Non solo Aryna Sabalenka ha scippato la testa della classifica a Iga Swiatek, ma con la finale a New York dovrebbe aver messo al riparo la leadership fino a fine stagione. Tuttavia, nella trasferta australiana di inizio 2024 dovrà difendere quasi 2.500 punti e la crescita di Coco Gauff la mette in allerta
14 settembre 2023
La statistica dice che Aryna Sabalenka è la 29esima numero uno nella storia del ranking WTA (dal 1975), la decima negli ultimi dieci anni. Da quando dopo il ritiro dal tennis di Ashleigh Barty la testa della classifica era passata nelle mani di Iga Swiatek, il primato della polacca non era praticamente mai stato in discussione per 75 settimane, ma i grandi risultati della bielorussa nel 2023 hanno rimescolato le carte, fino a garantirle il sorpasso.
Oggi la giocatrice di Minsk guarda tutte dall’alto con un vantaggio di oltre 1.000 punti sulla ex leader (9.266 contro 8.195) e il suo primato pare destinato a durare almeno fino a fine anno, perché nell’ultima fetta della stagione dovrà difendere circa 500 punti in meno della Swiatek, che fra le top-5 è la giocatrice con le scadenze più pesanti. Inoltre, a sorridere ad Aryna ci sono anche le statistiche: in 48 anni di WTA è successo solamente una decina di volte che la giocatrice al comando dopo lo Us Open non finisse l’anno sul gradino più alto.
Il motivo è presto detto: lo Slam di New York è l’ultimo della stagione e pertanto non sono più presenti opportunità simili per raccogliere punti, il che dovrebbe sostanzialmente garantire alla Sabalenka il trofeo di numero uno di fine anno. Ma non è detto che le distanze non si possano ridurre (o allargare), visto che comunque rimangono ancora due WTA 1000 – il primo a Guadalajara, il secondo a Pechino – e quindi le WTA Finals, in programma a Cancun (Messico) dal 29 ottobre al 5 novembre.

Da Aryna a Serena: le ultime dieci numero 1 WTA
Visto lo splendido periodo di forma che l’ha condotta fino al numero 3 della classifica, in particolare grazie alla vittoria a Cincinnati e al primo titolo Slam conquistato allo Us Open, non è detto che non si possa presto inserire nella lotta per il numero uno del mondo anche Coco Gauff.
Oggi la statunitense rimane staccata di oltre 3.000 punti dalla vetta, ma più della metà del suo bottino di 6.165 punti l’ha costruito negli ultimi quattro tornei giocati. Significa che nel 2024 avrà tempo almeno fino all’estate americana per migliorarsi ancora, ragione per la quale – ma non è l’unica – fra le top-10 pare lei la principale candidata per diventare un giorno la trentesima numero uno femminile della storia. In più, fra le prime quattro Coco difenderà molti meno punti delle dirette concorrenti nell’ultimo mese e mezzo (abbondante) di 2023, quindi può iniziare a rosicchiare terreno alle rivali già nei prossimi tornei.
Non troppo staccate Elena Rybakina (5.790 punti) e Jessica Pegula (5.755), mentre tutte le altre hanno ancora parecchia strada da fare, visto che la numero 6 della classifica Marketa Vondrousova (3.830) ha di fronte una montagna di quasi 2.000 punti da scalare solamente per migliorarsi di una posizione.
Allargando lo studio dei numeri oltre il 2023, emerge chiaramente un dato: qualora la Sabalenka dovesse conservare il numero uno fino alla prossima stagione, il suo primato sarebbe decisamente a rischio nella trasferta australiana, nella quale si troverà costretta a difendere la bellezza di 2.470 punti, oltre un quarto del suo totale.
Per riuscire a non lasciare troppi punti down under, Aryna dovrebbe bissare il successo all’Australian Open, ma potrebbe addirittura non bastarle. Iga Swiatek, infatti, ne difenderà appena 365, Coco Gauff 520. Vuol dire che, indipendentemente dai risultati della numero uno, entrambe le inseguitrici avranno l’opportunità di recuperarle parecchio terreno e addirittura la possibilità di scalzarla dalla vetta anche in caso di un suo bis a Melbourne.
Per questo, il prossimo rimescolamento reale delle gerarchie potrebbe arrivare dopo l’Australian Open, e alla Sabalenka farebbe comodo non sedersi sugli allori della vetta e continuare a ottenere grandi risultati – come ha fatto per tutto il 2023 – anche nell’ultimo spicchio di stagione. Potrebbe diventare determinante per mantenere la sua leadership il più a lungo possibile.