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Coppa Davis, Sinner trascina l'Italia: Olanda ko, seconda semifinale di fila

Sinner e Sonego battono Griekspoor e Koolhof. L'italia va in semifinale per il secondo anno consecutivo, affronterà Serbia o Gran Bretagna

di | 23 novembre 2023

Il cielo è sempre più blu, canta Rino Gaetano dagli altoparlanti del Palacio de Deportes José Maria Martin Carpena di Malaga dopo la vittoria dell'Italia contro l'Olanda nei quarti di Coppa Davis. E' più blu per chi ha scarsa memoria, canta. E' più per Filippo Volandri e per la sua squadra, per Jannik Sinner arrivato da Torino e capace di raddrizzare la sfida senza perdere un set. Sinner ha vinto il suo singolare contro il numero 1 olandese Tallon Griekspoor 76(3) 61 poi ha trascinato Lorenzo Sonego nel doppio decisivo. I due azzurri hanno battuto Griekspoor e Wesley Koolhof 63 64. Nel primo singolare Botic Van de Zandschulp aveva sconfitto 67(3) 63 76(9) Matteo Arnaldi che ha mancato tre match point.

L'Italia torna in semifinale in Coppa Davis per il secondo anno di fila. Un bis simile non riusciva agli azzurri dal 1998. Di fronte troveremo la Serbia o la Gran Bretagna, che si affrontano più tardi, sempre con diretta su SuprrTenniX.

ITALIA-OLANDA 2-1
Botic van de Zandschulp  (NED) b Matteo Arnaldi (ITA) 67(3) 63 76(7)
Jannik Sinner (ITA) b Tallon Griekspoor (NED) 76(3) 61
Jannik Sinner/Lorenzo Sonego (ITA) v Wesley Koolhof/Tallon Griekspoor (NED) 63 64

SINNER-SONEGO ED E' SEMIFINALE

Volandri si affida al "Fattore S" in semifinale e paga. Sonego cancella la prima palla break nel primo turno di battuta complesso per la coppia azzurra. Due errori a rete, un rovescio di Sinner al corpo di Griekspoor ci lanciano sullo 0-40 nel terzo game, ma l'Italia non sfrutta nessuna delle tre palle break consecutive. 

Con Koolhof al servizio, Griekspoor in questo game fa un ottimo lavoro sotto rete, e la risposta in rete di Sonego chiude un game che comunque fornisce segnali incoraggianti nonostante le occasioni mancate.

E' ancora Sonego a rischiare al servizio, soprattutto quando batte su Griekspoor, ma l'ottimo lavoro a rete di Sinner consente alla coppia italiana di salvare una pesante palla break. 

Ed è proprio Sonego il protagonista del break decisivo, sul servizio di Koolhof, nel settimo gioco. Suo il psssante per lo 0-30, sua la fondamentale risposta di diritto su cui Griekspoor sbaglia la volée alla terza palla break consecutiva. Non ci sono altri colpi di scena. Sinner va a servire per il match e, come in singolare, non c'è storia. Il cielo sopra Malaga è sempre più blu.

SINNER RIDA' SPERANZA ALL'ITALIA

In singolare Sinner è entrato in campo con il peso della responsabilità sulle spalle. Non può sbagliare, ha addosso gli occhi dell'Italia che ama il tennis. Contro Griekspoor, che ha già battuto quest'anno in semifinale a Rotterdam, i primi game di servizio scorrono rapidi, senza intoppi. Se Sinner si guarda intorno vede molto arancio, ma non sono i Carota Boys stavolta. Non sono lì per lui. Ma chi è fuori non conta, conta quel che succede sul campo, sul verde da dipingere d'azzurro per restare aggrappati al sogno Coppa Davis.

E Sinner, sul campo veloce, scivola lungo i suoi turni di servizio senza intoppi. Il primo ad avere problemi è proprio l'olandese, sul 4-4. E' un turno di battuta complesso, con qualche azzardo qualche errore. Un game in cui l'olandese cancella due palle break, e in cui diventa palese anche a chi non ha visto nient'altro di queste Finals come le condizioni di gioco finiscano per premiare completezza e propositività in tutte le zone del campo.

Si va al tie-break, e Sinner cambia marcia. Si prende il mini-break del 3-2 con una risposta aggressiva al centro che forza l'olandese all'errore (rovescio d'istinto largo). Da quel momento accelera, chiude 7-3 con un diritto al volo sul set point e inizia il secondo con un break di vantaggio. Quando Sinner scatta e alza il ritmo, Griekspoor non gli sta dietro. Paga lo strappo, e il rovescio largo sulla palla break che porta l'azzurro sul 2-0, è solo il primo segnale di una partita che di fatto non c'è più. E al numero 23 del mondo non resta che chiedersi come abbia fatto un avversario con cui era rimasto a contatto per tutto il primo set a staccarlo così.

Forte di 14 vincenti a 7, e di 10 gratuiti a 31, Sinner completa la settima vittoria in otto singolari di Coppa Davis. E restituisce all'Italia la speranza della semifinale.

ARNALDI A UN PUNTO DALLA VITTORIA

Molto diverso, nell'andamento oltre che, ovviamente, per l'esito, il match di Matteo Arnaldi contro Botic Van de Zandschulp. Il sanremese parte sciolto e deciso al servizio, pronto ad aggredire la prima palla successiva. Lo stesso si può dire dell'olandese che, appena l'azzurro accorcia in risposta, mette i piedi in campo e mira agli angoli. 

Lo stadio è quasi del tutto pieno, l'atmosfera molto più calda di quanto si temeva per questa edizione delle Finals senza la nazione di casa protagonista. In questa giornata il richiamo di Novak Djokovic, e la presenza di molte scolaresche, aiuta. 

In questo clima, Arnaldi mostra bella personalità nei suoi turni di battuta. La sua leggerezza di approccio gli consente di uscire dal complicato settimo game e soddisfare anche i più pittoreschi dei tifosi italiani sulle tribune. Arnaldi li fa sperare con lo splendido passante di diritto in allungo con cui si va a prendere due set point di fila in risposta sul 5-4 15-40. Ma l'olandese gli toglie ogni speranza: ace, poi servizio e diritto in contropiede.

Arnaldi, che spinge bene con il diritto ma è meno a suo agio nelle soluzioni di tocco come le palle corte, fa un po' di confusione in alcuni passaggi chiave del tie-break. Paga l'incerto avvicinamento a rete nell'ottavo punto: nonostante l'attacco profondo, Van de Zandschulp passa in lungolinea e firma il primo mini-break (4-3). Poi però si inceppa e restituisce il vantaggio (5-5) con il terzo doppio fallo della sua partita. Arnaldi aggira un set point, che Van de Zandschulp spreca con rovescio a rete, e alla terza occasione nel parziale chiude. E tutta la panchina azzurra, con Matteo Berrettini insieme al resto della squadra, si lancia in una standing ovation, meritata per la compostezza con cui ha interpretato un primo singolare cruciale. 

Matteo Arnaldi (Foto Sposito/FITP)

Quando il gioco si fa duro, non sempre Van de Zandschulp gioca al meglio. Lo sa Holger Rune, arrivato quattro volte a un punto dalla sconfitta prima di piegarlo in finale a Monaco di Baviera. Lo scopre ancora una volta Arnaldi quando lo vede tirare largo un diritto dal centro che avrebbe potuto portarlo avanti 2-0 e servizio a inizio secondo set. E' la seconda palla break che cancella nel suo più complesso turno di battuta. Ne salva una terza, con un gran rovescio incrociato stretto, e una quarta, con un ace al centro delle righe non da tutti in un momento così. E alla fine tiene dopo 13 minuti di duello tecnico, tattico, fisico e mentale che molto dice e qualcosa insegna. 

Si succedono turni di battuta rapidi fino all'ottavo game, quando l'olandese, aiutato anche da un nastro, piazza il break che decide il parziale. L'olandese va a servire per il set e tiene a zero. Anche nel terzo è il primo a brekare, già al terzo gioco. Arnaldi inizia a sentire che la partita gli sfugge di mano, e nella fretta sbaglia di più. 

Van de Zandschulp, più ordinato, può essere per questo anche più pevedibile. L'azzurro invece, dopo la discesa poco ardita, piazza una risalita da applausi che vale il controbreak del 3-3. Nel game, a parte un doppio fallo dell'olandese, fa tutto Arnaldi: stop volley vincente, gran passante di diritto e risposta fulminante sulla riga sulla palla break. 

Improvvisamente si riaccende, torna a entusiasmarsi, a far gioire e sperare. L'aria si scalda, e in questo palazzetto sono abituati al calore del pubblico per le partite di basket dell'Unicaja. All'interno dello stadio, le pareti del corridoio dove si trovano le sale stampa e la sala per le conferenze post partita, abbondano le foto dei match con il Real Madrid o il Barcellona, o quelle dei trionfi di inizio anni Duemila quando il leader dell'Unicaja era il grande Jorge Garbajosa.

Notevole come Arnaldi tenga con il diritto alto sulla diagonale sinistra per cancellare una palla break di peso elevatissimo (5-5 30-40). Arnaldi tiene e il dj lo omaggia, verrebbe da dire, con una versione dance-remix di Bella Ciao. Nella stagione delle prime volte, Arnaldi si prende il destino del match, e un po' dell'intero confronto considerato che l'Italia partirebbe nettamente sfavorita nell'eventuale doppio, al tie-break del terzo set. E' suo, con un filante rovescio diagonale, il primo mini-break (2-1), ma il vantaggio è un'illusione che dura poco, lo spazio di un punto. Salgono i cori "Matteo, Matteo!" dalle tribune, e Matteo li ripaga, con l'aiuto di un Van de Zandschulp più tremebondo, con un nuovo mini-break: si gira sul 4-2 Italia.

Van de Zandschulp cancella un primo match point, sul secondo si gioca uno scambio lungo, teso. I tifosi questa tensione la assorbono, si sente solo il rumore delle scarpette dei giocatori che strisciano, poi l'esplosione di gioia degli olandesi per una palla corta mal giocata dall'azzurro. E' il punto che fa girare tutto, che cambia il destino. Arnaldi ha anche una terza occasione per vincere, ma sbaglia la risposta. A Van de Zandschulp basta la prima per illuminare di arancione lo stadio e mettere l'Italia spalle al muro.

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