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Jannik, altro show in Australia: ora l'amarcord con Johnson

In Australia, Jannik Sinner ha solo vinto in singolare e non ha ancora ceduto un set. Sconfitto Joao Sousa, l'azzurro sfiderà Steve Johnson che ha battuto a Roma tre anni fa, annunciandosi come grande promessa del tennis

di | 18 gennaio 2022

Jannik Sinner stacca il pass per il secondo turno degli Australian Open con un’altra prova di forza. Il 20enne allievo di Riccardo Piatti piega Joao Sousa 6-4 7-5 6-1 in poco più di 2 ore e si assicura con un ace ad uscire la quarta vittoria consecutiva in questa trasferta Down Under nella quale l’azzurro deve ancora lasciare un set per strada. Dopo il k.o. ai punti contro Medvedev nelle ATP Finals Torino, Jannik allunga così a sette la striscia di successi consecutivi – con uno score di 15 set all’attivo e appena uno al passivo che ha portato gli allibratori e gli appassionati ad indicarlo come quinto favorito degli Australian Open dopo Medvedev, Zverev, Nadal e Tsitsipas. Non malaccio per un ragazzo che nelle due precedenti gite a Melbourne Park aveva vinto solo una partita – due anni or sono – e che nel 2021 si era arreso al debutto in un serale tiratissimo contro Shapovalov, condizionato anche dalle scorie del secondo titolo ATP conquistato 24 ore prima in finale su Travaglia.

Questa volta Sinner ha avuto tutto il tempo per preparare il debutto nell’Happy Slam contro Joao Sousa sulla nuovissima Kia arena, lo stadio costruito sulle ceneri di tre campi laterali e diventato il cuore dell’impianto, tra la Rod Laver e la John Cain arena. Il portoghese, nella circostanza più loser che lucky, ha opposto una resistenza apprezzabile solo nei primi due set. 

Nel primo, Sinner ha ottenuto il break decisivo nel sesto gioco grazie ad un lungolinea di rovescio, un doppio fallo di Sousa e un dritto in corridoio del 32enne di Guimaraes. Nel secondo, l’azzurro ha trovato immediatamente il break, ma ha consentito a Sousa di rientrare nel game successivo commettendo 4 gratuiti consecutivi. 

Un recupero in allungo di Jannik Sinner (foto Getty Images)

È stato quello il primo e unico piccolo passaggio a vuoto nel (caldo e ventoso) pomeriggio di Jannik, che nel dodicesimo game ha strappato nuovamente il servizio all’avversario e ha chiuso il secondo set con un urlaccio, un pugno e la bellezza di 17 vincenti.

Nel terzo set il portoghese è rimasto in scia solo per tre giochi, cioè finché Sinner ha tenuto il servizio in un game combattuto ed è salito sul 2-1. Evitata l’ultima, piccola, buccia di banana, l’azzurro ha messo insieme un parziale di 12 punti a 2 ed è schizzato via fino al 5-1, prima di chiudere sul 6-1 al quarto match point con un ace – il terzo della partita –suggellando in questo modo un match con pochissime sbavature e parecchie note positive.

Giovedì tra l’altoatesino e la prima qualificazione al terzo turno degli Open d’Australia c’è una vecchia conoscenza, quello Steve Johnson battuto quasi tre anni fa al Foro Italico, quando un Sinner adolescente recuperò da 2-5 al terzo, annullò all’americano un match point, e si presentò al grande pubblico come the next big thing.

 

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