E' una giornata di attesa per Matteo Berrettini, per il suo staff e per il capitano di Coppa Davis Filippo Volandri. Per le analisi strumentali dopo la caduta contro Rinderknech ci sarà da aspettare almeno altre 24 ore
di Alessandro Mastroluca | 01 settembre 2023
E' un giorno di attesa per Matteo Berrettini e per il suo staff. Un giorno che richiede pazienza, anche di fronte a un umore comprensibilmente nero per i dardi che fortune non abbastanza alterne continuano a scagliare sul suo cammino. Il quaderno di doglianze del romano si è allungato con la distorsione alla caviglia per la caduta nel secondo set del secondo turno contro Arthur Rinderknech allo US Open. Gli accertamenti si attendono non prima di 24-48 ore.
Dal team non trapela nulla, ma se questa fosse la tempistica si potrebbe presumere che la caviglia oggi si sia gonfiata, quanto non è dato sapere. In caso di distorsioni, infatti, una risonanza magnetica o un'ecografia vanno effettuate quando il gonfiore si attenua per favorire la corretta acquisizione delle immagini.
E' un giorno di attesa anche per il capitano di Coppa Davis Filippo Volandri che ha convocato Mattro Berrettini per la fase a gironi di Bologna, in programma dal 12 al 17 settembre. Ma a questo punto ogni decisione sulla sua presenza contro Canada, Cile e Svezia passa, appunto, per la diagnosi sul suo infortunio. E dunque sull'esito dei prossimi accertamenti.
Volandri si ritrova a rivivere a un anno di distanza uno scenario simile a quello di un anno fa, in occasione delle fasi finali di Malaga. Allora Berrettini usciva dall'infortunio al piede durante la finale dell'ATP 250 di Napoli persa contro Lorenzo Musetti. Si aggregò alla squadra in Spagna presentandosi come semplice tifoso, e alla fine comunicò la sua disponibilità a scendere in campo nel doppio decisivo perso in semifinale contro il Canada.

Berrettini si ritrova, invece, a fronteggiare un nuovo ostacolo sulla strada del suo pieno ritorno nel circuito. Dall'infortunio agli addominali alle Nitto ATP Finals del 2021 l'elenco degli infortuni è lungo e variegato. L'anno scorso si è bloccato ancora per un problema agli addominali ad Acapulco, poi per l'operazione alla mano dopo Indian Wells, per il COVID-19 prima di Wimbledon, per l'infortunio al piede a Napoli. Quest'anno la stagione è partita con l'infortunio al polpaccio destro ad Acapulco, è rimasto bloccato per due mesi per una lesione di secondo grado agli addominali obliqui a Montecarlo e ancora per tre settimane a causa di un dolore agli addominali avvertito durante gli allenamenti prima del Queen's.
Da Wimbledon, l'orizzonte sembrava più luminoso. Si è rivisto un Berrettini sorridente, felice di essere in campo e competere. Capace di sorridere dentro e divertirsi, di dimenticare dubbi e pensieri pesanti. Anche a New York alla vigilia Matteo aveva raccontato il suo ottimismo, pur non avendo tante partite alle spalle. "Finalmente posso non pensare a come reagirà il mio corpo" diceva con il sollievo di chi si è tolto un peso dalle spalle. Quel peso però gli è calato addosso un'altra volta, mettendo alla prova la sua capacità di riemergere più forte dopo ogni colpo, dopo ogni difficoltà superata. Non resta che esercitare la pazienza, la più difficile delle arti nei momenti di massima rabbia.