Russi e bielorussi sono stati bannati da questa edizione di Wimbledon. Ma in semifinale c'è una ragazza nata a Mosca da genitori russi, che solo dal 2018 gioca per il Kazakistan, Paese che l'ha aiutata a crescere fino ad arrivare a ridosso delle migliori del mondo
06 luglio 2022
Stiamo vivendo un'edizione di Wimbledon senza giocatori russi e bielorussi. Ma in semifinale tra le donne c'è una giocatrice che in Russia ci è nata. Elena Rybakina dal 2018 gioca con accanto la bandiera del Kazakistan, ma a precisa domanda su come si senta, preferisce evitare di rispondere. Un caso diplomatico in arrivo per i Championships?
ELENA RYBAKINA
“Non sono arrivata a Wimbledon nelle migliori condizioni, ma partita dopo partita mi sono sentita meglio e adesso sono molto felice di questo risultato. Sono una persona calma, posata, cerco di divertirmi in campo senza mettermi troppa pressione. Certo le emozioni mi invadono ma cerco di non mostrarle all'esterno, sono fatta così”.
“Il Kazakistan? La proposta di giocare per loro è arrivata al momento giusto. Stavano cercando una giocatrice di buon livello e a me serviva un supporto economico che fin lì non avevo. Mettersi d'accordo è stato semplice. Mi hanno aiutato molto e sono felice di rappresentare il Kazakistan già da tanto tempo. Se mi sento russa o kazaka? È una domanda difficile per me, sono nata in Russia ma ho giocato con la Nazionale kazaka.... È difficile rispondere”.
“Quando ho saputo della decisione di non far giocare russi e bielorussi, mi è dispiaciuto molto per loro. Tutti vorrebbero giocare un torneo come questo, spero che già dal prossimo anno torni tutto alla normalità. Spero che questa guerra finisca subito. Voglio la pace”.
I riflettori sono anche sulla sconfitta, l'australiana Ajla Tomljanovic, non solo per il suo percorso a Wimbledon ma anche per una vecchia relazione che la legava a Nick Kyrgios, protagonista (nel bene e nel male) delle cronache di questi giorni.
AJLA TOMLJANOVIC
“La mia relazione con Kyrgios? È finita da tempo e in ogni caso ho sempre cercato di tenere la mia vita privata al riparo dalla stampa. Riguardo le accuse che gli sono state mosse (violenza domestica, ndr) posso solo dire che sono contro ogni tipo di violenza. Spero che la questione si risolva, ad ogni modo io non ho mai vissuto quel tipo di problema con lui”.
A Wimbledon si completa il quadro dei semifinalisti, tanto tra le donne quanto tra gli uomini. E a sfidare la Rybakina in semifinale ci sarà una ex campionessa, Simona Halep.
SIMONA HALEP
“Questa mia corsa a Wimbledon è molto diversa da quella del 2019. Stavolta sono andata migliorando di partita in partita, sto ritrovando la fiducia nel mio tennis e la voglia di giocare. Mi sento pronta per le semifinali, mi sento bene e non vedo l'ora di tornare in campo”.
“Nel finale lei ha liberato il braccio, non aveva più nulla da perdere e ha cominciato a picchiare duro. Mi sono detta di resistere, di tenere duro in quel decimo game. Ero decisa a non farla rientrare, a chiudere sul 6-4, così ho chiesto molto a me stessa ma alla fine ha funzionato”.
“Contro la Rybakina? Dovrò prima di tutto cercare di rispondere, visto che lei sta servendo molto bene. So che anche lei è in fiducia, non può essere altrimenti quando arrivi in semifinale a Wimbledon. È una nuova sfida, ma mi giocherò le mie chanche nel modo migliore possibile”.
“Mouratoglou? Ha fatto cambiare tutto molto in fretta. Intanto è un'ottima persona, tra noi c'è stato feeling a livello umano fin dal primo minuto. Come coach, parla in modo molto semplice ma allo stesso tempo in modo incisivo. È una persona positiva, pensa che tutto sia possibile e crede molto in me, dunque anche per me è tutto più semplice”.