Kostyuk non stringe la mano alla russa Potapova, in campo come atleta neutrale, a Miami. E polemizza con la WTA. Intanto il Comitato Olimpico Nazionale ucraino invoca il boicottaggio in tutte le competizioni con russi e bielorussi, ma la Federtennis ucraina non è d'accordo
di Alessandro Mastroluca | 24 marzo 2023
Marta Kostyuk, una delle tenniste ucraine che più si è esposta contro la presenza di atlete russe e bielorusse nel circuito, anche senza bandiera, ha fatto parlare ancora di sé. E non per i suoi risultati in campo.
Kostyuk stavolta ha attaccato la WTA che, ha detto, avrebbe ignorato le richieste delle tenniste ucraine per un incontro. Il tema, però, non ha voluto specificarlo. "L'abbiamo richiesto più volte, ma abbiamo ottenuto solo silenzio. Ci sono molte cose che non mi piacciono nel modo in cui la WTA sta gestendo questa situazione" ha detto.

La battaglia di Marta Kostyuk per l'Ucraina, fra gesti e vittorie
Il Comitato Olimpico Nazionale ucraino, infatti, ha invitato tutti i suoi atleti a non partecipare a manifestazioni e competizioni a cui prendono parte anche russi e bielorussi. Questa posizione ha trovato l'opposizione della Federazione tennis ucraina che ha pubblicato una lettera aperta per sottolineare come il boicottaggio finirebbe per danneggiare proprio gli atleti ucraini.
"Una simile decisione porterebbe alla distruzione del tennis ucraino, perché russi e bielorussi partecipano praticamente a tutti i tornei. Una simile decisione sarebbe una sanzione non contro i Paesi aggressori, ma contro gli ucraini che, ciascuno per il livello che gli compete, promuovono una posizione pro-Ucraina in tutte le parti del mondo" si legge.
Lo sport, secondo la Federtennis ucraina, diventa "una leva importante nella guerra dell'informazione". Una guerra da vincere sul campo, questo il messaggio della lettera firmata dal presidente Serhii Lagur e da diversi giocatori e giocatrici, come Anhelina Kalinina (numero 28 WTA) e Dayana Yastremska (128).
"Se russi e bielorussi sono autorizzati a competere, allora bisogna affrontarli e batterli, non evitarli. Proprio come fanno i nostri figli e le nostre figlie al fronte, e come fanno i cittadini consapevoli, ognuno al suo posto - si conclude la lettera -. La nostra posizione è continuare a partecipare alle competizioni internazionali, intensificando la lotta per la sospensione dei russi e dei bielorussi. Dobbiamo promuovere le nostre idee e i nostri valori comuni e aiutare le forze armate"