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Racchette e corde

Area test - Corde Next Gen, Tiafoe il duro è il più… molle

Solo 19 chilogrammi di tensione per l’incordatura delle Yonex VCore di Frances. 4 kg in più per De Minaur e la sua Wilson zebrata. Kecmanovic col monofilo Rpm Blast. Abbiamo fatto una chiacchierata con Laurent Lardon e Giancarlo Sparla, i due incordatori ufficiali del team Tecnifibre alle NextGen Atp Finals di Milano

di Mauro Simoncini | 08 novembre 2019

È il primo anno all’Allianz Cloud, il terzo delle NextGen Atp Finals a Milano e il terzo per Tecnifibre. L’azienda francese, entrata a far parte del gruppo Lacost e partner dell’Atp, sta fornendo il servizio incordatura alle otto star del tennis mondiale Under 21 (e lo farà anche a Londra per le Atp Finals dei ‘grandi').

Durante il torneo abbiamo approfittato delle pause di lavoro e della disponibilità del team ufficiale degli incordatori per fare due chiacchiere con loro allo stand Tecnifibre. Laurent Lardon, transalpino di Montpellier che per Tecnifibre lavora sul circuito Pro da qualche anno, ha lavorato in tutte e tre le edizioni delle Next Gen Atp Finals. Quest’anno al suo fianco c’è Giancarlo Sparla, incordatore di Cuneo con esperienza anche a Roma, Wimbledon e Roland Garros. Con loro andiamo a scoprire le curiosità che si trovano dietro le quinte, anzi, ‘ai box’.

“Proprio come l’anno scorso - spiega Lardon - i giocatori hanno preferito non fare troppi cambiamenti anche perché arrivavano tutti dal torneo di Parigi Bercy dove le condizioni di gioco erano molto simili a queste di Milano”.

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Tiafoe a 19 kg

Colui che si è affidato per tutto il torneo alla tensione minore di tutti è stato lo statunitense Frances Tiafoe, il più acclamato dai ragazzini. La sua Yonex VCore Pro 97 (personalizzata con la scritta Big Foe nel cuore) è stata incordata con il monofilo Poly Tour Pro (calibro 1,25 mm) per tutta la settimana a 19 kg di tensione, senza mai variare di una virgola.

La stessa corda è sempre stata montata anche sul telaio Yonex di Casper Ruud, la Ezone 100 (la più agonistica della casa, la più profilata e la più ‘potente’). La particolarità però, nel caso del norvegese, è il montaggio ibrido. Stessa stessa corda di Tiafoe (Poly Tour Pro 1,30 mm) sulle orizzontali, Poly Tour Spin 1,25 mm sulle verticali, andando così a modificare tipologia e calibro. Diversa anche la tensione, 24 chilogrammi.

De Minaur zebrato

Alex De Minaur si è presentato a Milano con un modello Wilson Bold, cioè serigrafato in versione zebra, teoricamente disponibile sul mercato per i modelli Ultra. In realtà Alex usa da sempre una Blade 98 particolare e personalizzata, con schema corde 16x19. Per quanto riguarda le incordature, De Minaur - come lo scorso anno - usa corde le Luxilon 4G Rough in calibro 1,25 millimetri. Tensione scelta: 23 chilogrammi.

Anche il francese Ugo Humbert usa lo stesso telaio di De Minaur, la Wilson Blade 98 con 16 corde verticali e 19 orizzontali; e pure lui utilizza le Luxilon, ma le Original, con calibro 1,30 millimetri e 21,5 kg di tensione.

Kec, tutto Babolat

Miomir Kecmanovic fa montare invece sulla sua Babolat Pure Aero (che al tatto e alla vista sembra più una Pure Aero Vs, soprattutto per il profilo squadrato nel piatto) il monofilo Babolat Rpm Blast, rigido e 'cattivo', di calibro 1,30 millimetri, anche a una tensione medio-alta di 25 chilogrammi.

L’altro atleta sponsorizzato dai francesi di Lione è lo svedese Milkael Ymer, che sulla sua Babolat Pure Drive fa montare il monofilo giallo Pro Hurricane Tour con sezione poligonale per rendere al meglio con lo spin. Calibro 1,25 millimetri e tensione a 24,5 chilogrammi.

Le bombe di Sinner e 'Foki'

Già detto di racchetta e corde del nostro Jannik Sinner (e dei suoi personalissimi settaggi), l’altro Next Gen sponsorizzato dagli austriaci di Head è Alejandro Davidovich Fokina, che sulla sua Head Extreme Pro (da cui escono delle vere e proprie bordate, ogni tanto fuori controllo) fa montare corde le Head Hawk Rough con calibro 1,30 millimetri, a 24 chilogrammi di tensione.