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Kyrgios a Washington lo fa un’altra volta: ma non quello che t’aspetti

L’australiano ripete il successo del 2019 battendo in finale il giapponese Nishioka. Ha colto il suo settimo titolo senza mai farsi strappare il servizio nella settimana. Con questo successo sale al n.21 della Pepperstone Race to Turin

di | 08 agosto 2022

Nick Kyrgios ne fa di nuovo una delle sue ma questa volta non è una pazzia: è la riconquista di un titolo, quello dell’ATP 500 di Washington, dove aveva già trionfato nel 2019. Il successo, che rappresenta il suo settimo titolo in carriera, arriva dopo una settimana strepitosa che lo ha visto procedere sino a poter sollevare il trofeo senza mai perdere il servizio.

A strappargli anche un solo turno di battuta non erano riusciti né Tommy Paul, né Reilly Opelka. Neppure Frances Tiafoe che nei quarti di finale lo aveva costretto a salvare 5 match-point (nel tie-break del secondo set) o Mikael Ymer in semifinale.

Non stupisce che abbia fallito nell’impresa anche il giapponese Yoshihito Nishioka, suo avversario in finale. Nonostante stesse esprimendo un tennis da sogno, lui, n.96 del mondo, capace di battere sui campi in duro della capitale Usa gente come Jenson Brooksby, Alex De Minaur, Karen Khachanov, Daniel Evans e Andrey Rublev, si è dovuto inchinare al grande talento dell’avversario che si è imposto 6-4 6-3, in un’ora e 21 minuti.

Kyrgios appare trasformato: per la prima volta in carriera riesce ad arrivare fino alla finale in due tornei consecutivi: il precedente era quello di Wimbledon, dove a fermarlo fu la classe di Novak Djokovic.

Negli ultimi 40 giorni il 27 australiano ha uno score di 12 vittorie e una sola sconfitta, quella con il serbo. Il successo di Washington gli consente di salire al n.37 del Pepperstone ATP Ranking e addirittura al n.21 della della Pepperstone Race to Turin, la classifica che qualifica per le Nitto ATP Finals di Torino. E Nick comincia a farci un pensierino.

Vederlo sdraiato sul campo sorridente e non per inscenare una di quelle performance che gli hanno appiccicato addosso l’etichetta di “bad boy” è una gran bella notizia per gli appassionati di tennis. E lui è il primo a goderne.

"È davvero una grande emozione per me", ha detto nell’intervista a caldo sul campo. "Se penso dov'ero l'anno scorso (era n.80 del mondo ma poi è sprofondato anche fino al n.137 n.d.r.) e dove sono oggi, una trasformazione incredibile. Ho tirato fuori una grande energia. Oggi sapevo di avere l’esperienza dalla mia parte. Amo questo campo, ho giocato tante belle partite qui: oggi sono davvero felice”.

"Ho attraversato momenti davvero oscuri - ha spiegato - ma sono riuscito a cambiare le cose... Tante persone mi hanno aiutato, ma sento di aver mostrato una forza notevole per continuare, tenere duro e superare tutti quei momenti. Ed essere ancora in grado di giocare come oggi e vincere tornei come questo".

E’ davvero un Kyrgios trasformato? Il prossimo test è alle porte: al primo turno dell’ATP Masters 1000 di Montreal lo aspetta un solido emergente come l’argentino Baez. E, in caso di vittoria, è previsto un faccia a faccia con Daniil Medvedev, n.1 del mondo.

A proposito di trasformazioni: Nick è diventato anche stakanovista. Già che c'era a Washington ha vinto anche il doppio, in coppia con lo statunitense Jack Sock. In finale hanno battuto 7-5 6-4 la coppia Krajicek/Dodig.

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