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Fenomeno Musetti: 18 anni e gli Assoluti nel mirino

Se non ci fosse Sinner sarebbe lui il grande prospetto mondiale: vincitore degli Open d’Australia juniores nel 2019 è già n. 284 del mondo e in febbraio si è qualificato a Dubai dove ha giocato alla pari con Rublev. Nel lockdown è riuscito ad allenarsi bene. E’ pronto a stupire

di | 19 giugno 2020

Lo scorso anno di questi tempi avevamo ancora negli occhi la sfida tra lui, Lorenzo Musetti, 17 anni di Carrara, e Jannik Sinner, 17 anni da Sesto Pusteria, nelle Prequalificazioni degli Internazionali BNL d’Italia. Vinse Sinner, allora n.263 del mondo, sul filo del rasoio, al terzo set su Lorenzo che allora era n.460 del mondo, ma aveva vinto l’ultimo Slam juniores disputato, quello degli Open d’Australia 2019.

Poi le strade di questi due giovani fenomeni si sono in un certo senso separate e i riflettori sono rimasti fissati soprattutto sulla chioma rossa dell’altoatesino che è salito come un razzo nelle classifiche mondiali, giocando alla pari con i top player, entrando tra i primi 100 e chiudendo in bellezza la stagione con il trionfo delle Next Gen Atp Finals di Milano. Un predestinato, a detta anche di Djokovic & Co.

Accecati da quei fuochi d’artificio si è tolta un po’ di attenzione da quello che nel frattempo faceva Lorenzo, che è cresciuto moltissimo anche lui.

Oggi è n.284 del mondo e nel ranking Atp ha davanti solo 3 diciottenni come lui: lo stesso Sinner n.73, lo statunitense Brandon Nakashima n.220 e il cinese di Taipei Chun-Hsin Tseng n.280. Dunque, parliamo chiaro: se non ci fosse Sinner, il fenomeno sarebbe Musetti e avremmo buoni motivi per tenerlo quotidianamente in palmo di mano.

E’ con questa considerazione che la sua presenza ai Campionati Assoluti di Todi, che cominciano sabato 20 con le qualificazioni, assume un sapore particolare. Se è vero che il grande favorito per il primo scudetto tricolore che si assegna dal 2004 è il torinese Lorenzo Sonego, n. 46 della classifica mondiale, la vera mina vagante, il giocatore che potrebbe fare la differenza è proprio Lorenzo Musetti.

Coach Tartarini, che ha lavorato con lui da sempre e anche in questo periodo allo Junior Tennis San Benedetto di La Spezia, lo descrive in ottime condizioni di forma. D’altra parte l’inizio di stagione era stato di altissimo livello.

Agli Australian Open si era arrampicato fino all’ultimo torno delle qualificazioni, risultato straordinario per un diciassettenne. Se fosse riuscito a battere l’olandese Griekspoor e entrare nel main draw sarebbe stata un’impresa senza precedenti azzurri della sua età.

Ce l’aveva fatta invece all’ATP 500 di Dubai, superando prima l’australiano Popyrin, n.101 del mondo e poi il russo Donskoy, n.114. Impressionanti i due set del primo turno nel main draw persi 6-4 6-4 contro Andrey Rublev, n.14 del mondo. Lorenzo ha giocato alla pari contro un dei tennisti più rapidi e potenti del circuito.

Ecco quindi perché sarà molto interessante vederlo tornare in azione in una gara ufficiale: a Todi può giocarsela con tutti. E provare a prendersi il palcoscenico.

Come dicevamo la preparazione è buona.

Abbiamo potuto allenarci con altri giocatori di alto livello – spiega Tartarini – A La Spezia nel periodo di lockdown c’era Alessandro Giannessi, poi sono venuti anche Simone Bolelli e Gianluca Mager. Inoltre la FIT ci ha messo a disposizione il preparatore fisico di Tirrenia, Roberto Petrignani, quindi anche sotto quell’aspetto abbiamo lavorato bene. L’impatto del Covid-19 è stato pesante dal punto di vista dello stop agonistico, ma Musetti si è fermato solo in aprile. In marzo da noi si poteva ancora giocare e poi, dal 3 maggio, la Liguria ha riaperto agli allenamenti”.

Una vera epopea era stato il rientro in Italia del giocatore e del suo allenatore dal Sudafrica, dove si trovavano al momento in cui è esplosa la pandemia.

Il nostro obbiettivo dopo Melbourne era arrivare ad un ranking che permettesse a Lorenzo di giocare le qualificazioni al Roland Garros, intorno dunque al 240/250 del mondo – racconta Tartarini - Dopo Dubai, quando si cominciava a sentir parlare del Coronavirus, abbiamo pensato di andare in Sudafrica, dove erano in calendario due tornei ITF da 25.000 dollari. E’ stato disastroso. Quando siamo arrivati, in quanto italiani, quasi non ci facevano scendere dall’aereo. Poi lì le condizioni erano difficilissime. Lorenzo era anche molto stanco e non è riuscito ad esprimersi. L’unica cosa bella è stata a un certo punto tornare a CapeTown a vedere gli squali bianchi”.

“Riuscire a tornare a casa è stato ancora peggio: un’epopea. Da Capetown abbiamo dovuto andare a Johannesburg. Da lì non c’erano voli per l’Italia. Siamo andati a Londra per poi puntare su Nizza. Arrivati in Francia non ci hanno voluto dare l’auto a noleggio per tornare in Italia. Abbiamo preso l’autobus per la stazione ferroviaria: niente treni. A un certo punto abbiamo provato anche con l’autostop. Alla fine siamo riusciti a convincere un tassista che per 170 euro ci ha portato a Ventimiglia. Abbiamo preso il treno per Genova e pian piano siamo arrivati a casa. Quasi tre giorni di viaggio”.

Musetti di certo non si ferma: la prossima stazione è quelli di Todi, titolo italiano assoluto in palio. A 18 anni, compiuti il 3 marzo scorso, il futuro è di sicuro suo. Ma la prossima settima potrebbe già prendersi il presente. Teniamolo d’occhio.

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