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Eventi nazionali

Gli scudetti dei piccoli (grandi) sogni

La Coppa Lambertenghi, da 77 anni, chiude l'estate del Tc Milano Bonacossa con un chiaro obiettivo: alimentare le speranze di tanti giovani tennisti che sperano in un futuro da professionisti. Stavolta vincono Petrillo e Cinà, ma al di là dei risultati, per tutti, contano l'atteggiamento e la voglia di migliorare.

09 settembre 2019

I ragazzi sanno fare grandi sogni, soprattutto se hanno 12 anni o poco meno. Sanno sorridere delle vittorie e imparare dalle sconfitte, sanno giocare con la racchetta ma pure con la fantasia. Ecco perché uno sguardo alla Coppa Lambertenghi, il torneo milanese che è l'unico Campionato nazionale giovanile che non cambia mai la propria sede, è sempre doveroso per capire che aria che tira. Stavolta, sui campi del Tc Milano Bonacossa, tira aria di tecnica ben impostata, di tenacia e variazioni, di una generale completezza del 'linguaggio' del tennis. E tira aria di Lazio, intesa come regione, non certo una novità visto ciò che sta accadendo ai vertici del tennis tricolore (e mondiale), con Matteo Berrettini sempre più in alto. Proprio loro, i laziali, hanno conquistato il singolo delle ragazze con Greta Petrillo ma anche il Trofeo delle Regioni, che riassume tutti i risultati dei vari tabelloni: singolare maschile e femminile, doppio maschile e femminile.

Greta turbo-diesel

Tra le ragazze, Greta Petrillo parte come terza testa di serie del torneo, fatica a carburare (cedendo un set al suo esordio) ma in seguito cambia marcia e chiude sempre in due set. La finale vede la giocatrice romana e la marchigiana Silvi (quarta favorita del seeding) in equilibrio, ma con la prima capace di trovare gli spunti decisivi nei momenti delicati, come spesso era accaduto durante la settimana, chiudendo i parziali per 7-5 6-4. Fuori negli ottavi, a sorpresa (anche se in questa categoria parlare di sorprese è relativo), la favorita Aurora Nosei, sconfitta da Chiara Bartoli per 6-1 al terzo.

'Pallino' non fa sconti

Tra i ragazzi, tutto sotto controllo anche per Federico Cinà, siciliano, figlio di quel Francesco che è stato per anni il coach della ex top 10 Roberta Vinci. Federico, detto 'Pallino', ha perso un set in semifinale contro Andrea De Marchi, ma ha dominato al terzo e in finale ha concesso poco spazio al lombardo Andrea Cadeddu, il migliore degli atleti della regione ospitante. È finita 6-3 6-2 per Cinà, che come già era accaduto in passato ha mostrato un tennis brillante e pulito, esteticamente piacevole da guardare. Una caratteristica che evidentemente, in famiglia, sanno amministrare (e insegnare) piuttosto bene. Nei tornei di doppio, sono arrivati due bis per i campioni d'Italia del singolare, con i successi per le coppie De Matteo/Petrillo (6-2 6-1 a Minelli/Rizzetto nella prova femminile) e Cinà/De Marchi (7-6 6-1 a Vasamì/Bruno nel maschile).

I risultati

Singolare maschile. Semifinali: Cinà b. De Marchi 6-0 4-6 6-2, Cadeddu b. Ngantcha Lliso 6-3 6-0. Finale: Cinà b. Cadeddu 6-3 6-2.
Singolare femminile. Semifinali: Silvi b. Minelli 6-2 6-2, Petrillo b. De Matteo 6-3 7-6. Finale: Petrillo b. Silvi 7-5 6-4.
Doppio maschile. Finale: Cinà/De Marchi b. Vasamì/Bruno 7-6 6-1.
Doppio femminile. Finale: De Matteo/Petrillo b. Minelli/Rizzetto 6-2 6-1.

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