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Il rientro in campo di Serena Williams è solo l'ultimo caso, in ordine di tempo, di campioni e campionesse del tennis che tornano nel circuito dopo aver annunciato il proprio ritiro. Ecco le loro storie
di Alessandro Mastroluca | 09 giugno 2026
Il rientro di Serena Williams, che si ripresenta in campo in doppio al Queen's con la canadese Victoria Mboko, accentra le attenzioni tennistiche della settimana. Quella che aveva chiamato "evoluzione" era solo un discorso sospeso, che adesso prova a riprendere, con prospettive difficili da prevedere.
E' già successo in passato che campioni e campionesse, ex numeri 1 del mondo, dopo il ritiro abbiano annunciato di volerci riprovare. Con effetti in alcuni casi anacronistici, come nel caso di Bjorg o Thomas Muster, in altri sorprendenti come successo a Kim Clijsters o Caroline Wozniacki. Unica, impossibile da inquadrare, la figura di Martina Navratilova. Ecco le storie dei rientri più significativi dei numeri 1 ATP e WTA.
1991: Bjorn Borg
E' il 23 aprile del 1991 quando Bjorn Borg prova a cancellare gli ultimi sette anni. Torna in campo, dopo essersi ritirato nel 1984, e lo fa con la stessa racchetta di legno che aveva allora, pesantissima e con un piatto corde da 75 pollici quadrati, contro avversari che usavano modelli in grafite, con piatto corde da 90 o 95 pollici, e già si vedevano i primi modelli superiori ai 100. Senza lo storico coach Lennart Bergelin, che aveva accompagnato i suoi grandi trionfi (6 Roland Garros, 5 Wimbledon di fila), si era allenato anche in Italia, allo Sporting Club di Novate Milanese con Ugo Pigato, uno dei nostri più forti seconda categoria allora (padre di Lisa), accompagnato da Loredana Bertè, allora sua moglie.
Il primo turno contro il 34enne spagnolo Jordi Arrese, è molto attesa ma non ha storia. Borg perde 62 63. “Non mi ero caricato di troppa pressione. Competere ancora mi diverte e sono pronto a continuare e a rimanere ancora a lungo nel circuito” dice. Non sarà così. Giocherà otto tornei nel 1992, perdendo sempre al primo turno senza mai vincere un set. Nel 1993 gioca tre partite, le perde tutte ma stavolta sempre al terzo set, l'ultima a Mosca contro Alexander Volkov, allora numero 17 del mondo.
Bjorn Borg a Monte-Carlo nel 1991 (Getty Images)
1993: Mats Wilander
Due anni dopo un altro svedese ex numero 1 del mondo, Mats Wilander, rientra nel circuito. Dopo il trionfo allo US Open 1988, infatti, ha perso le motivazioni e nel 1991 è arrivato, a 27 anni, ad abbandonare il circuito. Nel 1993, però, torna a giocare qualche torneo e ottiene una wild card a Flushing Meadows: in quel momento è numero 558 del mondo. Onora l'invito. Batte l'allora n.77 Jaime Oncins al primo turno. Al secondo affronta l'amico Mikael Pernfors, fresco vincitore del Super 9 (oggi diremmo Masters 1000) di Montreal, e lo batte al quinto set in un match concluso alle 2.26 del mattino. Sarebbe rimasto il match finito più tardi allo US Open prima del duello Sinner-Alcaraz del 2022, terminato alle 2.50. Perderà al terzo turno contro il francese Cédric Pioline, futuro finalista. Non tornerà alle vette dei giorni migliori, ma sarà numero 45 del mondo nel 1995 prima di abbandonare nel 1996.
1993: Tracy Austin
Nel 1993 ci riprova anche Tracy Austin, campionessa dello US Open 1979 e 1981, numero 1 del mondo a 17 anni, 3 mesi e 26 giorni il 7 aprile 1980: ancora oggi è la terza n.1 più giovane da quando la WTA ha introdotto il ranking computerizzato, dopo Martina Hingis e Monica Seles. A causa di problemi alla schiena ha detto addio al tennis nel 1983. Un primo rientro è stato interrotto dopo un incidente automobilistico nell'estate del 1989 nel quale si è fratturata una gamba. Dopo l'operazione, una lunga riabilitazione, torna in campo nel 1993. A Indian Wells batte Rennae Stubbs e Katerina Maleeva, a Manhattan Beach elimina Gigi Fernández ed Elena Likhovtseva, per poi arrendersi negli ottavi di finale a Gabriela Sabatini. Ma l'anno dopo, sempre a Indian Wells, subisce 60 60 da Steffi Graf. Il passato non può tornare.
2002 : Martina Navratilova
È una scommessa persa con il suo allenatore a riportare Martina Navratilova in campo in singolare a Eastbourne nel 2002. In singolare ha vinto 18 Slam, 167 titoli complessivi, 8 WTA Finals, è stata numero 1 del mondo per 332 settimane. Eppure, otto anni dopo l'ultima partita (novembre 1994), si ripresenta dove già ha trionfato 11 volte per un ultimo giro di giostra. Va anche meglio del previsto: batte in tre set la numero 22 del mondo, Tatiana Panova, poi cede in tre set contro Daniela Hantuchová, allora numero 13.
“Se qualcuno dice che le donne non sono forti mi arrabbierò davvero, perché lo sono. Io posso ancora giocare a questo sport e certamente posso ancora farlo sull’erba. Non guardate l’età, guardate le capacità” commenta. Continuerà ad esprimerle. Nel 2004 passa un turno a Wimbledon a 47 anni e 8 mesi: è la più anziana ad aver vinto un match in uno Slam in singolare. In doppio vincerà 12 major in doppio femminile e tre nel misto tra il 2002 e il 2006, l'anno in cui saluta il circuito dopo il trionfo allo US Open con Bob Bryan. Manca un mese e mezzo al suo cinquantesimo compleanno.
Martina Navratilova in azione a Eastbourne nel 2002 (Getty Images)
2006: Martina Hingis
Nel 2006 inizia il secondo dei tre tempi in cui si può scandire la carriera di Martina Hingis. Il primo si è concluso nel 2002, dopo aver vinto 5 Slam ed essere diventata la più giovane numero 1 del mondo. La svizzera abbandona per problemi a un piedi. Nel 2006, a 25 anni, rientra e subito centra i quarti all'Australian Open. In tre mesi è di nuovo in Top 30. Questa seconda fase dura un paio di stagioni, nelle quali vince gli Internazionali BNL d'Italia e sale fino alla sesta posizione nel ranking WTA in singolare. A fine 2007 risulta positiva a un controllo antidoping per cocaina. Venne sospesa per due anni e la sua carriera in singolare di fatto si conclude. Il terzo tempo, dal 2013 al 2017, la vede protagonista in doppio, anche con Flavia Pennetta. In quegli anni vince 27 titoli, compresi quattro Slam in doppio femminile e altri sei nel misto.
Un'esultanza di Martina Hingis nel 2006 (Getty Images)
2009: Kim Clijsters
Kim Clijsters è uno dei pochi casi di campioni o campionesse che fanno meglio al ritorno nel circuito. La belga lascia il tennis nel 2007, quattro anni dopo aver raggiunto il numero 1 del mondo, due dopo il trionfo allo US Open. Lascia a 23 anni per problemi al polso, diventa mamma della piccola Jada, poi partecipa a un'esibizione per l'inaugurazione del tetto sul Centrale di Wimbledon nel 2009 e le torna la voglia. “Considero questa come una seconda carriera, non un ritorno, perché ora mi trovo in una situazione in cui non tutto ruota attorno al tennis 24 ore su 24” spiega. L'effetto sorprende. Pronti via, batte la numero 13 Bartoli, altre due Top 20, e centra i quarti a Cincinnati. A Toronto piega la numero 9 Victoria Azarenka e si ferma al terzo turno.
Poi allo US Open batte Venus e Serena Williams, Bartoli, Li Na, Caroline Wozniacki in finale e diventa la prima madre, e la prima wild card, campionessa Slam. Difenderà anche il titolo agli US Open nel 2010, finisce la stagione con un titolo alle WTA Finals, conquista il suo quarto Slam all'Australian Open 2011 e torna brevemente numero 1 del mondo nel febbraio 2011. Si ferma una seconda volta alla fine del 2012, a 29 anni, pochi mesi prima di dare alla luce il suo secondo figlio. Ci riprova nel 2020-21, ma perde 5 partite su 5.

Mamma Kim, una carriera divisa in tre
2010: Justine Henin
Numero 1 del mondo da oltre due anni, con 7 titoli del Grande Slam all’attivo, di cui 4 al Roland Garros, Justine Henin ha lasciato il tennis nel 2008, a 25 anni, perché le sue motivazioni erano svanita. Sedici mesi dopo cambia idea: “Una fiamma che credevo spenta per sempre si è riaccesa” ha detto. Perde due finali a Brisbane, contro Clijsters, e all'Australian Open contro Serena Williams. Cede agli ottavi al Roland Garros e Wimbledon, e lascerà definitivamente a inizio 2011.
2010: Thomas Muster
Anacronistico quasi come Bjorn Borg a Monte-Carlo a inizi anni Novanta, da giugno 2010 a novembre 2011 l'ex numero 1 del mondo Thomas Muster, per almeno due anni della terra battuta, si riaffaccia sul circuito a undici anni dal ritiro, annunciato dopo il Roland Garros del 1999. Gioca prevalentemente Challenger, vince solo due partite su 26. Lascia per la seconda e ultima volta a Vienna, nel torneo di casa, dopo essere stato battuto dal suo erede, Dominic Thiem.
2023: Caroline Wozniacki
Numero 1 del mondo per 85 settimane tra il 2010 e il 2012, e di nuovo per un breve periodo nel 2018, la danese Caroline Wozniacki ha annunciato la fine della sua carriera dopo l'Australian Open del 2020, a 29 anni. L'addio diventa un arrivederci nel 2023, dopo che nel frattempo è diventata mamma di due figli. Il suo ritorno si traduce in 36 partite giocate, quattro vittorie contro Top 30, un rientro tra le prime 70 del mondo, un quarto di finale a Indian Wells e due ottavi di finale allo US Open (nel 2023 e nel 2024).