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Martina Trevisan e Coco Gauff, così lontane e così vicine: la sfida

La Trevisan e la Gauff si incrociano in una tappa decisiva dopo un percorso molto diverso, così come diverse sono le aspettative

di | 02 giugno 2022

Martina Trevisan ha 28 anni ed è n.59 del mondo; Cori gauff ha 18 anni ed è n.23 del mondo

Martina Trevisan ha 28 anni ed è n.59 del mondo; Cori Gauff ha 18 anni ed è n.23 del mondo (Foto Getty Images)

Quanto sono diverse e lontane Martina Trevisan e Coco Gauff i cui destini si incrociano nelle semifinali del Roland Garros? Non fidatevi delle apparenze, in realtà, al di là dell’aspetto, della storia, delle caratteristiche anche tecniche, hanno una matrice comune.

Sono tutte e due figlie della stessa matrice, cioè di genitori appassionati di sport ed ex atleti. Martina si chiama così in onore dell’immensa Navratilova, perché mamma Monica, maestra di tennis, l’adorava, e papà Claudio ha giocato a calcio anche in serie B. Papà Gauff, Corey, ha giocato a basket al collage per Georgia State e mamma Candi è stata una star dell’atletica per Florida State. 

UNA STORIA IMPORTANTE 

Martina Trevisan è nata a Firenze il 3 novembre 1993, sotto il segno dello Scorpione, vive a Pontedera - la patria della Vespa -, classica mora italiana, alta appena 1.60, secondo la WTA, ma probabilmente arriva a 1.63, mancina, per un po’ è rimasta in scia del fratello maggiore di 4 anni, Matteo, grande speranza junior mai sbocciata da pro (vinse il Bonfiglio 2007 e arrivò al numero 1 mondiale) mentre lei, già da under 16, prometteva molto sfoggiando il suo dritto-lampo inside-out e faceva capolino nei primi tornei pro. Invece, frenata dai pensieri e da un impellente bisogno di evasione, ha staccato la spina, è tornato a scuola e ai primi amici, poi ha capito che il suo destino non era comunque l’università e si è riavvicinata alla racchetta da maestra di tennis al circolo locale.

Finché, dopo 4 anni di oblìo, dal 2010 al 2014, ha deciso di riprovarci, ha capito che il tennis le aveva ridato la gioia, e ha cominciato veramente a correre con l’aiuto di Giancarlo Palumbo, responsabile del Centro tecnico federale di Tirrenia e del mental coach FIT, Lorenzo Beltrame. Così, ripartendo dai tornei ITF, pian pianino, ha cominciato a bussare alla porta degli Slam passando per la finestra delle qualificazioni, e ha scalato la classifica: top 150, 100 finché è arrivata al numero 59 del mondo, grazie al primo titolo WTA, che ha vinto a Rabat alla vigilia del Roland Garros. Posizione che ha migliorato portandosi almeno al 26 WTA, da lunedì, grazie alle semifinali in questi indimenticabili giornate parigine. Con le quali ha migliorato i quarti del 2020 quand’era partita dalle qualificazioni e aveva superato anche Coco Gauff, ancora bambina, per 4-6 6-2 7-5. 

Dietro il sorriso luminoso e contagioso di Martina si cela una storia e tanta voglia di riprendersi quei 4 anni che il destino le ha tolto, facendole forse un favore perché l’ha aiutata a maturare e insieme a provare anche quella vita da ragazza qualunque che il tennis “full time” le negava da adolescente. Ma che era in fondo il suo grande amore. Che sviluppa in campo con un gioco vario, fatto di solidi colpi da fondo ma anche con smorzate e discese a rete, capacità di tagliare e lavorare la palla in tutto i modi, mettendo quindi in difficoltà il gioco monocorde di molte avversarie cresciute sul cemento. Com’è stato il caso di Leylah Fernandez e come potrebbe accadere anche con Coco Gauff

PROGETTO COCO

Cory Gauff, che si è presto autonominata Coco, è nata ad Atlanta il 13 marzo 2004, sotto il segno dei Pesci, con le sue leve lunghe sembra più alta di 1.75, ed è la più giovane top 100 della classifica WTA al numero 23. Per lanciare la sua carriera tennistica, i Gauff si sono trasferiti da Atlanta a Delray Beach, in Florida, quando la bimba aveva 7 anni.

Papà si è riciclato head-coach e mamma prima maestra e poi manager, e seguono la figlia sin dai primi passi da bambina prodigio che batte da sempre record di precocità a raffica ed è stata numero 1 del mondo juniores grazie al trionfo al Roland Garros 2018. Solo dopo aver compiuto i 18 anni la bella atleta può frequentare regolarmente il circuito WTA senza le limitazioni per le teen-agers che sono stage imposte dal delicato caso di Jennifer Capriati.

E per l’erede naturale delle sorelle Williams, fenomenale veicolo del mercato afroamericano, è stato un aiuto fondamentale per togliersi di dosso enormi pressioni.

NODO DECISIVO

Com’è giusto che sia Martina Trevisan e Coco Gauff si ritrovano d’accordo nel definire questa semifinale di Parigi come una partita molto importante ma non decisiva. E’ ovvio che dicano e pensino così. Anche perché in realtà l’italiana ha già fatto tantissimo, più di quanto ci si aspettasse da lei - sarebbe interessante sapere che cosa si aspettasse in realtà lei da se stessa -, lunedì arriva al numero 26 del mondo, superando Camila Giorgi come numero 1 italiana nel ranking ed entrando in una nuova dimensione negli Slam, da testa di serie, così come, anche nei guadagni, può prendersi qualche importante soddisfazione. Mentre la statunitense è ancora giovanissima, è nel gruppetto delle Next Gen più accreditate per i grandi successi, e in fondo quello sulla terra rossa di Parigi è il meno prevedibile. 

In realtà questa semifinale segna una tappa fondamentale nella carriera e nella vita di entrambe, come lo sarebbe per chiunque. La vivranno a modo loro, in modo diametralmente opposto: l’italiana dovrà variare lo scambio al massimo per confondere gli schemi da cemento della statunitense e costringerla a pensare, anche in considerazione della giovane età e della scarsa esperienza a livello di grandi partite nei grandi tornei. Le è riuscito benissimo contro la Fernandez, quand’ha fatto esattamente il contrario di quanto si aspettasse la finalista degli ultimi US Open: ha tirato quando l’altra si aspettava che alzasse ed era già pronta ad adeguarsi, per prendere campo, e ha invece alzato altre traiettorie profonde quando la canadese si aspettava che Martina tirasse e spingesse al massimo. Così ha tolto il tempo all’avversaria sfruttando la superficie dove l’italiana è nata e cresciuta.

Gauff si fa preferire, come avversaria, a Sloane Stephens (che ha perso contro Coco) perché, da campionessa e finalista Slam, avrebbe avuto più esperienza di questi particolari tornei. Mentre l’avversaria della Trevisan non era mai andata finora oltre il quarto turno nei Majors. Ha più potenza e soluzioni della Fernandez ma è anche destrorsa, e quindi, sulla carta, è meno complicata da affrontare di Laylah, mancina come Martina. Riuscirà a sua volta a dosare forza e lucidità, irruenza giovanile e tattica?

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