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Padel

I segreti di Triay e Salazar, la coppia d’oro del 2021

Nel 2021 del World Padel Tour, Gemma Triay e Alejandra Salazar hanno vinto 8 titoli, chiudendo meritatamente al numero uno. Un risultato di spessore al loro primo anno insieme, frutto della scelta di Gemma di cambiare compagna quando era all’apice. Ci ha visto giusto, e con la compagna ha trovato da subito l’alchimia necessaria per dominare

di | 23 dicembre 2021

La loro stagione è finita nel peggiore dei modi, visto che in 19 tornei l’unica sconfitta all’esordio l’hanno tenuta proprio per il Master Final, attendendosi subito alle gemelle Sanchez Alayeto. Ma il 2021 rimane comunque l’anno di Gemma Triay e Alejandra Salazar, capaci di vincere otto titoli, chiudere al numero uno del mondo e proporre un padel spesso e volentieri più efficace (e piacevole) rispetto a quello di tutte le avversarie.

Ha sorpreso il giusto, visto che si parla di due grandissimi nomi, ma non era scontato che trovassero così in fretta l’alchimia per dominare il circuito, visto che Gemma Triay arrivava da cinque anni a fianco di Lucia Sainz, e aveva sempre vinto solo con lei. Il loro 2020 era stato sensazionale, eppure ha deciso di rimettersi in gioco. “Sentivo che quella coppia avesse ormai raggiunto ogni obiettivo – ha raccontato – così ho pensato di cambiare”. Ha alzato il telefono, ha chiamato Alejandra Salazar, e ha avuto ragione lei. La sua ex compagna ha chiuso con zeru tituli, per dirla con Mourinho, mentre lei ne ha vinti otto e si è confermata la miglior giocatrice di sinistra in circolazione.

Nel 2021 Gemma Triay e Alejandra Salazar hanno vinto otto titoli del World Padel Tour, di cui 5 consecutivi

“Insieme ad Ale – ha detto ancora Gemma – mi sono goduta il percorso sin dal primo giorno. È venuto tutto spontaneo: abbiamo trovato immediatamente grande regolarità, e quando abbiamo iniziato a vincere la fiducia ci ha reso ancora più sicure del nostro valore. Siamo fortunate a poter fare ciò che più ci piace, ottenendo i risultati che sogniamo, e questa felicità si riflette nel nostro gioco. È stata la miglior stagione della mia carriera, nella quale sono riuscita a crescere tanto anche come giocatrice”.

È migliorata ancora dal punto di vista tecnico, ma soprattutto ha fatto progressi a livello mentale, determinanti per vincere così tanto. “Ho imparato che ci si può godere anche la sofferenza. Prima quando le cose non andavano bene mi sentivo subito sotto pressione, mentre ora lo so accettare, ho capito che fa parte del gioco. Perdere il primo set non è un dramma. Quest’anno, per esempio, ci è successo varie volte, ma siamo riuscite a mantenere il controllo della situazione. Vedere sempre tutto sotto una luce positiva è facile a dirsi ma difficile a farsi: non sempre si riesce a credere che la situazione migliorerà, specialmente quando sta andando tutto storto”.

Eppure, loro hanno imparato a farlo, e a sostenersi a vicenda nei momenti difficili per rialzare la testa. “L’atteggiamento in campo – ha detto ancora la giocatrice delle Baleari, classe 1992 – è qualcosa a cui tengo tantissimo, indipendentemente dal fatto che stia vincendo o perdendo. Voglio sempre dare un’immagine positiva”.

Può sembrare una banalità, ma i loro successi sono stati costruiti anche così, con l’atteggiamento e la positività. Hanno dato l’impressione di aver creato un legame difficile da scalfire, dentro e fuori dal campo, e spesso le avversarie si sono trovate sconfitte in partenza, perché oltre a batterle nel gioco (che già è un grosso problema) dovevano anche riuscire a creare dei dubbi nella coppia. Una missione praticamente impossibile per settimane e settimane, come testimoniato da cinque titoli di fila vinti in un mese e mezzo, da metà settembre a fine ottobre: Cagliari, Barcellona, Lugo, Minorca e Cordoba.

Una striscia vincente che ha permesso alle due spagnole di garantirsi il numero uno di fine anno con due tornei d’anticipo. Raggiunto l’obiettivo, poi è subentrato un filo di inevitabile appagamento, volontario o meno, e gli ultimi due tornei della stagione sono finiti nelle mani di Ari Sanchez e Paula Josemaria, le uniche due capaci (a tratti) di tenere il loro ritmo, e di chiudere a poco più di 1.000 punti di distacco.

Un'immagine della festa delle due numero uno, tenuta la scorsa domenica a Madrid

Oltre all’efficacia dal punto di vista tecnico e tattico, fra le chiavi dei successi del team “TriaZar” c’è anche il lavoro con degli psicologi dello sport, fondamentale. “Il miglioramento che abbiamo avuto nel corso dell’estate – ha detto ancora Gemma – è dovuto proprio a questo. All’inizio della stagione abbiamo perso varie partite per colpa nostra. Eravamo sulla buona strada e ci siamo messe nei guai da sole. Imparare a calmarsi, divertirsi e avere fiducia nel nostro gioco ci ha permesso di fare la differenza, portandoci a commettere meno errori nei momenti decisivi”.

“Un po’ di tensione – ha detto ancora – c’è sempre, ma ora è tensione sana, perché quando vado in campo mi diverto al 100%. Mentre a un certo punto della mia carriera, quando magari non ero così sicura di me stessa, la tensione era dovuta a una sorta di paura di perdere”.

Altro segreto, ugualmente importante, il lavoro del coach Rodrigo Ovide, fondamentale per la carriera di Gemma e promosso da quest’anno anche ad allenatore della sua compagna. “È stato la persona che mi ha fatto capire come è il padel. Quando sono arrivata a Madrid per allenarmi con lui, avevo delle lacune su alcuni aspetti base di questo gioco. Prima improvvisavo: vengo dal tennis e alcune cose le facevo in maniera naturale, senza pensarci troppo. Nella mia testa, se era punto mio voleva dire che avevo giocato bene, se era punto delle rivali che avevo giocato male. Con Rodri ho imparato a sapere come giocare, e oggi vedo il padel con occhi diversi”.

Sono quelli di una campionessa che ha avuto il coraggio di cambiare partner quando era all’apice, per rinnovarsi e vincere ancora. E adesso, con un 2021 di successo alle spalle, può iniziare a pensare al 2022. Con la stessa compagna a fianco e l’obiettivo di migliorarsi ancora.

Salazar e Triay con coach Rodrigo Ovide, uno dei segreti dei loro successi

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