Prima di Alcaraz sono stati 11 i numeri 1 del mondo capaci di vincere in carriera il premio riservato al giocatore più migliorato dell'anno. Nell'albo d'oro c'è anche il nostro Matteo Berrettini premiato nel 2019.
di Luca Marianantoni | 16 dicembre 2022
Sono tanti i campioni immortali del passato ad aver vinto il premio riservato al giocatore più migliorato dell'anno. Undici di questi sono diventati leggende, ma come Alcaraz, capace di vincere il premio da numero 1 del rank di fine anno, non c'era riuscito nessuno. L'unico ad avvicinarsi è stato Marat Safin, leader del ranking dal 20 novembre al 3 dicembre 2000 e poi superato in extremis dal brasiliano Gustavo Kuerten al termine delle Atp Finals.
La lista di questi 11 grandissimi campioni è aperta da John McEnroe che dopo aver chiuso il 1977 da numero 21 del mondo (grazie alla semifinale di Wimbledon ottenuta da qualificato), irrompe nei top 10 nel corso del 1978 attestandosi fino alla posizione numero 4 grazie alla vittoria nel prestigioso torneo indoor di Stoccolma. In quel torneo McEnroe incontra per la prima volta Borg, superandolo in semifinale. E' la prima volta in carriera che Borg perde da un giocatore più giovane di lui.
Nel 1981 tocca a Ivan Lendl, progredito dal numero 6 al numero 2 del mondo. Negli ultimi due mesi dell'anno Lendl va a segno in 5 tornei di fila: il 4 ottobre vince Madrid, l'11 Barcellona, il 18 Basilea, il 25 Vienna e il 1° ottobre Colonia.
Nel 1985 il premio va a Boris Becker, primo re di Wimbledon non testa di serie e più giovane campione nella storia dei Championships a soli 17 anni. Il tedesco, per l'assegnazione del premio, prevale di misura sullo svedese Stefan Edberg che a sorpresa, in dicembre, vince l'Open d'Australia battendo Lendl e Wilander in finale.
Nel 1988 è la volta del 18enne Andre Agassi che diventa il "Kid di Las Vegas" dopo le due brillanti semifinali raggiunte al Roland Garros e all'US Open. Sono anni ricchi di personaggi destinati a fare storia. Dopo Agassi a vincere è il cino-americano Michael Chang che a sorpresa si aggiudica il Roland Garros 1989 recuperando negli ottavi due set di svantaggio a Ivan Lendl e annullando in finale 10 break point nel quarto set a Stefan Edberg.
Nel 1990 è la volta del Pete Sampras che a 19 anni sbanca Flushing Meadows mettendo in fila Lendl, McEnroe e Agassi. Ma non è finita: nel 1991 tocca a Jim Courier, campione al Roland Garros e poi numero 1 del mondo appena due mesi dopo il premio nel febbraio del 1992. Quella dell'americano è una scalata vertiginosa: il 4 marzo 1991 Courier è n° 26 del mondo, il 10 febbraio 1992 (11 mesi dopo) è il primo del ranking.
Due anni dopo il "most improved player" è il principe russo Yevgeny Kafelnikov. Quando finisce il 1993 Kaf è fuori dai cento, 12 mesi dopo è un gradino fuori dai top 10. Nel 1997 tocca a Patrick Rafter che passa da numero 62 numero 2 in virtù della vittoria all'Open degli Stati Uniti.
Nel 2000 abbiamo già ricordato Marat Safin, campione all'Open degli Stati Uniti dopo aver impartito un'autentica lezione di tennis a Pete Sampras in finale. Infine nel 2005 e nel 2006 gli ultimi due immortali sono Rafael Nadal e Novak Djokovic.
Altri campioni degni di nota sono stati Guillermo Vilas nel 1974 (vincitore al Masters di Melbourne), Victor Pecci finalista al Roland Garros nel 1979, Jimmy Arias campione a Roma nel 1983, Mikael Pernfors finalista al Roland Garros nel 1986, Goran Ivanisevic campione a Wimbledon nel 2001 da numero 125 del mondo, Jo-Wilfried Tsonga finalista all'Open d'Australia nel 2008 e Stefanos Tsitsipas nel 2018.
Una curiosità: soltanto due tennisti sono riusciti a vincere il premio "most improved" per due volte. L'impresa è stata compiuta da Andre Agassi nel 1988 e dieci anni più tardi, e da Novak Djokovic, addirittura per due anni di fila, nel 2006 e nel 2007. Nel 1988 Agassi aveva migliorato il suo ranking di 22 posizioni passando da numero 25 a numero 3, mentre nel 1998 aveva scalato 116 posizioni passando da numero 122 a numero 6. Djokovic invece nel 2006 era n° 16, nel 2007 n° 3, posizione che poi ha mantenuto anche nel 2008 vincendo il suo primo Slam e il suo primo Masters 1000: non migliorò la sua classifica ma si avvicinò moltissimo al rendimento da extra terrestri di Federer e Nadal.
Un solo giocatore italiano è riuscito a vincere questo premio: è Matteo Berrettini con il suo fantastico 2019.