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I segreti di Sonobe: "Sushi, dormire e Nishikori come esempio"

17 anni, mancina, fresca campionessa degli Australian Open juniores, la giapponese è stata protagonista nel Wta 500 di Abu Dhabi, dove prima di perdere con l’esperta Ons Jabeur in due set ha fatto un figurone, al suo esordio tra le grandi

06 febbraio 2025

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Il Giappone sembra aver trovato l’erede della grande Kimiko Date e una valida, validissima alternativa a Naomi Osaka, l’ex numero uno del mondo lontanissima ormai da tempo, soprattutto per vicissitudini personali, dal suo massimo livello. 

Stiamo parlando di Wakana Sonobe, 17 anni, fresca campionessa degli Australian Open juniores e protagonista nel Wta 500 di Abu Dhabi, dove prima di perdere con l’esperta Ons Jabeur in due set ha fatto un figurone, al suo esordio tra le grandi. 

Gli organizzatori del torneo avevano deciso infatti di darle una wild card per le qualificazioni e lei l’ha sfruttata nella maniera migliore possibile, battendo nettamente due top 100 come Hailey Baptiste e Cristina Bucsa. 

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Non solo: è entrata nel tabellone principale e ha sconfitto ancora in due set Yuan Yue, attuale numero 55 del mondo, per poi perdere negli ottavi di finale dalla Jabeur. Un esordio col botto, per la Sonobe, un nome che agli appassionati mainstream non dirà ancora molto, ma che gli esperti del settore e gli addetti ai lavori tengono d’occhio da molto tempo. 

Perché? Non è un segreto che in Giappone il tennis abbia ancora margini di crescita importanti, partendo dalle carriere di successo di Kei Nishikori e Naomi Osaka, capaci di affascinare milioni di persone, desiderose di raggiungere nuovi traguardi e di praticare uno sport che è sempre più popolare.

In questo contesto è cresciuta Wakana Sonobe, che da anni punta in alto, ossia punta a diventare una delle migliori al mondo. Per questo, già da bambina ha sempre bruciato le tappe, tanto che le è stata assegnata una borsa di studio per allenarsi presso l'IMG Academy in Florida, dove ha anche lavorato a stretto contatto con Kei Nishikori, il suo grande modello, come racconta lei stessa.  

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Più di recente, l'IMG ha offerto la stessa opportunità anche a Sayaka Ishii ed Ena Koike, entrambe arrivate nella Top 10 da junior, e Sonobe ha seguito il loro esempio, facendo persino meglio. 

Mancina, molto forte con entrambi i fondamentali, con delle accelerazioni spettacolari e un'ottima mobilità di gambe, è capace di trovare un buon equilibrio tra aggressività e costanza, avendo ovviamente ancora ampi margini di miglioramento in tutti gli aspetti del gioco. 

L'esordio con una vittoria al Wta Abu Dhabi 2025 ha dato sicuramente una spinta immediata alla sua carriera, già in ascesa dopo la vittoria nel torneo juniores degli Australian Open, dove dopo un avvio incerto ha sbaragliato la concorrenza senza alcun problema. Nel 2025 ha un record di 9 vittorie e una sola sconfitta, e prima di trovare una ex top 10 come la Jabeur aveva uno score di sedici set vinti e uno solo perso.

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Sonobe è nata a Saitama, in Giappone, nel 2008, e ha iniziato a praticare questo sport all'età di 4 anni perché suo fratello Ren, che ha quattro anni più di lei, giocava a tennis. Le sue materie preferite a scuola sono giapponese e scienze, ma sta migliorando il suo inglese: "Perché all'inizio - spiega lei - proprio non riuscivo a comunicare". Gli hobby sono quelli tipici di una ragazza della sua età, con due particolari passioni: il sushi e... le dormite. In Australia ha scritto la storia, diventando la prima giocatrice del suo Paese a prendersi il titolo Under 18: "Contrariamente a quanto era accaduto agli Us Open - ha spiegato - sono rimasta rilassata e concentrata. Merito anche del mio coach, che mi ha spinto a giocare il mio tennis senza paura". 

La diciassettenne è una grande fan della due volte campionessa di Wimbledon Petra Kvitova, che ha recentemente annunciato che tornerà dal congedo di maternità alla fine di questo mese. "Spero di poterla incontrare un giorno", ha detto Sonobe.

Il suo allenatore, Ryuji Hirooka, ritiene che la diciassettenne abbia le armi per competere contro avversarie di alto livello. "Sono un po' sorpreso - ha detto il coach - ma visto come ha giocato nelle ultime due settimane, penso che non mi debba più sorprendere di nulla. Mi aspettavo che, se fosse riuscita a esprimere il suo potenziale, avrebbe potuto anche mettere a dura prova qualche buona giocatrice, ma non così in fretta”. E se si chiede l’obiettivo della sua allieva allo stesso Hirooka, il coach non ha nessun dubbio: “Se gioca come sa, non deve avere paura di nessuna: sarà una top 10”. 

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