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Eventi nazionali

Sing & volley: le pagelle tennistiche di Sanremo

Come se la sono giocata i protagonisti della prima serata dello Slam canoro nazionale? Tecnica, tattica e risultato dalla baba di Masini alla Benoit Paire allo stile retrò di Morgan

di | 07 febbraio 2020

Se Wimbledon è il tempio del tennis, Sanremo è il tempio della canzone italiana. C’è chi prova a vincere puntando sulla qualità del coach, chi, musicalmente parlando, è ancora fermo alla racchetta di legno.

IRENE GRANDI – Finalmente io

Al netto degli evidenti problemi con le calzature vince la gara dei coach: quando hai Vasco e Curreri al tuo angolo magari non vinci però almeno ci provi anche sfidando il tempo che passa.

RIFERIMENTO: Chris Evert (per l’acconciatura)

 

MARCO MASINI – Il confronto

Adotta una tattica nuova: parte quieto da fondo e poi si spara in avanti cercando di chiudere a rete. Otto partecipazioni allo Slam di Sanremo, ha vinto un solo titolo, ma almeno non è più disperato.

RIFERIMENTO – Benoit Paire (per la barba)

 

RITA PAVONE – Niente (Resilienza 74)

Tre minuti di serve&volley, in qualche caso sembra voglia saltare la rete e azzannare l’avversaria (che non c’è). Sopravvive al match ed è già tantissimo.

RIFERIMENTO: Margaret Court (ma non l’abbiamo mai vista con le mani giunte)

 

ACHILLE LAURO – Me ne frego

L’outfit più originale del torneo. Anche se instilla un dubbio che il web ha già sottolineato: non è che pensava di essere con Shakira e J Lo nell’half time del Superbowl?

RIFERIMENTO: Renèe Richards (vabbè, chiedo scusa)

 

DIODATO – Fai rumore

Gioca con le corde tiratissime, il suono dei suoi colpi eccheggia lontano. Un po’inespressivo ma picchia duro, oh come picchia.

RIFERIMENTO. Ivan Lendl (ma non si strappa le sopracciglia)

LE VIBRAZIONI – Dov’è

Titolo della canzone dovuto al fatto che hanno perso il gommino da inserire fra le corde per evitare l’insorgere del tennis elbow. Visto il nome decisamente più racchettari che rockettari.

RIFERIMENTO – I fratelli Bryan (per la fantasia)

 

ANASTASIO – Rosso di rabbia

Chiaramente brano dedicato ad un giocatore italiano che molto conosciamo e molto amiamo. Segnalato del backstage dopo l’esecuzione intento a parlare con un dirigente Rai: “Non si può giocare in un teatro cosi bisognerebbe bombardarlo”.

RIFERIMENTO – Fabio Fognini (we love you)

 

 

ELODIE - Andromeda

Elegante nell’approccio, sinuosa nei movimenti, fisicità essenziale e scattante. Bel rovescio ad un mano, un po’ svogliata nei punti che contano. Del resto chi guarda le stelle non riesce sempre a concentrarsi sul punto d’impatt fra racchetta e pallina

RIFERIMENTO – Ana Ivanovic (anche se è bionda)

 

 

ALBERTO URSO – Il sole a est

Vuole il colpo a sorpresa, il tweener, il passante no-look ma non emoziona. Gioca la racchetta di legno in un mondo di grafiti. Alla fine rema da fondo. E che fastidio ‘sto sole negli occhi quando devi servire.

RIFERIMENTO – Josè Higueras (il miglior nome da tenore possibile)

BUGO E MORGAN – Sincero

Che evento che c’era ieri sera, difficile per Morgan giocare, la sua capigliatura ne ha risentito. Gioco anni ’80, poca velocità di palla ma che nostalgia.

RIFERIMENTO – McNamara e McNamee (pensate che bello se si fossero presentati come McBugo e McMorgan)

 

RIKI – Lo sappiamo entrambi

“Le luci si spengono.. però qualcosa non torna”. Già: difficile accettare la sconfitta alle fine della giornata. Poche soluzioni offensive, monotono, fuori tempo. Necessita di tanto allenamento, prima che le luci si riaccendano. E ci sveglino, tra l’altro.

RIFERIMENTO: Riki (non esiste un tennista così? Appunto)

 

RAPHAEL GUALAZZI – Carioca

Vincere il match non gli interessa, gli piace essere amato. Un globetrotter da esibizione più che torneo. Ha lo spettacolo nel sangue anche se la nobilità non è il suop forte.

RIFERIMENTO  - Mansour Bahrami (oggi)

 

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