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Federer, il "de profundis" è rimandato

Federer va sotto due set a uno contro il mancino francese Adrian Mannarino che sognava l'impresa nel giorno del 33mo compleanno

di | 29 giugno 2021

Adrian Mannarino è caduto, Roger Federer si è salvato. E' svanito così il sogno del mancino francese di completare l'impresa della carriera nel giorno del compleanno. E' finito così anche il timore dei tifosi di vedere lo svizzero uscire all'esordio a Wimbledon per la prima volta dopo diciotto anni. 

Il nome Roger Federer basta per vincere il primo set del primo turno a Wimbledon. Poi le magie occasionali restano come isolate ciliegine sulla torta. Solo che manca la torta. Mannarino vince il secondo e il terzo. Nel quarto lo svizzero mette l'orgoglio, il peso del suo passato in campo. Mannarino tiene fino al 4-2, poi scivola e si fa male al ginocchio. 

Resta a lungo a terra, con lo svizzero che passa dall'altra parte della rete e lo va a consolare. Riesce a giocare solo un altro paio di game, ma deve ritirarsi  sul 6-4 6-7 (3-7) 3-6 6-2.

Nel corso del match, il diritto non ha aiutato Federer, il servizio nemmeno. Mannarino, al contrario risponde bene, gioca con aperture corte e colpi piatti. E' il profilo perfetto per evidenziare le difficoltà di un Federer fuori fase, quasi fuori tempo massimo.

Quando si è ritrovato a un set dalla sconfitta, che sarebbe stata la sua prima al primo turno a Wimbledon dal 2003, la malinconia iniziava a dominare sul Centrale dell'All England Club.

Una sconfitta così, per turno e per andamento nel torneo che ha indicato da inizio anno come la sua priorità per la stagione, avrebbe potuto giustificare ogni tipo di considerazione sul futuro a breve termine di Federer. Anche il relazione alla volontà di "non prendere decisioni stupide" che aveva ammesso dopo aver perso contro Felix Auger-Alisssime, il primo giocatore nato negli anni Duemila che abbia mai incontrato.

La fine del mondo per come l'abbiamo conosciuto appariva vicina, anche agli spettatori che osservavano una versione di Roger appannata e pallida rispetto alle memorie lasciate sull'erba più ambita del mondo. Un Federer quasi intimorito da se stesso, dalla lontananza fra la realtà e l'intenzione, o forse da chissà quali altri esuli pensieri.

A spasso per l’All England Club

Lo svizzero ha giocato solo dieci partite quest'anno, e si è visto. Mannarino, che ha vinto un solo torneo ATP e per giunta sull'erba, ha accarezzato l'impresa di cui si sarebbe parlato per anni. Sarebbe stato un regalo perfetto per il suo 33mo compleanno, che cade proprio oggi.

Nel quarto set, Federer ha provato ad accorciare gli scambi e a riportare la partita sul suo territorio. Quando si è giocato alle sue condizioni, l'orgoglio del campione sembrava bastare di nuovo. Almeno fino alla scivolata che a molti è suonata come l'intervento di una mano invisibile, non ancora pronta alla fine del sogno.

"Oggi Mannarino è stato il giocatore migliore, avrebbe potuto vincere" ha detto lo svizzero dopo la partita. "Sono stato foretunato, questo episodio dimostra che un colpo può cambiare l'esito di una partita, di una stagione, di una carriera". 

Si è divertito, ha spiegato lo svizzero, che ora attende Richard Gasquet in un match dall'intenso sentore nostalgico, come la foto virata seppia di un tennis che quasi non c'è più.

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