Le parole di Elisabetta Cocciaretto dopo la sconfitta contro Bernarda Pera al terzo turno del Roland Garros: “Divertiamoci e ricordiamoci che il tennis è un gioco”
di Francesca Paoletti, da Parigi | 03 giugno 2023
Elisabetta Cocciaretto usa l’arma del sorriso per scacciare il rammarico e archiviare lo Slam più bello della sua giovane carriera. Con la sconfitta nel terzo turno del suo Roland Garros, per mano della statunitense Bernarda Pera, la 22enne marchigiana chiude un capitolo e si proietta… forte di best ranking e dello status di neo numero 1 d’Italia… sulla stagione su erba: “Prima mi curo per bene – spiega nel corso di una conferenza stampa chiusa da un bellissimo applauso – poi andrò a Birmingham, Bad Homburg e Wimbledon. Per la prima volta farò una stagione intera su erba”.
Il fastidio al ginocchio e le vistose fasciature hanno caratterizzato il suo match con la Pera: “Ho iniziato ad aver male al ginocchio alla seconda partita - spiega - ; è solo una infiammazione, nulla di grave, ma sicuramente ha influito, soprattutto a livello mentale. La mia avversaria ha giocato bene ma io ho avuto tante occasioni e devo trovare continuità per vincere più partite consecutive a questo livello. Mentalmente oggi ho fatto fatica ad accettare la situazione, ma invece di stare lì e trovare le soluzioni oggi ho fatto fatica e la mia avversaria ha sfruttato il momento. Con lei non ho mai giocato delle belle partite, non dà riferimenti, è imprevedibile e si muove molto bene”.
Malgrado la sconfitta Elisabetta ha vissuto in questo Roland Garros delle emozioni nuove e importanti: “Quando sono arrivata a Parigi non avevo grandi aspettative; venivo da momento difficile, mi ero ritirata dal doppio a Roma e avevo questo fastidio al ginocchio che non mi ha permesso una preparazione ottimale. Malgrado ciò credo di aver giocato buone partite, mi sono confrontata con grandi campionesse e ho acquisito grande consapevolezza. Sto migliorando e sono sulla buona strada ma posso far di più… questo il rimpianto più grande”.
Il ballo e la musica, due grandi passioni, la accompagnano sulla prima poltrona del ranking italiano: “E’ una soddisfazione, certo, ma onestamente non è un obiettivo personale - ammette - . La cosa a cui tengo di più è salire nel ranking mondiale e migliorarmi, poi a classifica viene di conseguenza. Non sarò mai una giocatrice da exploit pazzesco, devo costruirmi e migliorarmi piano piano. Devo maturare e non volere tutto e subito. La strada è lunga e nel mio percorso so che dovrò migliorare tanto... il fisico, l’atteggiamento, la parte tennistica e la gestione dei momenti importanti. A volte non mi comporto da professionista, a volte sono ancora un po’ bambina”.
Il sorriso, specialità della casa, è il suo segreto per affrontare le difficoltà del tennis professionistico: “La pressione l’ho sempre gestita benissimo - ammette - , non sono una che quando c’è pressione gioca peggio. Più che altro la pressione me la metto addosso da sola... pretendo tanto da me stessa. La cosa principale è divertirsi, a volte lo dimentichiamo ma il tennis è sport, è movimento, è un gioco”.
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