Bolelli e Vavassori hanno riconosciuto i meriti degli spagnoli Pablo Carreno e Marcel Granollers, n.1 in doppio con Zeballos, dopo la sconfitta al primo turno ai Giochi Olimpici di Parigi. Vavassori nega che la stanchezza per il singolare possa aver avuto un impatto e suggerisce: "All'Olimpiade non ci dovrebbe essere il match tie-break"
29 luglio 2024
Una sconfitta che certo fa male, ma non toglie il sorriso per quanto fatto finora né l'ottimismo per quello che potrà accadere da qui in avanti. Si può sintetizzare così il pensiero di Andrea Vavassori e Simone Bolelli, battuti 26 76(5) 10-7 da Marcel Granollers e Pablo Carreño.
"Non l'abbiamo persa noi, l'hanno vinta loro - ha detto Vavassori -. Mi sentivo benissimo in campo. Noi abbiamo dominato nel primo set, nel secondo loro hanno alzato il livello poi Granollers è numero 1 del mondo e Carreno è stato Top 10 in singolare quindi non è che fossimo così tanto favoriti in campo anche se noi abbiamo più automatismi rispetto a loro".
"Secondo me abbiamo giocato una partita ottima - ha spiegato Bolelli, che come il compagno di doppio ha riconosciuto i meriti degli avversari -. Abbiamo fatto un grandissimo primo set poi loro sono saliti di livello, spingevano tanto anche con la seconda al servizio poi nel doppio le cose possono cambiare. Sinceramente non abbiamo tanto da recriminare, è stata una partita molto tirata, anche sul 5-5 ho servito un'ottima prima sul diritto di Carreno che ha tirato un missile. In risposta lui ha alzato tantissimo il livello. Ci tenevamo a far bene, oggi è girata male ma guardiamo avanti. Questo non ci deve tirar giù di morale, stiamo facendo una grande annata e abbiamo ancora tanti obiettivi davanti: Montreal, Cincinnati, lo US Open, la Davis, le Finals a Torino" ha detto Bolelli. "Dobbiamo solo continuare ad essere carichi, a cercare di migliorare. Abbiamo fatto risultato quasi ogni settimana da inizio anno, loro hanno giocato sciolti, contro la coppia numero 1 che sta facendo una grande stagione. Hanno dato tutto e giocato davvero bene".
Il torinese rifiuta l'idea che la stanchezza per il doppio impegno nella stessa giornata possa c'entrare. "Penso di aver giocato uno dei doppi migliori della stagione, purtroppo a volte si vince e a volte si perde. Io per la maglia do tutto, c'era l'occasione di giocare il singolo e l'ho fatto e penso che mi abbia aiutato anche a far meglio in doppio". Interessante, infine, la sua considerazione sul format della manifestazione che prevede un tie-break a dieci punti al posto del terzo e decisivo set in doppio. "Per me in un appuntamento così importante come l'Olimpiade si dovrebbero giocare tre set interi come negli Slam" ha detto. Questo richiederebbe il prolungamento del torneo olimpico di tennis perché i major durano due settimane e il torneo olimpico deve comprimere tutto (singolare maschile e femminile, doppio maschile e femminile, doppio misto) in una settimana o poco più come accade a Parigi quest'anno. Quindi è un calendario simile a un Masters 1000 combined, con l'aggiunta del misto, e in questo caso anche dopo l'upgrade come agli Internazionali BNL d'Italia, il doppio prevede il match tie-break per comprimere i tempi e aumentare il numero di partite programmabili in una singola giornata.
Soddisfatti gli spagnoli. “Era da un po' che non giocavamo insieme e abbiamo iniziato un po' a rilento - ha ammesso Granollers, che nel circuito fa coppia con Horacio Zeballos - L'obiettivo era quello di tenere il match in equilibrio, perché nel doppio si può ribaltare la situazione in qualsiasi momento. Una volta arrivati sul 3-3 sentivo che avevamo la partita in pugno. Con Pablo mi trovo molto bene. Abbiamo sempre avuto un buon rapporto e il nostro gioco si completa a vicenda. È un grande giocatore, ha un'esperienza incredibile in singolo e può portare questa esperienza nel doppio"
Per avere più chances di medaglia in doppio Carreño ha scelto di rinunciare al torneo di singolare, nel quale tre anni fa a Tokyo vinceva la medaglia di bronzo dopo aver battuto Novak Djokovic. "“Ho avuto un infortunio molto grave, ma le ultime sessioni di allenamento mi hanno aiutato molto" ha detto il 33enne di Gijon, rientrato proprio al Roland Garros dopo 18 mesi di assenza dal circuito a causa di un infortunio al gomito destro. "All'inizio non mi sentivo a mio agio, ma alla fine della partita sì. Marcel ha trascinato la coppia per tutta la partita e alla fine siamo riusciti a vincere".