Dopo la finale del Roland Garros, Casper Ruus giocherà anche quella dello US Open. Sconfitto Karen Khachanov in tre ore di gioco
di Alessandro Mastroluca | 10 settembre 2022
La forza dell'esperienza, il valore della solidità. Casper Ruud, unico dei quattro semifinalisti dello US Open 2022 ad essere già andato così avanti in uno Slam, ha gestito meglio emozioni e tensioni contro il russo Karen Khachanov. Ha piegato il russo, il più alto dei semifinalisti, 76(2) 62 57 62 in tre ore esatte di partita.
Numero 7 del mondo, Ruud vede a questo punto aumentare le sue chances di diventare numero 1 nel ranking ATP. Sarebbe il primo norvegese a riuscirci e il primo a salire direttamente in vetta al ranking partendo da una posizione così bassa.
Nel corso della semifinale, Ruud è stato più continuo e più solido con servizio e diritto, i suoi colpi migliori. Vedere per credere il gran diritto giocato da lontanissimo con cui ha firmato il primo, a posteriori decisivo, strappo nel quarto set. O anche il mix di potenza e di morbida eleganza con cui ha condotto il match point: prima si è aperto il campo a suon di diritti da sinistra in diagonale, poi ha chiuso la partita alla prima occasione con una palla corta imprendibile.
"Penso di aver giocato un altro gran match. All'inizio eravamo tesi tutti e due, sono stato fortunato a vincere il primo set. Questo mi ha un po' calmato i nervi" ha detto Ruud. Il norvegese ha poi offerto uno spettacolo di geometrica potenza, di instancabile energia, di composto atteggiamento in campo. Soddisfatti anche i tifosi vip che hanno riempito l'Arthur Ashe Stadium. Presenti tra gli altri la rockstar Bon Jovi e l'attore Jason Briggs, conosciuto soprattutto per aver interpretato il ruolo di Jim Levenstein nella serie cinematografica American Pie e di Larry Bloom nella serie televisiva Orange Is the New Black.
In tutto il torneo, Ruud ha dimostrato di saper alzare il suo livello di gioco quando fa corsa di testa. Il 23enne è andato in crescendo nelle due settimane di Flushing Meadows. Ha sconfitto in cinque set lo statunitense Tommy Paul al terzo turno, in quattro il creativo francese Corentin Moutet negli ottavi, in tre nei quarti Matteo Berrettini in quella che suo padre e coach Christian ha definito la sua partita migliore di sempre.
Avrebbe potuto chiudere in tre set anche la semifinale contro Khachanov. Il russo ha retto sul piano dell'intensità nel primo set, ma una volta al tiebreak si è vista tutta la differenza tra i due. Lo scambio da 55 colpi che ha chiuso il tiebreak e il set si trasforma nel manifesto di quel che separa il norvegese, Top 10 ormai stabile, e il russo che pure è in Top 35 da agosto 2018 senza soluzione di continuità.
Ruud è un giocatore compiuto, il russo perde invece più facilmente le sue certezze quando viene attaccato dalla parte del diritto o quando sente che il suo campo si allunga e si allarga. E' esattamente quello che succede nel secondo set, praticamente senza storia.
Nel terzo Khachanov ritrova l'efficienza al servizio. Il russo supera i 100 ace allo US Open del 2022 e riesce ad allungare la partita con un break proprio nell'ultimo game del parziale.
Ma la continuità resta il suo principale difetto, nel corso della stessa partita e lungo una stagione. Così Khachanov inizia il quarto di nuovo con un break da recuperare, ma stavolta Ruud non gli concede occasioni per rientrare nel match.
Terzo giocatore per partite vinte nel 2022, Ruud festeggia una vittoria destinata a smentire chi ancora lo ritrae solo come uno specialista della terra battuta. Certo sul rosso ha vinto a Buenos Aires, Ginevra e Gstaad nel 2022 e giocato la finale a Parigi. Ma sul cemento è arrivato a giocarsi il titolo contro Alcaraz. Se dovesse ripetersi la finale allo US Open, allora in palio ci sarebbe anche il numero 1 del ranking ATP.
"Dopo il Roland Garros - ha detto Ruud nell'intervista a caldo in campo -, mi sentivo molto felice ma ero abbastanza umile da pensare che avrebbe potuto rimanere la mia unica semifinale Slam. Non ho parole per descrivere la gioia di averne raggiunta un'altra".