-
Padel

Il padel arriva a New York, grazie a un… ristoratore

A Brooklyn aprirà presto Padel Haus, il primo club della città di New York, con quattro campi indoor e il desiderio di lanciare un’accademia per formare i giovani. Merito di Santiago Gomez, ristoratore messicano che non trovava delle strutture per giocare, così si è lanciato in un nuovo business. Con progetti di espansione già importantissimi

di | 10 maggio 2022

Nei piani d’espansione del padel internazionale, gli Stati Uniti (e l’America del Nord in generale) sono una meta molto molto appetitosa. Lo dimostra che il fatto che il World Padel Tour abbia inaugurato la sua stagione 2022 a Miami, mentre sia stata la città di Las Vegas a ospitare gli ultimi campionati del mondo FIP delle categorie senior, dove peraltro l’Italia ha conquistato numerosi risultati di spessore.

Si tratta di tentativi strategici per aprire un mercato potenzialmente preziosissimo, in una terra dove il padel è ancora agli albori o limitato a poche zone, ma qualcosa si sta muovendo anche nelle grandi città. Una su tutte New York, dove è ormai prossima l’apertura di Padel Haus, il primo padel club della Grande Mela, nato dalla volontà di Santiago Gomez, giovane che una dozzina d’anni fa si è trasferito dal Messico agli States in cerca di un’opportunità. L’ha trovata nel mondo della finanza, poi ha ottenuto un successo tale nella ristorazione che l’ha portato a essere proprietario di alcuni dei ristoranti messicani più apprezzati della città, e ora ha deciso di buttarsi nel business del padel, intuendo le potenzialità della disciplina.

Tutto è iniziato durante la pandemia, quando Santiago è rientrato per otto mesi nella sua Acapulco, e per trascorrere il tempo libero si è dilettato proprio col padel. Giocava ogni giorno, poi, una volta terminata l’emergenza, è tornato a New York e si è reso conto che fatta eccezione per una manciata di campi pubblici in luoghi sperduti, in città non c’era alcuna struttura che permettesse di praticare la disciplina. Così ha deciso di crearla.

Gomez si è immediatamente messo alla ricerca di una struttura coperta in grado di ospitare il suo progetto, e ha trovato un’area di 1.500 metri quadrati a Brooklyn, in una zona chiamata Williamsburg, a una decina di minuti da Soho. Padel Haus aprirà nel corso dell’estate con quattro campi indoor con la stessa erba sintetica utilizzata dai tornei più importanti al mondo, un bar, un negozio specializzato, sauna, un’area yoga, una lounge per i soci e anche una delle primissime accademie padel degli Stati Uniti, che ha l’obiettivo di formare i giovani per costruire dei giocatori. “Essendo il primo club a New York – ha raccontato il fondatore – la nostra è anche una sorta di responsabilità: dobbiamo lavorare con i bambini, per educare le nuove generazioni di giocatori. Credo che nel nord est degli Stati Uniti il padel possa avere delle potenzialità tremende”.

Avendo lavorato per oltre dieci anni a contatto con la gente, Gomez ha imparato a conoscere a memoria i newyorkesi e le loro abitudini, e sul padel non ha dubbi. “Funzionerà a meraviglia: prima si è diffuso in Sudamerica, poi più recentemente è stato il turno dell’Europa, mentre ora tocca agli Stati Uniti. Gli americani adorano seguire tutto ciò che è cool, che va di moda, e per questo giocheranno tantissimo anche a padel. Lo dimostra il fatto che non passi alcun giorno senza che qualcuno ci chieda informazioni su Padel Haus. La lista di attesa delle persone che desiderano associarsi al club è già lunghissima”.

Mentre il padel è lo sport in maggiore espansione nella gran parte dei paesi del mondo, negli Stati Uniti il principale trend di crescita lo sta vivendo il pickleball, una sorta di mini tennis da giocare in coppia, molto divertente. Ma secondo Gomez quello non è un business di valore. “Nel giro di poco tempo – dice – sono stati costruiti tantissimi campi pubblici, quindi per gli operatori del settore è difficile fare buoni affari. Non succederà col padel, grazie al costo di affitto dei campi e al fatto che dovrebbe restare uno sport da club”.

Per Gomez è una convinzione ma anche un augurio, visto che malgrado non abbia ancora aperto il suo primo centro, i suoi progetti di espansione sono già ben chiari. Nel 2023 aprirà un secondo club a Manhattan, quindi un terzo a Long Island, sempre a New York, mentre per il 2024 ha puntato Philadelphia, Boston e Washington, con l’obiettivo di creare una catena di centri di successo che possa sopperire alla mancanza di club in alcune delle principali città del paese.

Il problema più grande – ha detto ancora – è trovare degli spazi grandi a sufficienza e con l’altezza adeguata per inserirci dei campi da padel. E non devono essere troppo fuori dal centro città. A New York, per esempio, le persone sono abituate a muoversi a piedi o con la metro. Se il centro fosse nella periferia, portarci la gente diventerebbe molto complicato”. Per questo ha scelto la Kent Avenue di Brooklyn, nel raggio di una manciata di miglia da tante delle più famose attrazioni di New York.

Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti