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Zverev senza pensieri: "Adoro il caldo, spero continui così"

"Sono molto sensibile - dice il tedesco - e percepisco parecchio le differenze nella tensione delle corde. Qui è sempre diverso perché giochiamo con queste palline assurde che praticamente non hanno pressione. Ma succede ogni anno. A Parigi gioco sempre con una tensione tra i 3 e i 5 chili più morbida rispetto a Roma, che è una differenza enorme"

24 maggio 2026

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Buona la prima per Alexander Zverev al Roland Garros. Il tedesco supera in tre set il francese Benjamin Bonzi (6-3 6-4 6-2) e archivia il debutto nel modo più lineare possibile, cosa che a Parigi - soprattutto sotto il sole, con 30 gradi e passa e contro un giocatore di casa - non è mai scontata. Alla fine, però, Zverev non cerca grandi spiegazioni tecniche o letture profonde. "È stato un buon inizio. A volte viene tutto semplice. Ho vinto in tre set, era un match d’esordio contro un avversario che in passato ha dimostrato di poter mettere in difficoltà ottimi giocatori. Io credo di aver gestito bene la situazione. È questa la cosa che mi rende più soddisfatto".

Per Zverev il primo turno è stato soprattutto questo: partire bene, senza consumare energie inutili e senza lasciare spazio a complicazioni. Entra in gioco poi il tema degli spostamenti sulla terra battuta e, in particolare, di quella capacità di scivolare che spesso sembra quasi naturale. "La mia tecnica di scivolata? Non lo so… corro, spero abbastanza veloce, poi vedo la palla e scivolo verso di lei. Non saprei davvero spiegare esattamente come faccio".

Zverev senza pensieri: "Adoro il caldo, spero continui così"

Ma da lì il ragionamento si allarga. "È anche per questo che probabilmente gli europei sono migliori sulla terra rispetto agli americani o agli australiani: noi siamo cresciuti su questa superficie. È un movimento naturale per noi. Ci muoviamo scivolando, ci muoviamo meglio sulle superfici lente perché ci siamo abituati da piccoli".

Per Zverev non si tratta di una tecnica insegnata, quanto di qualcosa che si sviluppa quasi automaticamente. "Da bambini nessuno ti insegna davvero a scivolare. A un certo punto inizi a farlo d’istinto, in modo naturale. Se cresci su questa superficie succede automaticamente".

E per spiegarsi meglio allarga ancora il campo, chiamando in causa pure Sinner e Alcaraz. "Guardate oggi i giocatori europei: Jannik è un esempio estremo, Carlos pure. Anche sul cemento si muovono come se fossero sulla terra. Scivolano sui colpi, sulle smorzate, di diritto, di rovescio. Anch’io lo faccio. Medvedev è un altro esempio molto estremo: scivola anche sul duro. Siamo tutti cresciuti su superfici che ci hanno insegnato un certo modo di muoverci in campo".

Poi emerge la questione caldo, che sarà centrale in questa prima settimana: "Io adoro il caldo. Per me non è un problema giocare di giorno. L’ho sempre detto: soprattutto sulla terra preferisco il caldo al freddo. La palla rimbalza di più, il mio colpo è più efficace. Il diritto è più efficace. Tutto il mio tennis funziona meglio con il caldo. Se resta così tutta la settimana per me è perfetto. Il meglio per me è o questo caldo oppure la pioggia, perché almeno si chiude il tetto. I 18 gradi con il cielo coperto invece per me sono un disastro".

Zverev senza pensieri: "Adoro il caldo, spero continui così"

E ancora, sempre in tema condizioni meteo: "Sono molto sensibile e percepisco parecchio le differenze nella tensione delle corde. Non c’è nessun segreto. Penso di essere stato abbastanza stabile negli ultimi mesi. Qui però è sempre diverso perché giochiamo con queste palline assurde che praticamente non hanno pressione. Ma succede ogni anno. Qui gioco sempre con una tensione tra i 3 e i 5 chili più morbida rispetto a Roma, che è una differenza enorme. Però lo faccio ogni anno perché so che queste palline qui semplicemente non viaggiano, nemmeno con 32 gradi".

Infine, una curiosità: Zverev adora il suo bassotto Mishka, che però a Monaco di Baviera ha avuto un incidente. "Si è fatto male saltando fuori all'improvviso dal golf cart: sono rimasto con lui in ospedale per tutta la notte e non sapevo nemmeno se avrebbe camminato di nuovo. Per fortuna adesso si è ripreso, sta bene ed è con me".

Comincia col piede giusto anche Tomas Machac, il ceco che ha chiuso in tre set comodi contro il belga Zizou Bergs e adesso si troverà di fronte proprio Zverev in un secondo turno che promette scintile.

"Mi sono sentito bene fin dall'inizio - ha spiegato Machac - anche se le condizioni ambientali qui non sono facili. Dopo Roma non sono stato bene per alcune giorni, dunque la preparazione è stata ritardata, ma avevo molta fiducia nel mio tennis e ho dimostrato di poter far bene. Sascha? Per me quella contro di lui è una bella sfida, soprattutto qui al Roland Garros dove ha giocato alcune delle sue migliori partite. Ma io credo molto nel mio tennis e so di avere delle chance. Vedremo".

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