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Next Gen

Stile Next Gen, stile… libero

Il tennis degli under 21 in lizza per le Next Gen Atp Finale di Milano è fatto di potenza e velocità, sempre all’attacco. Ma mai noioso. Andiamo a vedere chi sono i big della Race to Milan e quale tennis imporrano al futuro

di | 02 ottobre 2019

Che tennis sarà dopo i Fab Four, Federer e Nadal, Djokovic e Murray, a turno seduti sul trono del tennis negli ultimi 15 anni? La risposta è nelle racchette dei Next Gen. La nuova onda del tennis mondiale, spinta sotto i riflettori con la nascita della Race to Milan e delle Next Gen Atp Finals (un Masters dedicato ai migliori 8 under 21 della classifica mondiale la cui terza edizione si svolgerà all'Allianz Cloud, ex-Palalido, di Milano dal 5 al 9 novembre), sta imponendo un suo stile e sembra pronta a subentrare quando i grandi ‘vegliardi’ decideranno di ritirarsi a vita privata.

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All’attacco dei grandi

Misurarsi con quella che è la più forte generazione di campioni di sempre, 57 titoli del Grande Slam in quattro (20 Federer, 18 Nadal, 16 Djokovic, 3 Murray) è quantomeno arduo.

Quelli che per anagrafe avrebbero dovuto naturalmente sostituirli si sono infranti contro la loro qualità straordinaria unita alla longevità (Federer ha 38 anni, Nadal 33, Djokovic 32). I vari Marin Cilic, Kei Nishikori, Milos Raonic, Grigor Dimitrov, Juan Martin Del Potro hanno ripetutamente bussato alla porta ma raramente è stato loro aperto: per motivi diversi non sono riusciti a scalfire il dominio della classe di Federer, delle rotazioni di Nadal, dell’infallibile martellare da fondocampo di Djokovic e, finché il fisco lo ha retto, di Murray.

I giovani astri, lanciati dalle Next Gen Finals di Milano sin dal 2017, sembrano più attrezzati per l’impresa: sono già lì a ridosso dei primi.

Dopo l’estate degli Us Open a impressionare è stato uno che Next Gen ha appena finito di esserlo, almeno secondo i regolamenti; si tratta di Daniil Medvedev, vincitore a Cincinnati (su Novak Djokovic), strordinario finalista agli US Open appena conclusi e oggi n.4 del mondo. Fu semifinalista a Milano nel 2017. Il suo futuro è adesso.

I primi della lista

Nei posti più alti del ranking tra gli attuali Under 21 il primo ad arrivare è stato Stefanos Tsitsipas, già Top 10 da mesi: è stato lui il vincitore delle finali Next Gen 2018 e, da under 21 quale ancora è, comanda anche l’attuale Race to Milan. Ha già battuto almeno una volta tutti e tre i mostri: Djokovic, Nadal e Federer. Roger addirittura negli ottavi di finale degli Open d’Australia, dei quali è stato poi semifinalista. Scorrendo la classifica troviamo tra i primi 50 Felix Auger-Aliassime, Alex De Minaur, Denis Shapovalov, Frances Tiafoe e tanti altri ancora.

Il divertente stil novo…

Tutti con l’etichetta Next Gen, tutta gente in grado di giocarsela alla pari con chiunque in un singolo match. Il livello di tutti questi sicuri protagonisti del futuro è molto alto.

Che stile di gioco imporranno? Di sicuro non un tennis noioso come a un certo punto si stava cominciando a vedere nelle passate stagioni, probabilmente nel tentativo di imitare Djokovic e Murray, i più riproducibili dei quattro Fab Four.

All’inseguimento del tennis di vertice, troppo particolari, in qualche modo ‘uniche’, le interpretazioni del gioco proposte da Roger Federer e Rafael Nadal, in tante accademie si era guardato al modello della potenza ripetuta e imperforabile da fondocampo di Nole e Andy. Un tennis formidabile (a un certo punto anche imbattibile, nell’interpretazione del serbo) ma non sempre divertente da un punto di vista spettacolare.

Per fortuna la strada delle nuove generazioni è la varietà. Sempre potente, sempre super-atletica ma non noiosa. I nuovi fenomeni sono quasi tutti molto alti (Zverev, Medvedev e Khachanov un metro e 98; Tsitsipas, Auger-Aliassime e Berrettini un metro e 93), battono tutti molto forte, ma poi disegnano il campo ciascuno alla propria maniera.
Lo stile delle nuove generazioni è quello della varietà: tennis sempre potente, super-atletico ma non noioso

Se Zverev, ormai fuori dai Next Gen, è un po’ il Djokovic di domani, Tsitsipas ricorda di più Federer. Auger-Aliassime ha la fisicità di un giovane Nadal anche se usa meno la rotazione, Medvedev (anche lui da pochissimo fuori, ma comunque star 'del futuro' ha un modo di impattare la palla tutto suo ed è un mago a infilarsi nel punto debole dell’avversario.

Hanno tutti osservato e ammirato i grandi maestri che ora sono intenti a battere (o a tentare di farlo) ma hanno scelto la loro via personale.

Punti fermi

Uno stile libero, per quanto da alcuni parametri di riferimento non si possa più prescindere: servire forte ma anche rispondere forte se l’avversario non ‘mette la prima’. Prendere il comando dello scambio appena possibile, essere aggressivi. E andare più a rete di quanto ha fatto la generazione precedente, perché la nuova frontiera per fare punto è essere veloci, chiudere nei primi 4 colpi.

È il tennis di domani che avrà come spettacolare incubatore il nuovo Palalido di Milano, l’Allianz Cloud dove dal 5 al 9 novembre i migliori 7 del ranking Race to Milan (più una wild card italiana) si affronteranno divisi in due gironi all’italiana, seguiti da semifinali incociate e, nel sabato conclusivo, dalla finalina per il 3° posto e dalla finalissima.

Chi vuol vedere dal vivo (che è sempre un’altra cosa) come si giocherà ai vertici mondiali nei prossimi anni può farlo in quei giorni a Milano. Più stile Tsitsipas o stile Auger-Aliassime? O magari con lo stile Jannik Sinner, l’altoatesino di 18 anni che è in grande corsa nella Race to Milan?

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