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Il record del mondo di Tamara Korpatsch, a Bagnatica

La tedesca non solo ha vinto la nona edizione del Trofeo Cpz, confermandosi pronta per l’aggancio alle prime 100 della classifica Wta, ma nella giornata di sabato è rimasta in campo in singolare per 6 ore e 40 minuti. Mai nessuna aveva giocato così tanto in un solo giorno. E anche la semifinale con la Trevisan è da record.

02 settembre 2019

Tamara Korpatsch, tedesca numero 111 del ranking Wta, si è presentata a Bagnatica con l’obiettivo di continuare a giocare sull’amata terra rossa, e sette giorni dopo se n’è andata col titolo del Trofeo Cpz e soprattutto con un paio di record. La sua settimana in bergamasca non poteva andare meglio, e resterà nella storia per le 6 ore e 40 minuti trascorse in campo in un sabato interminabile, che l’ha vista impegnata alle 12.30 per completare il suo quarto di finale interrotto il giorno prima per pioggia sul 5-5 del primo set, e poi di nuovo sul Centrale alle 18 per la semifinale.

Nel primo duello, contro la bulgara Kostova, la 24enne di Amburgo è rimasta in campo (solo al sabato) per un totale di 2 ore e 33 minuti, imponendosi per 6-7 7-5 6-2, mentre la semifinale contro Martina Trevisan è durata la bellezza di 4 ore e 7 minuti, diventando non solo il match femminile più lungo mai giocato in Italia, ma anche il settimo nella storia, in una classifica comandata dal famoso Nelson-Hepner del 1984 a Richmond (Virginia), quando le due statunitensi impiegarono 6 ore e 31 minuti per giocare soli due set, con tanto di uno scambio lungo 29 minuti e 643 colpi. A Bagnatica, invece, i set sono stati tre, col successo della tedesca per 5-7 7-6 7-6, con una valanga di occasioni mancate dall’azzurra, ultima un match-point sul 6-5 del tie-break decisivo. Ha spedito largo un diritto, la rivale ne ha approfittato e si è presa lei la vittoria, rendendo le sue 6 ore e 40 di fatiche un traguardo ancora più piacevole.

“Il record? Mi ha sorpreso, non ne sapevo nulla. È divertente: sono fiera di me stessa”, avrebbe detto all’indomani la Korpatsch, con in braccio il piatto destinato alla vincitrice del Trofeo Cpz, dopo una finale a senso unico contro Martina Caregaro, superata per 6-1 6-2 in appena un’ora e 21 minuti di gioco. Una passeggiata se rapportata alle fatiche del giorno prima, che però non hanno lasciato particolari scorie nelle gambe e nella testa della tedesca, perfetta dalla prima all’ultima. Il divario fra le due nella classifica Wta – numero 111 la tedesca, 354 l’azzurra – è marcato, e un Centrale gremito di spettatori non ha potuto modificare gli equilibri, con la tedesca troppo solida per lasciarsi impaurire dalla potenza della tennista di Aosta.

Il record? Mi ha sorpreso, non ne sapevo nulla. È divertente: sono fiera di me stessa

Ceduto il primo set per 6-1, l’azzurra ha provato a fare qualcosa in più nella parte centrale nel secondo parziale, ma la Korpatsch non le ha dato scampo. Si è armata di pazienza per contenere il tentativo della rivale, ha vinto un delicato quinto game lungo 16 punti e poi è corsa verso il nono titolo in carriera, sigillato con un ace. “Per prima cosa – ha detto la vincitrice – devo ringraziare gli organizzatori per la wild card: senza, non sarei qui adesso. Bagnatica è stata la scelta giusta, e sono davvero felice. Pensavo che dopo i due lunghissimi match di ieri sarei rimasta senza energie, invece ho recuperato alla grande e in finale ho dato tutto. Il punteggio dice 6-1 6-2, ma non è stato facile come potrebbe sembrare”. Grazie al titolo, la tedesca continua il suo avvicinamento alla Top 100 del ranking Wta, ora distante solo una cinquantina di punti. Al Trofeo Cpz ha dimostrato che nel suo tennis c’è tutto per farcela al più presto: potenza, intensità, solidità, forza mentale e quell’enorme resistenza che le ha consegnato un record che porta anche Bagnatica nella storia della racchetta.

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