è stato uno dei più apprezzati e noti illustratori italiani del novecento. Nei suoi lavori anche il tennis: famosi – e richiestissimi dai collezionisti – due suoi manifesti, realizzati per la Coppa Davis a Milano e per i tornei del Tennis Club di Cortina d’Ampezzo.

di | 11 ottobre 2019

Giorgio Tabet (Genova 04/02/1904 – Cecina 04/11/2002) è stato uno tra i più apprezzati e noti illustratori italiani del novecento. Gran parte della sua attività artistica si è svolta a Milano, città ove si trasferì nel novembre del 1926, all’età di 22 anni. Durante la sua attività Tabet disegnò svariate copertine per importanti periodici, tra i quali “Secolo XX”, “Lidel”, “Guerin Meschino” e anche per i “Gialli economici Mondadori”. Numerosi sono stati i manifesti eseguiti dall’illustratore genovese sui temi del teatro, della musica, dello sport e della vita culturale milanese.

Il tennis è stato in più occasioni raffigurato ed in particolare sono due le affiches firmate da Tabet tra le più azzeccate, e nel contempo ricercate dai collezionisti.

La prima riguarda la semifinale della zona europea di Coppa Davis fra Italia e Australia, che si giocò dal 14 al 16 giugno del 1930 sui campi del Tennis Club Milano. Il manifesto presenta un tennista interamente vestito di bianco, le cui sembianze ricordano il campione Giorgio De Stefani, mentre si appresta ad eseguire uno smash.

La seconda presenta un manifesto utilizzato in più occasioni dal Tennis Club Cortina d’Ampezzo per presentare nella seconda metà degli anni trenta  i suoi tornei (nazionali e internazionali) più significativi. Il colore di sfondo blu intenso valorizza ancor di più l’immagine stilizzata del tennista che sembra … volare.

Tabet è stato inoltre un valido caricaturista ed anche per quanto riguarda il tennis sono numerose le sue opere pubblicate negli anni trenta, sia sulla rivista ‘Tennis e Golf’ che sulla quarta edizione (anno 1935) del manuale Hoepli ‘ Il Tennis’, di Alberto Bonacossa e Giberto Porro Lambertenghi.