Da inizio mese finalmente si può tornare a giocare a tennis e non solo in Italia: le regole sono cambiate ma la passione è sempre la stessa. Lo stop dell’attività internazionale è prorogato a fine luglio ma intanto ci si organizza come si può. Fabio approfitta della pausa per operarsi alle caviglie
di Tiziana Tricarico | 24 dicembre 2020
Con il via della Fase 2 in Italia inizia ad allentarsi il lockdown e da lunedì 4 si può tornare a giocare a tennis, seppure con le limitazioni del dpcm del 26 aprile. In Germania va in scena il primo torneo della nuova era: zero spettatori, zero raccattapalle, ma diversi giocatori pronti a scendere ugualmente in campo. L’evento si chiama “Tennis Point Exhibition Series” e si svolge a porte chiuse a Hoehr-Grenzhausen, piccolo centro di 10mila abitanti nella Renania-Palatinato. Il torneo è riservato ai giocatori che risiedono nella regione: tra i volti noti c’è Dustin Brown, estroso giamaicano naturalizzato tedesco, uno dei promotori dell’iniziativa.
Il format prevede un girone all’italiana da 8: oltre Brown sono in gara, tra gli altri, anche Yannick Hanfmann e Benjamin Hassan. Le regole di punteggio sono quelle delle Next Gen Atp Finals. Si gioca senza pubblico e ci sono solo tre persone in campo: il giudice di sedia (sempre con la mascherina) e i due giocatori, con questi ultimi che entrano ed escono attraverso ingressi differenti e nelle pause sono seduti uno di fronte all’altro in modo da non incrociarsi mai a rete. Benjamin Hassan, 25enne tedesco n. 354 ATP, è il primo tennista a giocare un intero match con la mascherina (gli altri, come Dustin Brown, la usano solo all’inizio preferendo toglierla durante la gara). Niente raccattapalle, obbligatori guanti e mascherina per il giudice arbitro che ha anche il compito di pulire le panchine con lo spray disinfettante. Fuori dal campo poi i tennisti mangiano rigorosamente cibi preconfezionati e al tavolo da soli.
Ritorno in campo - Si comincia (forse) a vedere la luce in fondo al tunnel. Mercoledì 6 Fabio Fognini torna ad allenarsi in campo, insieme alla moglie Flavia Pennetta, al circolo di Arma di Taggia dove è cresciuto e ha trascorso il lungo periodo di lockdown provocato dalla pandemia da Coronavirus.
Primi colpi anche per Jannik Sinner a Bordighera, all’Accademia di Riccardo Piatti, il suo coach: “Mi sento molto grato di essere tornato in campo. Auguro a tutti il meglio e continueremo a combattere”. Complessivamente il 18enne altoatesino seguirà un macro-ciclo di sette settimane, poi a seconda di quando riprenderà la stagione deciderà con il suo staff cosa fare: intanto giocherà 4-5 volte a settimana a tennis.
Il più veloce di tutti - “Molto meglio che i primi giorni di scuola”. Il sorriso di Lorenzo Sonego si intuisce dietro la mascherina. Il piemontese (n.46 ATP) già il lunedì 4 si allena con l’amico e coetaneo Andrea Vavassori (n.278 ATP) sui campi in terra del Circolo della Stampa Sporting di Torino, la sua città. Con loro ci sono Gipo Arbino, l’allenatore che segue Lorenzo da sempre, e Davide Vavassori, il papà/coach di Andrea. Gli spogliatoi e il bar ovviamente sono chiusi, nel rispetto delle norme sanitarie.
Al cambio di campo nuovi rituali: prima di prendere asciugamano e bottiglietta d’acqua Sonego versa un po’ di gel igienizzante sulle mani e comincia a sfregarsele. “L’importante è disinfettarsi spesso le mani, non toccarsi la faccia o i capelli in allenamento non ho problemi perché indosso sempre il cappellino, mentre in partita di solito metto la fascia - dice -. La gioia di riprendere la racchetta in mano dopo tante sedute di preparazione fisica è veramente tanta”.
L’”esilio” americano - "Stagione 2020 finita? Spero di no, ma ho grossi dubbi. Io sono per giocare, ma la cosa fondamentale ora è fermare il virus e poi ripartire con il tennis normale. Non credo valga la pena fare ripartire i tornei, ma è la scienza che ce lo deve dire". Matteo Berrettini, numero 8 del ranking - che sta trascorrendo il lockdown a Boca Raton, in Florida, insieme alla fidanzata Ajla Tomljanovic (n.56 WTA) - si mostra piuttosto dubbioso sulla ripartenza del tennis internazionale.
Il numero uno azzurro ha una sua idea anche sugli aiuti economici ai giocatori di classifica medio-bassa che sono in particolare difficoltà: "Il piano di aiuti di Djokovic? Preferisco concentrarmi su situazioni più complesse, come un ospedale, una famiglia in difficoltà, piuttosto che un tennista". Ma non ha preclusioni: "Ci sono tanti giocatori che hanno bisogno di aiuto e vanno in rosso. Il progetto è una cosa molto positiva per il tennis e dimostra che i campioni tengono anche ai colleghi delle retrovie".
Ottimismo per le Davis Cup Finals - Tra gli appuntamenti più importanti di quel che resta di una stagione travolta dal Coronavirus ci sono le finali di Davis in calendario a Madrid dal 23 al 29 novembre.
E la Caja Magica vuole farsi trovare pronta, questo il significato del messaggio di Albert Costa, direttore dell’evento: "Siamo ottimisti perché è l'ultimo torneo dell'anno. Speriamo che nei prossimi mesi la situazione cambi e che tutti i paesi potranno viaggiare e raggiungere Madrid. La situazione in Spagna è stata molto complicata, ma ora ricominciamo a vedere la luce. Speriamo che l'evoluzione sia positiva, così da riprendere la nostra vita”….
“Si vax” per Rafa - Se Djokovic si schiera dalla parte dei “no vax” - il numero uno del mondo si era detto contrario alla vaccinazione obbligatoria contro il Coronavirus per tutti come condizione per poter viaggiare e giocare nel circuito - Nadal è di tutt’altro avviso: “Nessuno può essere forzato ed ognuno è libero ma se ci sarà l’obbligo di vaccinarsi per proteggere tutti, allora sia io che Nole dovremo farlo se vogliamo continuare a giocare al massimo livello. E’ un po’ come il divieto di usare una serie di farmaci per questioni di antidoping. Si tratta di rispettare le regole”.
Ecco di nuovo gli Assoluti - Il tennis italiano riparte con i gli Assoluti. La Federazione Italiana Tennis decide, dopo 16 anni (l’ultima edizione era datata 2004), di far rinascere il torneo che incorona i campioni d’Italia sia in campo maschile che femminile. I campi in terra rossa del Tennis Club Todi 1971 ospiteranno infatti a giugno la rassegna tricolore, prima tappa del nuovo MEF Tennis Tour, un circuito nazionale creato anche su richiesta del Settore Tecnico della FIT per consentire ai nostri migliori giocatori di riprendere l’attività agonistica.
“Nell’attesa di avere conferma della possibilità di organizzare gli Internazionali BNL d’Italia nel prossimo mese di settembre - sottolinea il Presidente della FIT Angelo Binaghi - la federazione è lieta di poter tenere a battesimo, con il ritorno dei Campionati Assoluti, un circuito di tornei che permetterà alle nostre giocatrici e ai nostri giocatori di riprendere nella massima sicurezza l’attività agonistica di alto livello e agli appassionati di tornare a gustare il grande tennis in diretta tv”.
Quello degli Assoluti è un albo d’oro d'eccezione, che vede al comando nel maschile Corrado Barazzutti, Nicola Pietrangeli e Fausto Gardini, tutti con 7 trionfi, e Lea Pericoli e Lucia Valerio nel femminile, con 10 titoli a testa.
Segnali di ripresa - Da New York, la città più colpita dal Coronavirus a livello mondiale, arriva un tweet di Billie Jean King, la grande campionessa degli Anni Settanta cui è stato intitolato il National tennis Center di Flushing Meadows, sede gli Us Open, utilizzato in parte come ospedale (sul quale dirottare i pazienti non-Covid), in parte come cucina per preparare i pasti necessari a tutte le persone da assistere nell’emergenza. La King rende infatti noto che nella struttura non ci sono più pazienti e si sta cominciando a smontare tutto: un buon segno pensando alla possibilità che gli Open degli Stati Uniti possano svolgersi come da programma a partire dal 31 agosto.
Anche dalla Federazione francese, che aveva messo a disposizione dell’Assistenza Pubblica Ospedali di Parigi la foresteria del CNE (Centre National d’Entrainement), arrivano buone notizie: la struttura alberghiera ospita ancora qualche paziente in isolamento e dunque è ancora indisponibile per i giovani atleti di interesse nazionale, ma i campi sono stati riaperti. Ad ogni modo il presidente della Federazione francese Bernard Giudicelli si dice ottimista sulla possibilità di giocare il Roland Garros con il pubblico, anche se con forti limitazioni.
Il "tiro mancino" di Nole - E’ il numero uno del mondo - che posta un video dove dimostra di sapersela cavare piuttosto bene anche giocando con la mano sinistra - a presentare l’”Adria Tour”. Quattro le tappe in programma: primo appuntamento a Belgrado sulla terra rossa dell’Academy di Nole. Seguiranno le tappe di Zara, in Croazia), poi Montenegro e Banja-Luka (queste ultime due da confermare), con la Bosnia che dovrebbe ospitare l’esibizione finale a Sarajevo tra lo stesso Djokovic e l’idolo locale Dzumhur. In ogni tappa previsti match al meglio dei tre set e con il sistema di punteggio delle Next Gen Atp Finals di Milano. A Belgrado insieme al serbo in campo anche Thiem, Zverev e Dimitrov: attesi altri big ma non Federer e Nadal.
Doppio intervento per Fabio - Fognini decide di operarsi per risolvere i problemi alle caviglie che lo condizionano da alcune stagioni. Pochi giorni dopo il suo 33esimo compleanno il ligure, n.11 del ranking, lo annuncia su Twitter: "Da tre anni e mezzo soffro di un problema alla caviglia sinistra. E' un risentimento con cui ho convissuto…. Sfortunatamente anche la caviglia destra ha iniziato a farmi tribolare: dopo più di due mesi di stop per il lockdown ho ripreso ad allenarmi e i problemi che speravo si fossero risolti con il riposo si sono ripresentati. Ho fatto l'ennesima visita specialistica e…ho deciso di sottopormi a un intervento in artroscopia ad entrambe le caviglie. Penso sia la cosa giusta da fare in questo momento di stop forzato del circuito…. Non vedo l'ora di tornare a giocare!". In genere per questo tipo di intervento il periodo di recupero completo varia dai 40 ai 60 giorni e l’azzurro potrebbe dunque essere pronto ad agosto, quando si spera che il circuito riparta.
L’operazione, in una clinica di Ravenna, riesce perfettamente: “È stato impressionante vedere i frammenti ossei che mi hanno tolto dai piedi. Ho fatto la cosa giusta e sono contento anche se un po’ provato”, posta Fabio tranquillizzando i suoi tifosi. Si è trattato di una ripulitura, effettuata dal dottor Francesco Lijoi, che ha eliminato alcune calcificazioni che avevano creato infiammazioni e dolore.opp
New York vuole il suo Slam - I diritti tv e media del torneo porterebbero utili anche in caso di torneo a porte chiuse e quindi gli organizzatori stanno preparando un piano per non cambiare né data né luogo di svolgimento del Major in programma a fine agosto (qualificazioni dal 24, finale maschile il 13 settembre) al Billie Jean King National Tennis Center di Flushing Meadows. Giocatori che arrivano da aree considerate a rischio con voli charter, tamponi per tutti e a New York monitoraggio giornaliero (controlli della temperatura, test nasali, della saliva e degli anticorpi). L’edizione 2020 sarà probabilmente a porte chiuse, come desidera Andrew Cuomo, governatore dello Stato di New York. Il torneo potrebbe fornire fisioterapisti e massaggiatori e la federazione americana prevede inoltre di ridurre il numero di giudici di linea affidandosi maggiormente ad “Occhio di falco” mentre con molta probabilità i raccattapalle saranno adulti.