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Non solo giovani, Cecchinato a Roma rilancia la generazione di mezzo

Il palermitano, rigenerato da coach Sartori, rilancia un folto gruppo di giocatori italiani che può ancora dire la sua. Anche se Sinner e compagni hanno bruciato le tappe e promettono il Paradiso

di | 15 maggio 2023

Marco Cecchinato (foto Fioriti)

Cecchinato ha perso, viva Cecchinato. La sconfitta di Roma, amara, deludente, con recriminazioni, di Marco Cecchinato contro un avversario non così impossibile come Yannick Hanfmann, non deve confondere e anzi deve far riflettere in positivo. Soprattutto in questo momento particolarmente positivo del settore tecnico maschile. Nel rispetto di quanto ha fatto “Ceck” come apripista del Rinascimento italiano, approdando a sorpresa alle semifinali del Roland Garros 2018, ed aprendo così gli occhi a tanti colleghi, che lo avevano battuto e ci avevano fatto match pari in allenamento tutti i giorni, e così hanno avuto una decisiva spinta ad eguagliarlo.

E quindi anche a superarlo, coach inclusi. Quel messaggio tanto importante all’epoca per gli attuali  “Moschettieri”, Berrettini, Sinner, Sonego e Musetti, prima, e per i tanti altri giovani che incalzano e promettono un futuro di soddisfazioni, vale anche adesso. Forse ancor più imperituro e decisivo per la generazione di mezzo, quella precedente alla Generazione Z.

NOI SIAMO I GIOVANI
Certo, a vedere i 19 anni di Nardi, i 20 di Maestrelli, i 21 di Sinner, Musetti, Zeppieri, Bellucci, Darderi, Cobolli e Gigante, i 22 di Arnaldi, Passaro, Ferrari e Federico Arnaboldi, la tentazione di distrarsi dagli altri è istintiva e forte. Anche perché molti di questi ragazzi hanno mostrato qualità tecniche e mentali che già li collocano molto più avanti della loro età anagrafica, con picchi di altissima qualità, a che come risultati.

A cominciare da Sinner e Musetti. Hanno scavalcato virtualmente in precocità e potenzialità la ex Next Gen che pure era  notevole. E, settimana dopo settimana, esprimono continuamente nuovi progressi e nuove qualità. Ma dietro di loro ci sono altri giovanissimi che ancora non hanno una classifica di spicco ma premono e possono esplodere, dai due Tabacco a Serafini, Rottoli, Piraino, Potenza.

Jannik Sinner e Lorenzo Musetti (foto Getty Images)

EVER GREEN
Ma certo, pur coi suoi acciacchi, non si può considerare vecchio, né esaurito il 27enne Berrettini, né, con la sua tardiva esplosione si può retrocedere il solido Sonego, suo coetaneo e amico del cuore. Allo stessa maniera, il 24enne Jacopo Brrettini, i 25enni Julian Ocleppo e Moroni, i 26enni Brancaccio e Pellegrino, e tanti altri ancora che oggi navigano nel limbo della classifica, meritano attenzione perché sicuramente sono ancora inespressi. Così come Vavassori, che s’è appena affrancato dalla riduttiva etichetta di specialista di doppio, esprimendosi a buon livello anche come singolarista nel segno di un gioco classico che - fortunatamente - non tramonta.

A Roma, il 30enne Cecchinato, pur dopo un anno nero, ha dimostrato che si può sempre risorgere e si può ricominciare a scrivere una carriera che pure ha già regalato pagine meravigliose. Figurarsi se queste pagine ancora non sono sette scritte. Così devono pensare il 25enne Fonio, il 28enne Mager, il 29enne Bonadio, gli altri 30enni, Agamennone e Caruso, i 31enni Giustino, Travaglia e Gaio, il 32enne Giannessi, che già qualche segnale l’hanno dato, magari sporadico, ma significativo. Nel segno di Fabio Fognini che, anche convalescente da infortunio, con la sua classe e la sua voglia, è ancora competitivo a 35 anni, E, a Roma, si è allungato ancora un po’ la carriera.


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