La statunitense batte la francese Cornet ed entra così per la prima volta tra le prime 20 del mondo. La polacca, campionessa al Roland Garros nel 2020, soffre contro l’estone Kanepi ma coglie così il suo miglior piazzamento Slam dopo il successo parigino
di Enzo Anderloni | 26 gennaio 2022
Era la parte di tabellone dove avrebbero dovuto emergere prime o ex prime della classe come Garbine Muguruza o Simona Halep, solide top 10 come Anett Kontaveit o stelline brillanti come Emma Raducanu: invece a festeggiare un posto in semifinale e l’ingresso, per la prima volta, tra le Top 20, è Danielle Collins.
La statunitense ha infatti battuto il caldo torrido dell’estate australiana e la francese Alize Cornet, in due soli set (7-5 6-1), per eguagliare il suo miglior risultato Slam, ottenuto proprio a Melbourne nel 2019, e lanciare quella che potrebbe essere una specie di terza carriera, la sfida a superare tutti i propri limiti, ora che si è liberata dei problemi fisici che l’hanno condizionata nelle prime stagioni da professionista.
Parliamo di terza carriera perché Collins ha prima di tutto brillato a livello universitario: è arrivata tardi al circuito Wta perché la famiglia non si poteva permettere di sostenere le spese del classico avviamento al tennis professionistico attraverso la trafila dei tornei internazionali giovanili e Danielle ha approfittato delle borse di studio offerte dagli atenei Usa per chi brilla a livello sportivo. L’Università della Virginia le ha dato la possibilità di eccellere con la racchetta (ha vinto il campionato americano NCAA ben due volte, nel 2014 e 2016) e di laurearsi in Scienze della Comunicazione.
A questo punto è cominciata la seconda carriera, quella che la vide, ormai 24enne, imporsi a Newport Beach, nel primo WTA 125 del 2018 da n.162 del mondo. Il primo aprile di quell’anno era già n.53 grazie agli ottavi di finale raggiunti a Indian Wells e, addirittura, alle semifinali di Miami, battendo nel percorso colleghe della statura di Madison Keys e Venus Williams.
Stava velocemente recuperando tutto il tempo perduto l’allieva di papà Walter ma sulla sua strada c’era un avversario subdolo: una malattia difficile da diagnosticare ma molto dolorosa e invalidante. La prima diagnosi è artrite reumatoide. Poi si arriva a scoprire che Danielle soffre di endometriosi, una patologia che rende dolorosissimo il ciclo mensile a causa di una produzione anomala di tessuto uterino al di fuori dell’utero stesso.
Sono però passati intanto due anni in cui Collins non si è fermata: ha continuato a crescere anche se molto condizionata dal malessere. Finalmente nell’aprile del 2021 si sottopone a un intervento chirurgico che la “libera dal male”. Siamo in piena pandemia, la vita sul circuito è complicata ma la voglia di esprimere tutta se stessa è sempre viva.
Così si arriva al doppio successo dell’estate, i primi due veri grandi titoli: il WTA 250 di Palermo e il WTA 500 di San Josè, California. Danielle entra così per la prima volta nelle prime 30 giocatrici del mondo.
La ripartenza nel 2022 è quella che stiamo seguendo a Melbourne: i primi due turni autorevoli contro Dolehide e Konjuh, le difficili rimonte contro Clara Tauson ed Elise Mertens e ora la solida conferma nei quarti di finale contro Alize Cornet, che aveva eliminato Muguruza e Halep.
"Significa tantissimo per me, come atleta e soprattutto per me stessa. Gioco a tennis da quando avevo sette anni - ha detto Collins a fine partita -. Ci ho lavorato ogni giorno. Da bambina ho rinunciato a tante cose per arrivare dove sono ora. Penso alla quantità di ore che passavo ogni giorno sul campo a giocare al parco con mio padre; e a lui che mi portava in giro dappertutto per cercare di offrirmi le migliori opportunità per arrivare dove sono oggi. Penso ai problemi di salute che ho dovuto affrontare, per essere in grado di arrivare qui. Tutto questo significa molto per me e anche per la mia famiglia".
Da lunedì Danielle Collins sarà, come minimo, n.14 del mondo. Non è una che si ferma facilmente.
La sua avversaria in semifinale ha 8 anni meno di lei ma già uno Slam nel palmares: parliamo di Iga Swiatek, vincitrice al Roland Garros nel 2020. Già fortissima da junior, la polacca che ha superato in tre set l’estone Kaia Kanepi (4-6 7-6 6-3) sta vivendo il tipico percorso della predestinata.
Vittoria precoce a Parigi, ingresso altrettanto precoce nella Top 10, con il trionfo agli Internazionali BNL d’Italia 2021 a fare da ciliegina sulla torta. Le mancava ancora una presenza costante nei turni decisivi degli Slam: Roland Garros 2020 a parte non era mai andava oltre gli ottavi di finale.
A Melbourne ha colmato anche questa lacuna e anche lei non vuole fermarsi. Sarà un match da scintille, tra due ragazze che sognano in grande.