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Bolelli & Vavassori: “Per perdere le finali bisogna arrivarci”

Gli azzurri sono stati battuti per la terza volta consecutiva da Arevalo e Pavic: “Delusi per la sconfitta ma il nostro momento arriverà”

di | 08 giugno 2024

Simone Bolelli e Andrea Vavassori alla cerimonia di premiazione del Roland Garros (Getty Images)

Andrea Vavassori e Simone Bolelli alla cerimonia di premiazione del Roland Garros (Getty Images)

Il primo sorriso è arrivato a metà conferenza stampa; la sconfitta nella finale del Roland Garros, la seconda consecutiva a livello Slam, lascia l’amaro in bocca.  Ma al di là della giustificata delusione del momento, Simone Bolelli e Andrea Vavassori hanno numerosi motivi per poter lasciare Parigi con soddisfazione e stimoli: “Certo – spiegano ai cronisti italiani presenti al Roland Garros - siamo delusi, ci abbiamo perso tre volte con questa coppia, cominciano ad esserci antipatici. Dispiace perché abbiamo anche avuto delle chances. C’è stato equilibrio e delle opportunità che non abbiamo sfruttato. Il doppio si basa su episodi e tutto può girare su poche situazioni. C’è sempre stata una intensità alta e loro hanno fatto un gran match. Ci abbiamo provato fino alla fine, abbiamo lottato e comunque siamo contenti del gran torneo fatto”.
 
La coppia azzurra ha iniziato la stagione con poche certezze e una classifica bassa, oggi sono in Top 10 e hanno a portata di mano dei grandissimi obiettivi: “La sconfitta di oggi la stiamo accusando – aggiunge il bolognese - ma siamo comunque arrivati un’altra volta in una finale Slam, siamo saliti di ranking e Torino è un obiettivo sempre più vicino. Dobbiamo andar via con fiducia, abbiamo espresso un gran livello e siamo certi che prima o poi arriverà anche il nostro momento”.

Andrea Vavassori e Simone Bolelli alla cerimonia di premiazione del Roland Garros (Getty Images)

Per perdere le finali bisogna arrivarci – aggiunge il torinese - ; ci siamo andati vicino, ma bisogna essere orgogliosi di quel che è stato fatto. Se la vinci ovviamente la racconti e la apprezzi in modo diverso, ma è pur sempre una finale Slam”.
 
Nel giro di pochi mesi la coppia azzurra è diventata una delle più apprezzate e pericolose del tour: “La finale di Melbourne ci ha dato benzina, siamo cresciuti partita dopo partita e sappiamo che continuando a lavorare in questo modo prima o poi anche l’ultimo tassello si metterà a posto”.

Ora lo swing su erba e poi si tornerà al Roland Garros per le Olimpiadi: “Faremo Halle e Wimbledon, e giocheremo con grande fiducia. Abbiamo dimostrato di poterci esprimere al meglio su ogni superficie. E sulle Olimpiadi… siamo la coppia per nazione più forte – dicono finalmente leggeri e sorridenti – . Sarà un torneo diverso, il killer point e il super tie break sono un terno al lotto, forse per i grandi eventi sarebbe meglio fare come negli Slam. Con quel format rischi di avere partite di un’ora e risultati ballerini, basta una palla per cambiare tutto. Il fatto di giocare sempre insieme da un anno sarà un punto a nostro favore, le altre coppie invece magari giocheranno solo quella volta”.

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