
Carlos Alcaraz ha conquistato il settimo titolo ATP nel suo primo torneo del 2023. A Buenos Aires ha sconfitto Cameron Norrie, battuto per la nona volta in tredici finali nel circuito maggiore
di Alessandro Mastroluca | 19 febbraio 2023
Carlos Alcaraz fa centro al primo colpo. Il murciano conclude l'Argentina Open, il suo primo torneo dal ritiro nei quarti di finale del Masters 1000 di Parigi-Bercy dello scorso autunno, con il suo settimo titolo in carriera.
Numero 2 del mondo, Alcaraz ha sconfitto in finale Cameron Norrie, numero 12 ATP, 63 75. Lo spagnolo ha chiuso la finale con due palle corte, il colpo più iconico del suo completo repertorio tecnico. E' così diventato il primo teenager e il giocatore con la miglior classifica nell'albo d'oro del torneo, un primato quest'ultimo condiviso con il brasiliano Gustavo Kuerten (2001).
Alcaraz ha perso solo un set in tutto il torneo, nel primo match contro il serbo Laslo Djere, e ha così ridotto a 590 punti il suo svantaggio da Novak Djokovic, che diventerà il tennista (uomo o donna) con più settimane da numero 1 del mondo, superando anche le 377 settimane di Steffi Graf.
"Sapevo che la finale sarebbe stata difficile, ho iniziato molto concentrato sul mio gioco. E' questo il livello che devo avere nelle finali" ha detto Alcaraz dopo il successo su Norrie, sconfitto per la nona volta in tredici finali ATP, la seconda in stagione. Nonostante un tennis più solido nel secondo set, Norrie non è riuscito ad eguagliare la vittoria in United Cup contro Rafa Nadal, numero 2 del mondo allora, e a firmare la seconda vittoria in dieci sfide contro un Top 3.
Il murciano, che ha avuto anche il tempo di sfidare la stella NBA James Butler dopo la semifinale, si è fatto notare per la disponibilità verso i giovani tifosi a caccia di un selfie o di un autografo. E per il suo atteggiamento privo di vezzi da primadonna.
Alcaraz ha trascorso praticamente tutto il suo tempo con lo staff che l'ha accompagnato a Buenos Aires. Con lui c'erano il padre, il fratello maggiore Alvaro, lo zio, l'agente Albert Molina, il fisioterapista Juanjo Moreno e Toni Cascales, un tempo coach di Juan Carlos Ferrero, oggi allenatore di "Carlitos", che non lo segue in questa parte della stagione.
"Per me è importante stare sempre con il mio team. So che con loro farò meno errori e che niente in questo mondo nuovo potrà sorprendermi con la guardia abbassata" ha detto Alcaraz.
Nei primi turni, lo spagnolo ha anche invitato alle sue partite giovani giocatori argentini chw ha conosciuto da junior, come Lorenzo Lingua Lavallen e Roman Andres Burruchaga, figlio del centrocampista Jorge autore del gol vittoria per l'Argentina nella finale del Campionato del Mondo di calcio contro la Germania Ovest del 1986.
"Mi piace essere amichevole, abbiamo fatto tante esperienze con loro ma non li vedo da un po' - ha detto -. Ho sempre cercato di andare d'accordo con le persone con cui trascorro il mio tempo giorno dopo giorno".
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