Novak Djokovic è costretto a una maratona contro Stefanos Tsitsipas che perde i primi due set ma lo trascina al quinto con un tennis da applausi. Ma nel parziale decisivo non c'è storia
di Alessandro Mastroluca | 09 ottobre 2020
Nonostante la pioggia, il freddo, le palle pesanti, il tetto, le sorprese, alla fine a giocarsi il titolo del Roland Garros autunnale ci saranno ancora loro due. Novak Djokovic e Rafa Nadal, numero 1 e 2 del mondo, i due giocatori con più partite vinte a Parigi. Saranno di fronte per la 56ma volta, la nona in una finale Slam.
Djokovic è un uomo di marmo. Vince due set, subisce la rimonta di un Tsitsipas sontuoso che lo porta al quinto, annulla palle break su palle break, gli urla in faccia tutto il suo orgoglio. Ma è come l'avversario dell'orsetto con le pile che durano di più. Alla fine le gambe non girano più. A Djokovic vanno eccome. Finisce 63 62 57 46 61 contro il numero 6 del mondo. "Sono un adulto ormai, e non un ragazzino della Next Gen" diceva Tsitsipas in settimana. Ha dimostrato che non erano solo parole.
Il serbo salva così la quinta finale al Roland Garros, la 27ma in uno Slam. Il numero 1 del mondo ha concesso e salvato quattro palle break nel primo turno di battuta del match. Djokovic, come sempre freddo nei momenti decisivi delle partite, sale 2-0 con un gran vincente di dritto e salva un'altra palla break al termine di uno scambio da 23 colpi. Un punto che sembra spegnere la resistenza di Tsitsipas.
Il greco ha fatto grandi progressi dal lato del dritto, ha accorciato il movimento per anticipare di più e prendere il controllo, perde campo se attaccato dalla parte dell'armonico rovescio a una mano. Nel secondo set è anche molto negativo come atteggiamento e si ritrova ad affrontare una missione impossibile: rimontare per la seconda volta due set di svantaggio. Ma un conto è riuscirci al primo turno contro Jaume Munar, un altro nella seconda semifinale Slam, e nel primo confronto in uno Slam contro un numero 1 del mondo.
Tsitsipas, che puntava a diventare il finalista Slam più giovane dai tempi di Juan Martin Del Potro allo US Open del 2009, squaderna il suo tennis migliore negli ultimi game del terzo set. Djokovic vince un paio di punti tra i migliori della partita, da rivedere lo scambio con cui ha ottenuto il break del 4-4.
Ma il serbo perde gli ultimi due turni di battuta del set, Tsitsipas salva un match point, si esalta e allunga al quarto per la gioia di papà Apostolos che si alza per lasciar sfogare la tensione.
Nel quarto Tsitsipas va avanti di un break, perde subito il vantaggio ma resta attaccato alla partita. Gioca come per affermare a se stesso e al mondo che quanto detto in settimana non era soltanto una bella frase: "Ho riscoperto quanto so essere un lottatore". Anche sulla terra battuta che raramente è stata considerata la superficie
E lo dimostra eccome. Salva 10 palle break su 11, tiene un livello di gioco altissimo per tutto il quarto set mentre Djokovic appare più instabile da dietro e con la seconda di servizio (3 doppi falli). Papà Apostolos batte il cinque sul set point, giocato in risposta, ma prima ancora che serva Djokovic. L'istinto di padre non sbaglia, la palla corta stanca del serbo si arrende alla gravità quasi prima di toccare la rete. Il quinto set però scava un solco che è prima di tutto fisico. Tsitsipas ha problemi muscolari a una gamba e si vede.
Djokovic, integro e implacabile, si prepara a scrivere il capitolo numero 56 della rivalità da leggenda nell'era Open. Sarà la nona finale Slam che giocherà contro Nadal. Ne hanno vinte quattro a testa. Adesso tocca a loro, ancora una volta.