Mai come quest'anno, le Nitto ATP Finals sono un evento inclusivo. Non solo per il tennis, per gli amanti del gioco, ma anche per i turisti che - grazie allo sport - scoprono le meraviglie della città sabauda. Ecco una giornata tra racchette, incontri e sorprese
di Cristian Sonzogni | 16 novembre 2022
Mettere sullo stesso piano il Museo Egizio (il più antico al mondo dedicato a quella cultura) e il tennis delle Nitto Atp Finals, la fotografia e la pittura (a sfondo tennistico), l'incontro con un funambolo della racchetta e le visite guidate attraverso le meraviglie della prima Capitale d'Italia. Torino è un miracolo, in questi giorni di campioni e di emozioni. Un miracolo che si rinnova ogni mattina, arrivando a sera con i piedi stanchi e il volto felice. Una commistione di sport e cultura che riempie il cuore, perché così dovrebbe essere sempre. Un connubio giusto, naturale, se pensiamo che lo sport stesso è veicolo culturale per eccellenza.
In una giornata novembrina si comincia di mattina presto, primi eventi previsti alle ore 10. Il tram numero 4 (come pure il 10) consente la spola tra centro e PalaAlpitour senza nemmeno dover preoccuparsi di pagare il biglietto (per chi ha l'entrata al torneo, s'intende). Il viaggio è lungo una ventina di minuti. Una manciata di chilometri che uniscono il palcoscenico centrale delle Finals, con il suo Fan Village di fronte, alle piazze più belle di Torino. A unire questi due mondi, alcuni luoghi iconici, come la biblioteca di Villa Amoretti, in corso Orbassano: in mostra, le foto dell'italo-australiano Ray Giubilo, oltre ai quadri di Federica Ramani. L'esibizione si intitola 'Let it bounce!', ed è un colpo d'occhio niente male che porta il tennis in un'altra dimensione, fuori dall'attualità e dentro la storia.
Funamboli dell'arte e funamboli del gioco. Certo, in campo abbiamo 8 campioni di singolari, 16 di doppio. Ma c'è chi col tennis ci vive, anche se non è un top 100 Atp. Lui si chiama Stefan Bojic, è un tennista freestyler nato e cresciuto a Novi Sad, in Serbia. Da giovane è stato campione juniores del suo Paese e oggi lavora come coach, ma ha ideato un metodo innovativo per lavorare sulla sensibilità che spesso manca ai giocatori. Stefan è convinto che con lavoro e pratica, tutti possano ottenere quella che in gergo chiamiamo 'buona mano', e cerca di essere di ispirazione con i suoi video che gli hanno permesso di sfondare i due miliardi di visualizzazioni sui social. Numeri che solo i campioni possono permettersi. Ascoltarlo è stimolante, visto che i suoi trucchi apparentemente impossibili da copiare vengono raccontati con disarmante semplicità.
Tra un match e l'altro, i turisti (tanti, quest'anno, arrivano dall'estero) possono godere delle visite guidate attraverso le splendide vie di Torino. Oppure, attraverso i caffè storici, sicuramente tra i luoghi più affascinati ed eleganti della città. Ai loro tavoli erano soliti sedersi personalità come Camillo Benso di Cavour, Luigi Einaudi, Cesare Pavese, Friedrich Nietzsche. Qui, tra le tappezzerie di raso ed eleganti candelieri si è fatta la storia, politica e culturale, non solo di Torino ma di tutta l’Italia. Un tour che porta alla scoperta dei locali, inseriti tra i Luoghi Storici d’Italia per far sì che si possa rivivere l’atmosfera di una Torino d’altri tempi.
Poi il Museo, si diceva. Il Museo Egizio, per la precisione, uno dei simboli di Torino e della cultura italiana. Casa Tennis, a Palazzo Madama, ospita il talk 'Parole di tennis', ma stavolta per unire lo sport in senso generale e una delle eccellenze della città sabauda. Il dialogo tutto da gustare è tra Christian Greco, direttore del Museo Egizio, e Marco Albano, direttore del Juventus Museum.
Nato nel 1975 ad Arzignano (Vicenza), Greco è direttore dal 2014. “Vogliamo entrare nel futuro – spiega – ed essere inclusivi. Vogliamo continuare ad accogliere persone nella nostra casa, il museo fisico, ma allo stesso tempo aprirci al digitale che ci permette ormai di esplorare contenuti altrimenti impossibili da mostrare al pubblico”.
Nuove sfide, insomma, come quelle che vive il mondo del tennis. Un mondo che attraverso le Nitto ATP Finals di Torino vuole fare un salto di qualità, unendo tradizione e innovazione. Mostrando che un campo da tennis in una delle piazze più belle d'Italia non è affatto un'idea bizzarra, ma al contrario una splendida ispirazione.

Torino, che spettacolo!