Tra i giocatori che si sono qualificati per i quarti di finale del torneo non ci sono vincitori di Slam. E per la prima volta dal 2033 i nomi di Federer, Nadal, Djokoivc, Murray e Serena Williams non compaiono tra gli otto giocatori e giocatrici che si disputeranno l’ultimo Slam dell’anno
di Enzo Anderloni | 06 settembre 2022
Kyrgios, Khachanov, Berrettini, Ruud, Alcaraz, Sinner, Rublev, Tiafoe: uno di loro sarà domenica sera il campione degli Us Open 2022 e un inedito vincitore di Slam. Sì perché prima dei quarti di finale del torneo newyorchese sono cadute le teste coronate e la gioventù regna regina.
Altro che “Next gen”, ha twittato il profilo social del torneo: questa è “Now Gen”.
Gli otto di cui sopra sono i grandi protagonisti di oggi ma, tolto Nick Kyrgios, comporrebbero perfettamente il tabellone di un’edizione all time delle Intesa SanPaolo Next Gen ATP Finals dato che tutti sono passati dal torneo milanese (Berrettini dalle qualificazioni). Sinner e Alcaraz l’hanno vinto, gli altri nemmeno.
LA SVOLTA DEFINITIVA
E’ la svolta definiva, il cambio generazionale? E’ arrivato il momento di dire sì, anche perché viene a coincidere con un altro momento storico: è la priva volta dal 2003 che nei quarti di finale maschili non c’è nessuno dei Fab Four (Roger Federer, Rafael Nadal, Novak Djokovic, Andy Murray) e in quelli femminili non compare Serena Williams.
Federer non gioca dal luglio del 2021, Murray è n.51 del mondo con una protesi all’anca, Nadal ha perso con Tiafoe e dichiarato che non sa quando tornerà in campo, Djokovic non si vaccina, Serena Williams ha giocato il suo ultimo match.
Il serbo è stato ancora protagonista quest’anno, quando le leggi dei paesi organizzatori dei tornei hanno concesso a non vaccinati di giocare: nel 2023 compirà comunque 36 anni. Anche Nadal ha compiuto grandi imprese ma anche espresso dubbi sulla possibilità stessa di risolvere i problemi fisici con i quali convive.
E il meglio della “Next Gen”, che oltre ai protagonisti due quarti di finale comprende anche Daniil Medvedev, Styefano Tsitsipas e Alexander Zverev, è ormai pronto alla successione piena.
LA "NEXT GEN" E' "NOW GEN"
Medvedev l’ha già sancito lo scorso anno proprio a New York conquistando il primo Slam e impedendo a Djokovic di realizzare il poker Grande Slam. Fino a lunedì il russo è anche n.1 del mondo, posizione che si è meritato sul campo e che, anche se è destinato a perderla la prossima settimana, è sicuramente un suo obiettivo possibile nelle prossime stagioni.
A Tsitsipas e Zverev mancano i titoli Slam (sono arrivati solo in finale, uno a Parigi, l’altro a New York) ma hanno inciso il loro nome sul trofeo delle Nitto ATP Finals, il grande evento di fine anno del circuito mondiale, che dal 2021 e per cinque anni, ha come teatro il Pala Alpitorur di Torino.
Ora tocca a uno degli altri grandi emergenti distinguersi, candidarsi prima degli altri a un ruolo di prima grandezza. E nel novero ci sono ben due italiani, Matteo Berrettini e Jannik Sinner, che partono assolutamente alla pari degli altri, con intatte e fondate speranze di essere loro a primeggiare.
L’intruso in questo quadro di ricambio generazionale si chiama Nick Kyrgios, uno che ha brillato qualche notte sullo stesso palcoscenico dei vecchi Fab Four e che finora non si era assunto la responsabilità di diventare davvero grande (pur possedendone i mezzi). Un genio “maledetto” della racchetta, l’antitesi del tennis “politically correct”.
Beh, dovesse succedere che alla fine il nuovo primattore fosse lui, altro che svolta…