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La magia Next Gen e il sogno di una finale tutta italiana

Pubblico calorosissimo ed entusiasta già dalla prima partita della sessione pomeridiana alle Intesa Sanpaolo Next gen ATP Finals all’Allianz Cloud di Milano. Inaugurano l’arena e le nuove regole Francesco Passare e il ceco Lehecka, che vince un match spettacolare anche grazie alla cornice unica di una manifestazione che non ha eguali. Bene Musetti all'esordio

di | 08 novembre 2022

L'ingresso in campo di Francesco Passaro per il match inaugurale delle Intesa Sanpaolo Next gen ATP Finals 2022

L'ingresso in campo di Francesco Passaro per il match inaugurale delle Intesa Sanpaolo Next gen ATP Finals 2022

Il gioco di luci del light designer, i ledwall che delimitano e infiammano i limiti del campo, ridotto all’essenziale, cioè senza i corridoi che per il singolare non servono, la musica 'tunz tunz': l’atmosfera dentro all’Allianz Cloud di Milano è unica. Le Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals sono un torneo che non ha eguali, sia per chi lo gioca che per chi se lo va a gustare.

Quando mai prima Francesco Passaro avrà provato i brividi di entrare in campo con il buio in sala, gli schemi a led del fondocampo incendiato di rosso con il suo nome e il suo volto, l’occhio di bue che lo segue mentre va a posare il borsone sulla sua panchina. Ha trovato per il match d’esordio, contro il ceco Jiri Lehecka, un pubblico già caldo per l’attesa di questo evento particolare, pronto a gratificarlo con un entusiastico “Francesco, Francesco” che tradiva nel suono la giovanissima età dei tifosi, per cui l’incitamento poteva velocemente diventare “Forza Fra’”. Poi la partita non è andata come avrebbe voluto, ma quei momenti, quando li scorderà?

Sono pochi i posti dove si possono godere le partite dal vivo come all’Allianz Cloud, 5.000 posti, dimensione perfetta per il tennis grazie alla quale anche il posto a sedere più lontano in realtà non è lontano affatto. L’allestimento per le Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals fa il resto della differenza, con la curiosità quest’anno di valutare le ennesime innovazioni regolamentari che fanno del torneo un vero e proprio laboratorio per sperimentare le formule più efficaci da applicare nei tornei del circuito.

Shot clock da 25 secondi tra un punto e l’altro, arbitraggio elettronico senza giudici di linea, partite al meglio dei cinque set ma corti, ai 4 game, punto secco sul 40 pari, porta asciugamani a bordo campo, possibilità per il pubblico di muoversi sulle tribune durante gli scambi, musica a palla: un altro mondo del tennis che alla vigilia della prima edizione, nel 2017, sembrava fantascienza e oggi è la personalità di una manifestazione che ha visto passare tutti i primi della classe dell’attuale ranking ATP. Con la constatazione che gran parte di quelle regole sperimentali sono già state applicate in tutti i grandi tornei e quando capita che manchi, per esempio, l’arbitraggio elettronico, come si è visto recentemente a Parigi/Bercy, si ha la sensazione di vivere un anacronismo.

Nel match di esordio di questa quinta edizione si sono visti le ulteriori novità del 2022, la più eclatante delle quali è il cambio di campo ridotto a due soli momenti per set: dopo il terzo gioco e alla fine. Un ulteriore modo per togliere tempi morti alla partita, insieme alla riduzione a soli 15 secondi del tempo a disposizione tra un punto e l’altro nel caso di ace, doppio fallo o errore alla risposta, cioè quando lo scambio non parte.

Quest’ultima ha avuto poco impatto sul gioco: i giocatori si sono adeguati immediatamente. Come tutti si sono abituati ai giochi che finiscono con il punto secco sul 40-40 (con chi serve che decide da che lato battere) ed è sembrato un’anomalia, troppo lungo, il tie-break normale a i sei punti giocato da Passaro e Lehecka nel secondo set.

Piace la formula Next Gen, entusiasma. Aiutata in queste ultime stagioni dalla crescita di una strepitosa Next Gen Italiana che ha visto la vittoria di Sinner nel 2019 e porta quest’anno alla presenza di ben tre dei nostri tra gli otto protagonisti (e di 10 italiani tra i primi 25 della classifica ATP Pepperstone Race to Milan che determina le qualificazioni per le Finals).

Inutile nascondere che il sogno sarebbe una finale tutta azzurra, Lorenzo Musetti da una parte (all'esordio ha superato con sicurezza il cinese di Taipei Tseng ) e Francesco Passaro o Matteo Arnaldi dall’altra a sancire l’epoca d’oro che si prospetta. La realtà è però che il livello degli avversari è altissimo: i vari Draper, Nakashima, Lehecka, Tseng, Striker sono già giocatori veri, con esperienze e scalpi importanti strappati nel circuito maggiore. Ma a Milano si sogna lo stesso: è lo spirito delle Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals che ti porta a farlo, in campo e sugli spalti. E’ la magia del futuro che ti viene incontro a braccia aperte.

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