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Slam

Matteo racconta il match-capolavoro: “Vincere il primo set ha fatto la differenza"

L’azzurro ha piegato in tre set Andrey Rublev e per la seconda volta dopo lo Us Open 2023 giocherà nella seconda settimana di uno Slam. Affronterà Tsitsipas

di | 31 maggio 2024

Per Matteo Arnaldi selfie con i tifosi al Roland Garros (foto Getty Images)

Il miglior match della mia vita? Di sicuro è il migliore a livello Slam!”. L’analisi del match è semplice e meravigliosa al tempo stesso. Con una prestazione impeccabile Matteo Arnaldi ha battuto in tre set Andrey Rublev e ha staccato, per la prima volta al Roland Garros e la seconda volta a livello Slam, il pass per gli ottavi di finale: “Vincere il primo set ha fatto la differenza – ha spiegato il 23enne ligure in conferenza stampa – ; all’inizio stavamo giocando bene, tutti e due, e non è stato facile perché le condizioni sono cambiate strada facendo, abbiamo iniziato senza tetto, poi è stato chiuso il tetto e le palle sono diventate pesanti. Se perdi un set così, contro un giocatore del genere, poi diventa complicato. Non gli ho dato ritmo, ho usato molto le variazioni, ho fatto alla perfezione quello che avevo programmato di fare e che so far meglio. Inoltre, sono stato molto incisivo al servizio; 13 ace non accade tutti i giorni di metterli a segno e nei momenti decisivi, quando ero teso, mi ha aiutato molto. Globalmente posso essere soddisfatto, non ho avuto cali e questa credo sia stata la chiave del match”.

Tutta la soddisfazione di Matteo Arnaldi (foto Getty Images)

Mentre il tennista ligure marciava spedito -e spietato- verso la seconda settimana parigina, il tennista russo dall’altra parte della rete strapazzava racchette e corde vocali tra gesti di isterismo e frustrazione: “Rublev lo fa spesso, è il suo atteggiamento solito in campo - spiega l'azzurro - . Io non ci faccio caso, anzi vedere cose del genere mi dà fiducia, mi fa pensare che sto facendo bene e mi dà energia. Io in campo sono abbastanza tranquillo anche se è capitato anche a me di rompere qualche racchetta. Ma quando lo facevo però mi dispiaceva. Ricordo ancora la prima racchetta rotta, è stato triste!”.
 
Dopo l’avventura newyorkese, Matteo sembra sempre più a suo agio su questi palcoscenici. Sembra lontanissima oggi la ‘crisi’ del 2021: “Quello è stato un anno difficile – spiega - , un anno di transizione. Sono cambiate delle cose nel team e in casa, è stato un momento in cui ho dovuto prendere decisioni difficili e importanti per la mia vita. Però quel momento mi ha dato una grande spinta, da lì ho iniziato a vincere e a far bene. Lo considero l’anno di nascita dell’Arnaldi tennista”.
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