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Tecnologie e accessori

Traspirante, sicuro: il guanto da tennis col marchio Fit

Lanciato dalla ditta bresciana Profilergroup con la sigla SYT, Save Your Tennis, il nuovo accessorio per giocare in sicurezza è stato approvato e marchiato FIT. Sottile, traspirante come una seconda pelle, si lava in lavatrice ed è pronto per ogni nuova sfida. Ce lo spiega Daniele Zanetti, CEO dell'azienda che l'ha creato

di | 08 giugno 2020

Il guanto da tennis è di sicuro la più grossa novità nel mondo dell'accessorio tennistico, portata da questo periodo così strano della pandemia. Le norme di sicurezza impongono infatti di giocare con un guanto nella mano non dominante o di disinfettarsi le mani ad ogni cambio campo.

I classici guanti in lattice monouso (perarltro oggi difficilissimi da trovare) tolgono sensibilità e fanno sudare tantissimo la mano. E anche l’idea di doversi lavare le mani col gel igienizzante ogni due game, non è il massimo. Che fare?

Innanzitutto considerare che guanti specifici sono la normalità in altre discipline, nel golf e nel ciclismo in particolare. E dunque provare a fare di necessità virtù. Provare a immaginare che l’utilizzo di un guanto anche per giocare a tennis possa essere un’opportunità o addirittura un vantaggio anzichè una fastidiosa necessità.

A livello professionistico si era già visto addirittura sulla mano dominante: lo aveva utilizzato con successo il sudafricano Cliff Drysdale, a cavallo tra Anni Sessanta e Settanta, n.4 del mondo, finalista agli Us Open e due volte semifinalista a Wimbledon.

Dunque perchè non ipotizzare un sottile e sensibile guanto apposito per la mano non dominante, quella che raccoglie la palla ed effettua il lancio quando si è al servizio? Un guanto leggero, traspirante e comunque lavabile a fine partita? Ci hanno pensato subito alla ProfilerGroup di Collebeato, in provincia di Brescia, un’azienda specializzata in abbigliamento tecnico per lo sport.

Ed è nato alla velocità della luce SYT, Save Your Tennis, il prodotto specifico per affrontare il tennis nell’emergenza del Coronavirus con una marcia in più. Un guanto che è stato approvato dalla Federazione Italiana Tennis e oggi è porta ufficialmente il marchio FIT.

Siamo andati a ripercorrere la storia di quello che potrebbe diventare un nuovo simbolo dell’attrezzatura tennistica nell’epoca in cui, alla fine di una partita, non ci si stringe più la mano ma ci si saluta con un tocco di racchetta. Ce la racconta Daniele Zanetti, amministratore delegato di ProfilerGroup.

Come nasce l'idea del guanto da tennis?

“L'idea del guanto da tennis nasce dallo studio del decalogo della FIT con i consigli al tennista per giocare in sicurezza. Abbiamo pensato come mettere l’atleta in condizione di poter giocare in libertà, senza doversi preoccupare ogni due minuti di disinfettarsi le mani. Volevamo dare a tutti i tennisti la possibilità di tornare in campo il più presto possibile senza correre rischi”.

Per i tennisti l’unica opzione inizialmente sembrava quella di usare i guanti monouso…

“Abbiamo lavorato proprio partendo dall’esigenza di avere il giusto comfort in campo. Il guanto in lattice fa perdere sensibilità, fa sudare la mano.  Non è pensato per lo sportivo.  Noi siamo un'azienda che lavora in modo trasversale nel mondo dello sport e i guanti sono accessori già previsti e regolarmente utilizzati in altre discipline. Il riadattamento di quelle esperienze al mondo del tennis è venuto abbastanza naturale”.

“Si è cercato di creare un prodotto che facesse proprio il concetto della “second skin”, una seconda pelle. Quindi estremamente traspirante, molto aderente alla mano del tennista, con caratteristiche tecniche legate allo sport della racchetta. Per esempio tutta una serie di inserti funzionali all'azione di gioco, compresa una multi-puntinatura siliconica per il miglior controllo della palla durante il lancio al servizio. Siamo quindi partiti da quello che era un semplice consiglio di gioco per fare una ricerca di tessuti e un ingegnerizzazione del prodotto allo scopo di arrivare a un accessorio tecnico, specifico per il tennista”

A che modello vi siete ispirati?

“Siamo partiti dal guanto da ciclista perché secondo noi era il più simile a quello che doveva essere il prodotto definitivo: è un guanto molto traspirante e molto aderente alla mano. Sotto altri aspetti è completamente diverso perchè ha le dita tagliate a metà. Abbiamo dunque sviluppato la copertura totale della mano e gli inserti non sul palmo ma soltanto nelle zone di contatto con la palla”.

Quali sono le caratteristiche tecniche più importanti di questo guanto?

“Le più importanti in assoluto sono la leggerezza e la traspirabilità del prodotto.  Il guanto è molto leggero e dopo poco tempo perdi la percezione di averlo indosso.  La sfida più grossa è stata ricercare questo:  trovare un un tessuto così leggero che l'atleta in un certo qual modo si dimenticasse di averlo sulla pella durante la pratica sportiva.  Poi ci sono gli inserti che, come dicevo prima, abbiamo messo sul palmo della mano nelle zone di contatto con la pallina.  Abbiamo abbiamo pensato a un inserto che coprisse completamente il dito indice mentre, per esempio, sul mignolo ce n’è uno soltanto nella zona interna, pensato proprio osservando come normalmente si tiene la palla per il lancio al momento del servizio”.

Che materiali avete scelto e perché proprio quelli?

“Il materiale è una lycra che ha come caratteristica fondamentale quella di asciugare molto rapidamente e quindi lascia la mano asciutta.  Sul palmo abbiamo messo inserti in similpelle (e su quelli abbiamo previsto una puntinatura siliconica  che aumenta il grip di base).  Invece sul dorso, tra il pollice e l'indice, dove c’è l’incurvatura della mano, abbiamo inserito un panno che ha funzione tergisudore, per i tennisti che giocano senza il polsino per asciugarsi la fronte. Questa è una caratteristica che abbiamo ripreso dai guanti da ciclismo”.

Dove sono prodotti i guanti?

“I nostri guanti sono totalmente made in Italy. Una parte della produzione è proprio interna a Profiler, un’altra proviene dai laboratori certificati con i quali noi lavoriamo. E’ una filiera produttiva totalmente made in Italy a partire dalla scelta della materia prima.

Come vanno gestiti prima, durante e dopo la partita il guanto da tennis?

“Il prima e il dopo sono due fasi analoghe: il consiglio che diamo è che il guanto deve essere lavato alla fine di ogni attività.  Il tennista deve andare in campo con il guanto lavato, pulito.  Finita la partita lo deve mettere nella propria sacca e, arrivato a casa, lo metterà a lavare perché sia pronto per la partita o l’allenamento successivo.  Il guanto non deve diventare un accessorio che rimane in borsa. Va lavato ogni volta, come la maglia, il pantaloncino e le calze”.

Come si lava?

“Si lava in lavatrice a 30°, con detergenti canonici per l’abbigliamento sportivo che hanno già di per sé caratteristiche battericide. Consigliamo di non metterlo in asciugatrice perché il tessuto di lycra ha una base elastica che nell’asciugatrice si altera. Va fatto asciugare naturalmente. Questo è il nostro suggerimento per un corretto utilizzo, lavaggio e la miglior manutenzione del guanto”.

Quanto costa un guanto e quanto dura?

“Il guanto singolo costa 16 euro.  In termini di durata non mi sento di dare dare una stima del numero lavaggi cui può essere sottoposto perché poi dipende da come ciascuno lo adopera e lo cura.  Però un guanto di questo genere può durare tranquillamente un anno”.

Secondo voi questo il guanto sarà un accessorio che rimarrà nel borsone del tennista anche dopo la pandemia?

“La nostra ambizione, anche per la meticolosità con cui abbiamo sviluppato il prodotto, è proprio quella di non pensare a un accessorio temporaneo ma a qualcosa di utile e comodo che rimanga come accessorio di uso comune dei tennisti.  La prossima sfida sarà capire come potrebbe essere un guanto da utilizzare sulla mano dominante, per migliorare la presa e ottimizzare la performance”.

Quali potrebbero essere i vantaggi nell’utilizzo del guanto anche sulla mano dominante?

“Dai primi test che abbiamo fatto la sudorazione nella mano del tennista continua a essere un problema notevole, specie quando i match si prolungano. Quando la mano suda copiosamente la racchetta rischia di sfuggirti. Il fatto che anche i professionisti siano così attenti al grip e al overgrip del loro attrezzo è sintomatico. Hanno bisogno di avere una sensibilità ottimale. Il guanto risolve questa problematica perché è sempre asciutto e quindi secondo noi potrebbe dare dei vantaggi”.

Il guanto SYT, che ora è anche quello ufficiale della FIT, si potrà acquistare solo on-line o si troverà anche nei negozi specializzati?

“Sarà disponibile anche nei negozi fisici, specializzati.  Sarà predisposta una filiera commerciale in modo che possa essere disponibile a tutti. Per i negozi specializzati in Italia la distribuzione viene effettuata da Pro Kennex”.

E’ naturale pensare che possa diventare uno strumento di lavoro per chi il tennis lo insegna…

“L'abbiamo pensato così sottile e traspirante anche per questo, per gli insegnanti di tennis che passano la loro intera giornata sul campo. Pensiamo che l'utilizzo del guanto nel loro caso possa diventare un supporto utilissimo e anche piacevole, perché appunto leggerissimo, come una seconda pelle.  Il consiglio a loro, in questo caso, è avere almeno due paia di guanti in modo da poterli sostituire a metà giornata per poi lavarli e averli sempre puliti.  Questo per andare nella direzione della sicurezza totale che in questo momento è fondamentale per sè e per gli altri”.