La partita decisiva delle WTA Finals promuove a sorpresa due talenti offensivi molto discontinui che eliminano le favorite Swiatek e Sakkari. Mai confronto è stato più equilibrato
di Vincenzo Martucci | 07 novembre 2022
Il bello delle donne è che sanno sempre sorprenderti. Nello sport ancor di più, nel tennis di più ancora. Sempre. Figurarsi alle WTA Finals dove le due favorite per la partita decisiva, la numero 1 del mondo Iga Swiatek e la 5 Maria Sakkari - imbattute nei round robin - lasciano spazio ad Aryna Sabalenka e Caroline Garcia. Cioé due giocatrici che pur dopo un lungo inseguimento non erano mai arrivate a giocarsi un titolo così importante e che, a febbraio, non sarebbero mai state pronosticate come protagoniste dell’ultimo, importantissimo, torneo del circuito. Due di qualità, certo, ma anche di clamorose cadute e risalite.
Due che, strada facendo, si sono ricostruite e hanno perso i pezzi, l’una perché ha smarrito il servizio - non riusciva praticamente a metterlo più in campo e doveva spesso battere da sotto, travolta dalla vergogna sotto una marea di doppi falli -, l’altra perché è stata lasciata dal coach del rilancio a una settimana dal Super8 di Fort Worth per colpa del solito papà ingombrante, eppure ha raggiunto l’ultima partita delle Finals a 29 anni, la più anziana dopo Venus Williams nel 2017.
Due che, comunque, hanno il pugno del ko e dentro, hanno una forza super che alternano a cadute clamorose e anche strazianti.
RISCATTO
Se fra gli uomini, Holger Rune ha sorpreso il mondo battendo 5 top 10 in 5 giorni, Sabalenka è appena la terza degli anni 2000 a superare la numero 1 (Swiatek), la 2 (Jabeur) e la 3 (Pegula) nello stesso torneo dopo Venus Williams alle Finals 2008 (contro Safina, Jankovic e Serena Williams) e Serena a Miami 2002 (contro Hingis, Venus e Capriati).
E’ anche la prima Top 10, dopo 15 partite quest’anno, a stoppare nei confronti diretti super Swiatek, infliggendole la nona sconfitta contro 67 successi e 8 tornei conquistati. Col 6-2 2-6 6-1 di domenica, dopo lo 0-4 nella stagione contro Iga, la bielorussa ha riscattato soprattutto le semifinali degli US Open di settembre quand’era stata avanti 4-2 al terzo set ma s’era fatta raggiungere e superare dalla polacca.
Nel segno, peraltro, delle precedenti, tragiche, esperienze Slam, perché era sempre crollata un passo prima di giocarsi finalmente la prima finale Major, a Wimbledon e agli US dell’anno scorso, dov’era stata sempre sconfitta per 6-4 al terzo set. Marchiata dai risolini delle avversarie con la lettera scarlatta della “loser”, della perdente, etichetta che ha aggravato ulteriormente il problema doppi falli allontanandola dal vertice al quale sembrava destinata da tempo. E al quale si riavvicina adesso, a 24 anni, giocando la prova decisiva delle WTA Finals. Dopo tante batoste, saprà sostenere l’impatto psicologico di questa sfida?
POTENZA
Aryna è stata subito adottata dal pubblico del Texas che, affascinato dalla sua perentoria potenza, l’ha letteralmente spinta oltre l’ostacolo-Swiatek con un tifo assordante e violento. Premiandola per i 12 ace - record stagionale -, per le consuete sbracciate da fondo e per il coraggio. Sì, perché, mentre la numero 1 ha aspettato un po’ troppo l’errore di un’avversaria al solito generosa sotto pressione, stavolta Sabalenka ha spinto a tutto andare, senza mai togliere il piede dall’acceleratore, prendendosi rischi estremi piuttosto che correre dietro palle-saponetta e stancarsi di gambe e di testa. Tornando così a battere una numero uno del mondo 548 giorni dopo l’impresa contro Ash Barty a Madrid dell’anno scorso.
INIZIATIVA
Chi saprà prenderà prima e meglio l’iniziativa fra Sabalenka e Garcia? La storia fra la 24enne di Minsk e la 29enne di Saint-Germain-en-Laye è equilibrata più che mai. Sono rispettivamente n.7 e n.6 in classifica, hanno vinto entrambe 10 titoli di singolare e 6 e 7 di doppio, dove entrambe hanno firmato 2 Slam mentre in singolare si sono sempre fermate alle semifinali. Hanno guadagnato premi vicini (11milioni 400mila dollari la bielorussa, 13milioni 400 mila la francese), entrambe hanno battuto quest’anno la numero 1, Swiatek (Caroline a Varsavia, Aryna a Fort Worth), e nei testa a testa sono 2-2: con tre soluzioni al terzo set, le prime due nel 2018 a favore di Aryna, le ultime due di “Caro” che si è aggiudicata anche l’ultima, quest’anno a Cincinnati.
Sabalenka è stabile fra le top 10 da 4 anni, Garcia ci è arrivata prestissimo, s’è eclissata, a metà giugno era ancor n.75 del mondo, alla vigilia degli US Open era n.17, dopo le ultime prestazioni in Texas, comunque vada la finale, chiuderà l’anno almeno da numero 5. Proprio come Sabalenka.
Chi delle due attaccanti prenderà prima il pallino del gioco? Chi saprà insistere e non deragliare dal suo credo tennistico? La chiave sarà il servizio, dopo che era diventato il cruccio di “Caro” e che è diventato il dramma di Aryna, dopo che tutt’e due ci hanno lavorato tantissimo con l’allenatore, con lo psicologo e, Sabalenka, anche con un esperto di biomeccanica. In semifinale, Garcia ha vinto 18 degli ultimi 20 servizi, Sabalenka ha commesso “solo” 9 doppi falli, aggiudicandosi il 68% di prime, ha perso 4 volte la battuta contro una delle risposte migliori del circuito, ma ha restituito il break 6 volte.
Il bello delle donne è che sanno sempre sorprendenti, e sorprendersi. Che succederà stavolta fra due tigri capaci davvero di tutto, anche di trasformarsi in timide gattine? L’anno si chiude con la domanda di sempre, poster ideale di un movimento che non sa pubblicizzare al meglio i suoi personaggi ma che regala sempre emozioni e sorprese.