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Serena Williams sogna lo US Open: altro che ritiro

Serena Williams giocherà Toronto per la prima volta dal 2019. Alle soglie dei 41 anni, non è ancora arrivato il momento di dire basta. A dispetto di chi la invita a dire basta perché non all'altezza del livello mostrato quando dominava il circuito

di | 15 luglio 2022

Serena Williams guarda allo US Open e si gode il fascino della storia. Sui suoi profili social ha pubblicato diverse foto della sua vacanza in Grecia con il marito Alexis Ohanian e la figlia Olympia. E' serena, di nome e di fatto, davanti al Partenone, all'Acropoli e al Panathenaic Stadium, il monumento sportivo di Atene, unico stadio in marmo del mondo.

Ma il pensiero, dopo la sconfitta all'esordio a Wimbledon contro la francese Harmony Tan al primo turno, è ancora rivolto al tennis. Serena allontana ancora l'orizzonte del ritiro. Giocherà infatti il suo primo torneo in due anni durante la stagione sul duro in Nord America. Sarà infatti protagonista al National Bank Open, il WTA 1000 che quest'anno si giocherà a Toronto (il Masters 1000 maschile si giocherà a Montreal, e l'anno prossimo le sedi saranno invertite), in cui è entrata direttamente in tabellone sfruttando il ranking protetto.

Tre volte vincitrice del torneo, Serena ha giocato per l'ultima volta in Canada nel 2019 quando arrivò in finale contro Bianca Andreescu, presente anche quest'anno grazie a una wild card.

L'entry list, guidata dalla numero 1 del mondo Iga Swiatek, contiene 41 delle prime 43 giocatrici nel ranking WTA e tutte le prime 10. Ci saranno, tra le altre, la campionessa di Wimbledon Elena Rybakina, la finalista del Roland Garros Coco Gauff, la grande speranza canadese Leylah Fernandez. 

Serena, che a settembre compirà 41 anni, continua ad inseguire quel 24mo titolo Slam in singolare che le permetterebbe di raggiungere il primato di Margaret Court. Ma non ha più conquistato un major dal 2017. Insieme a un invidiabile spirito competitivo, e alla disponibilità di mettersi costantemente in gioco dimostrata anche ai Championships, l'immagine attuale di Serena è lontana da quella degli anni migliori.

In casi come questi, quando i campioni iniziano a declinare per sopraggiunti limiti di età, i tifosi spesso invocano il ritiro come una via per non sporcare il blasone passato con le difficoltà del presente.

I 40 anni di Serena Williams, da bambina prodigio a mamma da record

Ma come ha sottolineato Jack Kessler sull'Evening Standard, l'illusione per cui sia più indicato ritirarsi quando si è ancora al vertice, come sono riusciti a fare Pete Sampras o Flavia Pennetta pochi mesi dopo lo US Open del 2015, deriva da una distorsione dell'idea di tifoseria. Serena Williams, scrive, come altri idoli agée dello sport mondiale come Cristiano Ronaldo o la stella del football americano Tom Brady "non giocano per noi. Se vogliono continuare a giocare per amore della competizione, per divertimento, o per guadagnare ancora qualche bonus in più, buon per loro. Non altera in alcun modo la loro legacy".

Lo sport non è come l'arte, nessuna pennellata di troppo può appesantire il quadro d'insieme. L'importanza nel tennis di Bjorn Borg non è certo diminuita dal suo anacronistico tentativo di rientro segnato da una serie di allegre sconfitte. Così come le ultime sconfitte di Muhammad Ali contro Larry Holmes e Trevor Berbick non tolgono nulla al valore del suo messaggio, né a  Rumble in the Jungle o agli storici combattimenti contro Joe Frazier.

Poi c'è un ultimo aspetto da considerare. In fondo, un ultimo exploit potrebbe essere sempre dietro l'angolo.

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